TEATRO/BROADWAY & DINTORNI/Baccanti in Central Park

di Mario Fratti

Al Public Theatre di Joe Papp iniziò la magnifica idea di mostrare le opere di Shakespeare al Central Park, gratis. Enorme successo da anni. E di tanto in tanto altre opere valide che meritano nuovi tipi di spettatori, anche quelli che non possono permettersi i prezzi dei biglietti a Broadway. Il nuovo direttore artistico è l'attivissimo Oskar Eustis. Dopo una magnifica produzione della "Dodicesima notte", presenta ora "Le Baccanti" di Euripide (480-406 a.C.). C'erano ogni anno festival teatrali in Grecia per un pubblico di diciottomila spettatori che votavano poi i migliori. Sofocle vinse ventiquattro volte. Eschilo vinse tredici volte. Euripide, solo cinque. Un incredibile autore di novantacinque opere. Ma anche se avesse scritto solo "Le Baccanti", "Medea" e "Le Troiane" meriterebbe la corona di autore sommo, altamente tragico.

"Le Baccanti" sono in questa versione dodici ballerine in rosso, energiche e chiaramente sensuali. Scelte dall'eccellente regista Joanne Akalaitis. Il tema di questo dramma è ben noto. Dionisio, dio del vino e del piacere, sa avvincere e sedurre donne inebriate. Il re Penteo (Anthony Mackie) odia Dionisio (l'esuberante Jonathan Groff) e lo fa arrestare. Penteo, figlio di Agave, è umano. Che cosa può fare contro un dio che è figlio di Giove e di Semele? Dionisio spezza le catene e lo irride. Lo incuriosisce sulla passione che quelle donne sanno suscitare. Lo convince a vestirsi da donna per far parte delle orge che lui presiede. Entra Penteo, uomo vestito da donna, fra le risate del pubblico, dei pochi che ancora non sanno quale sarà il suo destino. Fra le donne che si danno alle danze, alle libagioni e al sesso, c'è anche la madre di Penteo.
Agave (Joan Macintosh), in preda alla passione per il dio Dionisio, viene invitata a mostrare la sua potenza, facendo a pezzi un leoncino. La scena viene descritta con magniloquenza e stile da Rocco Sisto. Torna Agave, orgogliosa, con la testa di chi crede sia un leone smembrato da lei. Il padre Cadmo (George Bartenieff) vede la scena con orrore. Spiega lentamente alla madre il suo incredibile delitto. Urlo disumano di una madre che, come tante altre donne, è spesso vittima di smisurato piacere. Un messaggio scritto duemilacinquecento anni fa. Un capolavoro, ben recitato e presentato. Caldi applausi per tutti. Un bel successo.

"A Lifetime Burning" di Cusi Cram, prodotto da Primary Stages al 59E59. Vidi una prima commedia di Cusi Cram al teatro Miranda e lodai il nuovo talento. Lo conferma oggi con questa commedia. Nella ricca scena di Kris Stone, abbiamo il conflitto fra due sorelle. Tess (la convincente Christina Kirk) è furiosa ed attacca la sorella Emma (Jennifer Westfeldt) con una valanga di parole. Emma è molto calma. Non si sente colpevole di quel che Tess accusa. E' uscito un suo libro con molte bugie e fantasie. Che c'è di male? Lo fanno tanti. Emma spiega con scene che tornano al passato. Ha conosciuto Alejandro, un giovane latino (Raul Castillo). Prima maestra; poi amante. E si sente latina anche lei; anzi sente sangue indiano, incas. Tess è furiosa. Siamo irlandesi!

Si torna al passato con una scena in cui Lydia Freemantle (Isabel Keating) le propone il libro di cui stanno parlando. Una proposta allettante. Perché no? Torna l'editrice. Hanno scoperto che il libro è pieno di bugie. Rivogliono l'anticipo. Si scopre che è stata Tess a denunciarla. Sarà perdonata? Forse. Mangiano insieme un sorbetto. Ottimo dialogo. Applausi. Ben diretto da Pam MacKinnon.
Altre buone attrici le troviamo in "Time's Scream and Hurry" di Paul Hoan Zeidler al teatro Cherry Lane (38 Commerce Street); produzione Sewer Socialist). Tre potenti monologhi.

"So-So's Sister" - La brava Carlita Penaherrera ci narra la sua difficile vita. Ha una sorella ritardata e un padre manesco e severo. Finalmente trova un fidanzato che sembra leale e decente. Mette invece incinta la vulnerabile sorella. Il padre viene ucciso. Lei decide di diventare la madre del neonato. Commovente.
"Match Girl" - La bella J.J. Pyle amerebbe una vita normale con un uomo normale. Tante delusioni. Alcuni uomini chiedono cose bizzarre. Entra lentamente in quel mondo e diventa una dominatrice. Dettagli incredibili su quel che vogliono i clienti.

Il terzo è "The Good Boyfriend". Charles Pacello ci racconta che ha incontrato una donna che vorrebbe amare e proteggere. Problemi sul suo comportamento. E' indecisa e confusa. Scopre alla fine che è così perché vittima di una violenza sessuale che non riesce a dimenticare. Zeidler sa creare personaggi interessanti.

Ultima commedia al Fringe Festival è "The Jungle Fun Room" dell'attore-autore Brian Hampton. E' anche il depresso protagonista. Lavoro umile in una stanza dove preparano clown ed altri divertimenti per bambini. Buoni collaboratori sono K.S. Goldfeder, C. Calvert e T. Mitchell. Arriva la madre di uno dei bambini che stanno per essere festeggiati. E' la famosa Hillary (Beverly Lauchner), vecchia fiamma del passato. Incontro goffo. Lei gli offre un buon lavoro. Lui rifiuta.