Un fotografo d’autore nel nido dell’Aquila ferita

di G.d.A.

Più di duemila scatti e tre giorni a piedi tra i vicoli martoriati della città dell'Aquila e dei paesini limitrofi. E' un vero e proprio tour de force quello che ha visto impegnato il foto-reporter Luciano Borsari nella città abruzzese. Un progetto semplice ma intenso, quello che ha accompagnato il lavoro di Borsari, fotografo di San Diego e abbonato a molti reportage di grande impatto emotivo. L'Abruzzo è la sua terra e il sisma lo ha colpito duramente nelle radici della sua storia familiare. Nessuno scoop sensazionale, né immagini altisonanti con politici e personaggi in posa davanti ai resti dei palazzi. Ma ricerca intensa di immagini che possano raccontare l'orrore e lo smarrimento di chi ha perduto casa e affetti, di chi ha perduto il passato e forse anche il futuro, rimanendo con il presente ricco solo di incertezze.

Ottenuta l'autorizzazione a entrare nella zona "off limits" dell'Aquila, Borsari ha intrapreso il percorso insieme al responsabile della protezione civile di Pescara dell'Associazione Nuova Acropoli, beneficiaria di una raccolta fondi da parte del Circolo Italiano dell'area di Philadelphia, guidata dal dott. Tatta (l'assegno è stato consegnato dal prof. Frank Salvatore  l'11 agosto, in occasione di una serata dedicata alla tragedia di Monongah), e insieme al giornalista di America Oggi, onde raccogliere immagini e impressioni a 5 mesi di distanza dalle scosse che hanno messo in ginocchio il capoluogo dell'Abruzzo.
Palazzo della Prefettura, le chiese di  S. Marco, S. Massimo, delle Anime Sante, di Santa Maria di Paganica, l'Hotel Grande Abruzzo, il Forte spagnolo, il Comune, la Biblioteca Provinciale Salvatore Tommasi, San Bernardino, Collemaggio e Palazzo Carli sede dell'Università dell'Aquila hanno offerto le loro mura squarciate all'obiettivo del piccolo gruppo cui è toccato in sorte una coppia di angeli custodi vigili del fuoco che rispondevano al nome di Luciano Roncalli (pronipote di Papa Giovanni XXIII)  e Richard Bordoni (italo-inglese). Le immagini saranno rielaborate e proposte al pubblico di San Diego e ad altre associazioni italiane che ne faranno richiesta, per documentare di prima mano le devastazioni prodotte dal sisma e per raccogliere fondi in favore dell'Associazione Nuova Acropoli che ai cronisti ha aperto anche le porte del proprio campo, organizzato nello spiazzale dell'azienda Alenia Spazio.

Luciano Borsari nasce a Caracas nel 1955 e figlio di Giuseppe (originario di Formigine) e di Velia Scogna (originaria di Guardiagrele) e arriva a San Diego nel 1981. Laureatosi in Economia e Commercio e con un Master in International Business, il fotoreporter nel 1988 vince un concorso alle Nazioni Unite e per due anni si ferma a New York mantenendo sempre intatta la passione assoluta per la fotografia. Notato da un editore di una rivista di nautica, Borsari viene invitato a collaborare e nel giro di poche settimane diventa il fotoreporter dell'agenzia Ppl/Oxbow di Londra e ottiene l'incarico di  fotografare l'America's Cup e la Louis Vuitton. Per quest'ultimo evento  gli viene conferito il premio dalla Galleria Ufficiale dell'America's Cup:  "Best International Photographic Collection of 1995".

Entrato a far parte della prestigiosa agenzia Zuma Press (sede a Laguna Beach California) il professionista abruzzese inizia una lunga carrellata di click d'autore. Nella sua raccolta figurano personalità importanti: da George W. Bush ad Al Gore, da Mikhail Gorbachev,  a Leah Rabin, da Madame Jehan Sadat a Shimon Peres, da Margaret Tatcher a Tiger Woods, dalle sorelle Venus e Serena Williams a Enrique Iglesias, da Maradona a Ricky Martin per finire con Obama e la conterranea Nancy Pelosi. Vincitore del Premio "Guerriero di Capestrano" conferitogli nel 2007, sposato con Adriane Veiga, manager brasiliana (nata e cresciuta a Ipanema) della United Airlines, Luciano Borsari ha superato indenne anche un agguato tesogli dai contrabbandieri di vite umane tra Messico e Stati Uniti e gli incidenti avvenuti nelle manifestazioni contro Chavez, a Caracas.