CINEMA/Cibo e film a braccetto

di Giovanna De Luca

Sebbene la parola tenda a bloccarsi alla gola, "glocalism" è un concetto che sta diffondendosi rapidamente nel mondo. L'idea si riferisce al modo in cui le società, soprattutto quelle urbane, partecipano attivamente alle operazioni dei mercati globali anche se focalizzano la loro attenzione sempre di più sulle attività economiche locali.

"Glocalism" è l'ultima iterazione dello slogan famoso negli anni Ottanta "think global, act local," (pensa in maniera globale, agisci in modo locale). L'idea ha anche ispirato una conferenza internazionale a Roma nel 2002, e oggi è sempre più argomento di discussione nei circoli accademici, politici e artistici (ne è esempio l'ultimo film di Ermanno Olmi "Terra Madre" anch'esso parte del programma del festival). Con "Focaccia Blues," il regista pugliese Nico Cirasola, fa del "glocalism" il tema centrale del suo delizioso film, che apre la tre giorni del "Taste of Italy: Italian Film Festival" che si terrà presso il Sottile Theatre di Charleston il 5 novembre 2009.

Cirasola presenterà la sua ultima pellicola e, a fine proiezione, risponderà alle domande degli spettatori. Il tema del festival è la "celebrazione della forza unificatrice del cibo e del cinema" e a dimostrazione del proprio sostegno al soggetto in questione, prominenti cuochi locali, con una passione per la cucina italiana - dai ristoranti Al di là, Trattoria Lucca, Fig, Monza, Wild Olive ed Evo Pizzeria - presenteranno per la serata inaugurale alcune delle loro specialità. Slow Food Charleston sponsorizza il ricevimento della prima giornata.

L'organizzazione è una franchise del movimento Slow Food iniziato a Torino nel 1986 da Carlo Petrini. Allora i buongustai locali si erano opposti alla diffusione intossicante dei McDonald's in territorio italico, riconoscendo in essi una minaccia ai valori alimentari italiani che includono sostegno ai produttori locali e rispetto per prodotti freschi e inalterati. Il che ci riporta a "Focaccia Blues".

Il film, una docu-fiction (genere relativamente nuovo in Italia) girata nella remota e bellissima regione Puglia, è stato ispirato da una vera storia Davide e Golia apparsa tre anni fa sulla rivista italiana "Panorama" (ripresa poi da altre pubblicazioni quali il New York Times, El Paìs e Liberation, che l'hanno poi trasformata in una sensazione glocale). Nella piccola cittadina di Altamura, patria della focaccia, un piccolo panificio provocò la chiusura di un McDonald's. Quando il fast food si insediò nel centro storico del paese, il fornaio locale (Luca Di Gesù) decise di sfidare la grossa catena di fast food con un'operazione kamikaze aprendo una seconda focacceria accanto al McDonald's. Provocando grandi perplessità nella cittadina, i clienti cominciarono ad abbandonare il Big Mac, sempre più attratti dai freschi aromi del negozio accanto.

Nonostante i facili paragoni all'americano "Supersize Me," il film non promuove un attacco alla voracità delle multinazionali americane, ma piuttosto una riflessione sui valori mediterranei - come lo stile di vita mediterraneo incoraggi un'autentica relazione tra l'individuo e la terra. Per Cirasola, il film esprime "una giocosa poesia d'intenti, che rivela come la semplice qualità del prodotto sconfigge la globalizzazione" .
Tutto ciò ha delle radici filosofiche ben note al regista pugliese. Lo studioso Franco Cassano aveva anticipato circa un decennio fa il movimento "glocal" quando aveva formulato il suo ormai famoso "pensiero meridiano" (o mediterraneo) con il quale prefigurava una società globale in cui ogni villaggio potesse mantenere la propria voce pur partecipando all'insieme economico-sociale.

Il film di Cirasola quindi non si oppone alla globalizzazione per sé. Ma piuttosto promuove il rispetto per la diversità culturale e una simbiosi tra globalizzazione e localizzazione- "glocalism" - che assicuri la sopravvivenza delle tradizioni locali in un mondo che si rimpicciolisce sempre di più. La parte documentaria del film ritrae veri personaggi altamurani, descrivendo l'insolita sequenza di eventi di cui sono stati testimoni.

Questi piccoli ritratti cittadini fanno da sfondo al viaggio negli Stati Uniti del giornalista locale Onofrio Pepe, che in un percorso all'incontrario rispetto al McDonald's, cerca di presentare la focaccia agli americani.Superimposta al documentario è la narrativa immaginaria del triangolo amoroso tra la bellezza locale Rosa, il fruttivendolo fanatico dei prodotti locali Dante, e lo straniero dalla corvette gialla, Manuel. All'inizio la provinciale Rosa è attratta dal ricco forestiero, ma poi lo ripudia quando questi rimuove dalla focaccia da lei preparata i pomodori essicati con cura certosina da Dante. Ovviamente la storia del triangolo è una metafora che rappresenta il valore superiore dell'investimento umano sui profitti di un capitalismo aziendale indisciplinato. Il regista si auspica con questo film di rinvigorire la pratica del convivium mediterraneo sia in patria che all'estero. Egli vede nella condivisione dei pasti l'elemento unificante di culture e società. "Nessuno viene mai allontanato dalla tavola" afferma Cirasola.

Con questa idea conviviale in mente, il produttore del film Alessandro Contessa e il giornalista Onofrio Pepe sono contatto con la Casa Bianca per poter donare i preziosi semi delle Murgie a Michelle Obama, per il suo orto. Per favorire il rafforzarsi di questa relazione agricolo-alimentare c'è solo da augurarsi che il clima a Washington sia clemente come quello della bella Puglia. Gli altri film culinari in programma per il festival sono la dolce commedia romantica "Lezioni di cioccolato" di Claudio Cupellini; la classica satira assurda "La grande abbuffata" di Marco Ferreri; al piccolo drama delle maniere "Pranzo di ferragosto" di Gianni Di Gregorio; e il documentario naturalista di Ermanno Olmi "Terra Madre".

Per il programma completo e altre informazioni visitare www.cofc.edu/italianfil e http://www.cofc.edu/italianfil