TURISMO/Il Veneto a Manhattan

di Massimo Lomonaco

Una riproduzione di Piazza San Marco, per rimandare immediatamente all'immagine di Venezia, ma anche tanti prodotti d'eccellenza dell'artigianato, della gastronomia e delle griffe della moda. Il Veneto turistico sbarca in America sfruttando l'occasione delle celebrazioni del "Columbus Day", in programma a New York dal 5 al 17 ottobre, per proporre in collaborazione con l'Enit e la Columbus Citizens Foundation (un'associazione "no profit" che conta più di 580 soci di origine italoamericana) una serie di eventi con l'obiettivo di solleticare la curiosità degli statunitensi e spingerli, valigia in mano, a varcare l'oceano.

La Regione sarà presente all'interno della Grand Central Station di New York con un'area espositiva situata nella Vanderbilt Hall, l'area principale di accesso alla stazione dalla parte della 46ma Avenue, per mostrare i propri tesori artistici, culturali, turistici e agroalimentari. Quattrocento metri quadri dello spazio verranno riservati all'offerta culturale e turistica del Veneto, mentre una seconda area sarà dedicata alla promozione delle realtà imprenditoriali della regione.

Non mancheranno una mostra fotografica sui luoghi di charme da visitare, una piccola esposizione di calzature, chiamata "Piccoli passi", e la presenza di un albero in vetro artistico di Murano.
La ricorrenza della scoperta dell'America, in calendario il 12 ottobre, non è stata scelta a caso: è una festa nazionale che richiama a New York, in occasione della tradizionale parata, circa 700 mila persone che sfilano per le strade della città. Per l'evento sono programmate oltre tre ore di diretta televisiva della sfilata da parte della rete nazionale NBC, che garantirà all'evento un'enorme visibilità.

Sulla stessa rete tv è prevista la messa in rete di sei spot della Regione Veneto, oltre all'installazione di cartelloni pubblicitari. In più, l'offensiva veneta al mercato americano si concretizzerà in una serata con le autorità amministrative ed economiche in Vanderbilt Hall, nella partecipazione di venti operatori turistici ed economici veneti ad un incontro organizzato dalla Columbus Citizen Foudation e in un ricevimento ufficiale dei rappresentanti della Regione da parte del sindaco di New York.

Nel programma sono stati inseriti anche due workshop con i principali operatori americani, appuntamenti per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari e della ristorazione veneta, oltre a momenti di carattere più marcatamente culturale, come un convegno di studi Galileo/Nasa, una mostra sui progetti di Carlo Scarpa e una rassegna di film in collaborazione con la Mostra del Cinema di Venezia.
Non sarà trascurato neppure l'aspetto sportivo dell'offerta veneta: durante la Maratona di New York verrà organizzato un evento promozionale che coinvolgerà il sistema delle Maratone del Veneto e i consorzi del Soave e del Durello della provincia di Verona.

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Il vino veneto, intanto, sta allontanando la situazione di empasse determinata dalla crisi economica giocando d'anticipo con una promozione "frizzante" e mirata, soprattutto negli Usa. I segnali di una certa vivacità di mercato ci sono tutti e il "nettare" veneto, soprattutto Soave, Prosecco e Amarone, ha convinto i palati degli enogastronomi (e non solo) americani.
"C'è un momento di difficoltà - rileva Luca Sartori, presidente del Consorzio della Valpolicella - ma con una serie di iniziative, se non proprio si rilancerà il prodotto, si riprenderanno le posizioni in attesa di una ripresa economica che sicuramente ci premierà".

"Gli Usa - spiega Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio di Soave - rappresentano il mercato attualmente più permeabile per un prodotto come il Soave che può vantare ampi margini di crescita, sia nella ristorazione che nella vendita in negozi specializzati".
Quello del Soave è un vero e proprio sistema, che partendo da una superfice a vite di 7.000 ettari, produce in media ogni anno dai 50 ai 60 milioni di bottiglie, per un valore di filiera che supera i 150milioni di euro. Rimandendo in terra veronese, ma con una propaggine vicentina, il Lessini Durello sta godendo di una graduale fase di ascesa e, in un panorama di prodotti a bollicine affollato, ha saputo 'stuzzicarè i consumatori, passando in un decennio dalle 70 mila alle circa 500 mila bottiglie vendute, su un'area di produzione di 600 ettari. Un discorso a parte è per il prosecco di Conegliano Valdobbiadene, fresco del Docg, divenuto anche negli Usa sinonimo di spumante italiano, partner perfetto per l'aperitivo e non solo.
Pensare che 15 anni fa erano solo due i produttori della Marca trevigiana a esportare negli Usa e per poche migliaia di bottiglie. Dalle 555 mila bottiglie del 2003 si è passati al milione del 2007. Il boom si è avuto negli ultimi anni, grazie all'avvio di una strategia di export più strutturata con eventi racchiusi in vari format come "Vino in Villa Us" del Consorzio Tutela Conegliano-Valdobbiadene.

Altre tappe a Chicago e New York (1-4 febbraio) alla prima edizione di The Italian Wine Master con le altre Docg italiane. Ma soprattutto ci si muoverà per fare conoscere il territorio di produzione. È il leit motiv dei tre consorzi: se il Prosecco ha organizzato un educational tour con giornalisti americani nella Marca, il Valpolicella replicherà a New York "Anteprima Amarone".
"In modo che i produttori - spiega Sartori - racconteranno la loro storia con l'obiettivo di fare vedere cosa c'é dietro al vino".
Le attività di promozione si integrano spesso con quelle della Regione Veneto che scommette per un brindisi (e non solo) veneto per le celebrazione del Columbus Day.

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Buona tavola, shopping e arte: è il trinomio irrinunciabile per i turisti americani in vacanza nel Veneto. A definire l'identikit del viaggiatore-tipo a stelle e strisce è uno studio di marketing realizzato da Teamwork, dal quale emerge che il turista che viene da oltreoceano è nei tre quinti dei casi un uomo tra i 40 e i 55 anni. Le motivazioni della vacanza all'estero degli americani vedono al primo posto il leasure (38%), al secondo il business (28%), al terzo l'incontro con parenti e amici (27%).

Curiosamente, più del 34,5% degli americani viaggia da solo (contro l'11% dei giapponesi e l'8% dei tedeschi), il 25,7% si muove con il partner, il 20,2% con i familiari, il 10,4% con gli amici e solo il 6% con i colleghi di lavoro. Per quanto riguarda la sistemazione, il 60% opta per l'hotel, in generale di buon livello e con la possibilità di poter consumare un pasto ad ogni ora del giorno, mentre il 34% preferisce gli alloggi privati.

Chi prepara le valigie per sbarcare in Veneto è sempre più un viaggiatore d'elite: sceglie ristoranti, cibi e vini raffinati, acquista le griffe italiane e apprezza le città d'arte. Se Venezia e la Riviera del Brenta sono una meta irrinunciabile, anche Verona e Vicenza stanno progressivamente conquistando un posto particolare nel cuore dei turisti statunitensi. Tutto merito di Andrea di Pietro della Gondola, più noto come il Palladio: la stragrande maggioranza dei viaggiatori d'oltreoceano approda nel capoluogo berico per vedere, dal vivo, gli originali delle tante opere architettoniche che in America si sono ispirate al genio del maestro vicentino, dalla Casa Bianca alla magione di Thomas Jefferson, costruita nella residenza di Monticello.