STORIA & CRONACA/Fratelli d’Italia in Texas

di Giorgio Lombardo

Erano prigionieri in una terra sconosciuta, le migliaia di italiani che da oltre oceano erano stati portati durante il conflitto della Seconda Guerra Mondiale negli infiniti campi del Texas. Dal 1943 al 1946 circa 7000 prigionieri italiani furono internati nel campo di Hereford circondato da 800 acri di terra.
Ricordi e racconti molto toccanti degli ex prigionieri italiani della Seconda Guerra Mondiale, testimonianze uniche: dal trattamento rispettoso da parte dei "farmers" locali che impiegavano i soldati italiani nelle proprie terre, al taglio drastico delle razioni agli Ufficiali "non collaboratori" dopo la firma dell'armistizio. Ricordi ancora vivi quelli del "campo" a 3 miglia di distanza dal paese più vicino, Hereford, che conta oggi circa 15.000 abitanti e 3 milioni di capi di bestiame, dove nel mezzo di un'estesa piantagione di grano fu costruita con mezzi di fortuna una cappella votiva dai prigionieri italiani non collaborazionisti della Seconda Guerra Mondiale per onorare i 5 caduti che non ebbero la fortuna di ritornare a casa.

Lo scorso 8 agosto, a distanza di 65 anni, in quel campo i 4 superstiti ex prigionieri italiani, il gen. Adriano Angerilli, Ezio Luccioli, Giuseppe Margottini, Fernando Togni ed il consigliere del Cgie Enzo Centofanti, in veste di Ex Pow nei campi dell'Africa, hanno presenziato alla cerimonia solenne in prima fila, cantando l'inno nazionale all'alza bandiera elevata su dagli ufficiali dell'Aeronautica Militare Italiana, e, a testa alta e schiena dritta, con il saluto militare, osservando prima l'alza bandiera americana e poi un minuto di silenzio suonato alla memoria dei caduti da una trombettista militare americana con il "gun shot salut" da parte dei militari dell'aviazione statunitense, la benedizione e la preghiera, si è passati alla riapertura della cappella con i 5 che hanno depositato una lapide e delle targhe dedicate dal Comites di Houston ed un quadro dal Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo.  

Così si legge sulla lapide: "Fratelli Italiani d'Arme e d'Amore, qui presenti 64 anni dopo, ricordano coloro che non sono tornati a casa. Dura il valore della dignità vissuta e confermata: una testimonianza d'Italia, un sentimento di Patria, un abbraccio di Pace".
Erano presenti il sottosegretario di Stato, Roberto Menia, in rappresentanza del governo italiano, il console Generale d'Italia a Houston, Cristiano Maggipinto, i rappresentanti del Cgie Della Nebbia, del Comites Gargiulo e Pacetti, del Ctim Clemente, dell'Associazione Italoamericana dell'Oklahoma Frank Agostini; ed ancora il comandante RAMI di Sheppard Piccolomini ed una delegazione di 8 militari tra ufficiali e sottufficiali, il presidente UNUCI Sezione di Miami Pianta, le autorità locali, i sindaci di Hereford e Dimmitt, i giudici delle contee di Dimmitt e Castro, il senatore J. Cornyn ed il parlamentare R. Neugebauer, il responsabile della commissione storica dello Stato del Texas Mcworther e delle contee Clara Vick, gli sceriffi.

Per le autorità militari hanno partecipato alla commemorazione il rappresentante del Joint Chief of Staff (Capo di stato maggiore della Difesa) Keith Thurgood, una delegazione dell'Aviazione Militare della base di Cannon Air Force Base ed il maggiore dei Marines Barela. Presenti infine il regista cinematografico Giorgio Serafini, i media locali, regionali e nazionali, Raitalia e circa 200 partecipanti provenienti non solo dalle località limitrofe ad Hereford, ma anche da fuori dallo Stato del Texas.

Prima della conclusione due ufficiali dell'Aeronautica Militare Italiana hanno depositato all'interno della cappella una corona di Fiori accompagnati dalla musica del Piave, 24 Maggio, e dalla più alta autorità presente, il sottosegretario Menia. C'è stata tanta commozione tra i presenti. Adriano Angerilli, 92 anni, è l'unico superstite del gruppo originale che ha costruito la cappella. Lasciò l'Italia nel 1939 arruolato nell'esercito con i gradi di Tenente; catturato nel 1943 in Africa del Nord, arrivò nel campo di Hereford nel 1944 e ritornò in Italia nel 1946 dove assieme agli altri non collaborazionisti fu prima messo in carcere e poi rilasciato. Nel dopoguerra si arruolò nel corpo forestale dello Stato, si laureò e concluse la sua carriera con il grado di Generale. Così dice: "Troppe emozioni, è eccezionale. Sono contento che finalmente dopo tanto tempo il governo italiano abbia riconosciuto questa storia". E poi: "Non ho visto mai l'America come nemico. Mi è sembrato di essere stato qui poco tempo fa e invece è passato tanto tempo. Con serenità posso dire che è vero che sono stato trattato da prigioniero, ma ricordo anche quanto gli Stati Uniti abbiano fatto per ricostruire l'Europa".

Oggi Angerilli risiede ad Arezzo, vicino ad un altro dei presenti, Ezio Luccioli. Durante la conferenza stampa, l'ex POW Fernando Togni ha precisato: "In termini di età io e Margottini eravamo più giovani rispetto ad Angerilli, perché ci eravamo arruolati come volontari della RSI, Margottini racconta che ha dovuto mentire per arruolarsi volontario, era infatti il più giovane del campo di Hereford, fu catturato all'età di 15 anni assieme a Togni nel 1944 nelle spiaggie di Anzio".

Enzo Centofanti fu catturato in Africa e dopo 7 anni di prigionia in diversi posti del Nord Africa da non collaborazionista ritornò in Italia. Emozionato, racconta di una sua recente visita in Kenya, dove ci sono molti italiani sepolti ed in ogni Paese, a distanza di 10 km, gli italiani costruirono diverse cappelle e addirittura una Basilica in memoria dei caduti. "Sono affascinato dal calore del popolo texano, dalla loro ospitalità e dalla loro sentita partecipazione a questo evento straordinario", ha detto congratulandosi con gli organizzatori e i promotori per questa iniziativa. Poi assieme al presidente del Comites di Houston Vincenzo Arcobelli ha chiesto al sottosegretario Menia di farsi portavoce presso il governo italiano e il ministero della Difesa affinché iniziative di questo genere siano uno sprone per "creare una commissione e poter conservare come patrimonio storico le cappelle e i cimiteri dove sono sepolti gli italiani morti in guerra e sparsi in diverse parti del mondo".  

Dopo la riapertura e benedizione della Cappella in Texas, i partecipanti si sono recati all'Hereford Country Club dove si sono tenuti i discorsi di benvenuto e i saluti da parte delle autorità locali. Il rappresentante della commissione storica dello Stato del Texas Mcwhorter e Clara Vick hanno ringraziato in particolare il Comites di Houston che ha contribuito al restauro della cappella ed hanno introdotto il "partner più vicino all'organizzazione di questa commemorazione", il presidente Arcobelli. Questi si è rivolto agli ospiti in un discorso molto sentito e spontaneo: ha salutato e ringraziato in italiano ed in inglese le autorità locali per l'ospitalità, la commissione storica e tutti i volontari che si sono prodigati per l'allestimento ed i lavori di restauro della cappella, il presidente del Ctim Oklahoma Clemente per i molteplici compiti svolti sempre con passione e dedizione, i colleghi del Comites che hanno sostenuto l'iniziativa ed il console Generale d'Italia a Houston Maggipinto che ha sposato la causa dal primo momento, il col. Piccolomini e la delegazione dell'Aeronautica Militare di Base a Sheppard per il loro supporto, il presidente Unuci Antonio Pianta, la rappresentanza Militare Americana e tutti i presenti per la loro partecipazione, primo fra tutti il sottosegretario Roberto Menia.

"Questa manifestazione", ha detto Arcobelli, "è molto significativa oggi nel ricordare i 5 caduti italiani del Campo di Hereford, per onorare i nostri ex prigionieri di guerra per avere compiuto il loro dovere fino in fondo con sacrificio e dignità, rispettando i valori fondamentali della Patria e dell'onore personale ed in qualità di militari. Questa cerimonia ha e deve avere un aspetto unificante, fa parte della storia americana e di quella italiana e dovrà avere una continuità non solo storica ma anche culturale, viste le testimonianze della costruzione architettonica della cappella, della chiesa di St. Mary, di dipinti e quadri religiosi dedicati dai prigionieri italiani, alcuni dei quali hanno contribuito nel dopoguerra allo sviluppo socio-politico-culturale del Paese Italia, come il pittore Burri, i giornalisti e scrittori Boscolo e Tumiati, Melville".

"Quello di oggi", ha continuato, "è un ringraziamento ed un riconoscimento doveroso alla commissione storica del Texas, a Clara Vick e alla comunità locale di Hereford e Dimmit per la loro amicizia e per aver saputo conservare e promuovere un pezzo di storia che ci appartiene, per tenere alta e viva la memoria e non dimenticare, da esempio per le future generazioni. Una giornata che è coincisa con quella di Marcinelle, Giornata Nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, voluta fortemente dall'allora ministro per gli italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, il quale vi saluta tutti". A Marcinelle, ha ricordato Arcobelli, "nel 1956 morirono 136 italiani nella miniera di Bois du Cazier", per commemorare i quali "in tutte le ambasciate e consolati italiani nel mondo" è stato "dedicato un minuto di silenzio come da messaggio del Ministro degli Esteri Frattini".

Quindi rivolgendosi al sottosegretario Menia, "finalmente dopo 65 anni abbiamo avuto una sensibilità ed un riconoscimento ufficiale da parte del governo italiano, per questa parte di storia un po' troppo dimenticata. Grazie per la sua presenza e pregasi rivolgere al Governo e alle alte cariche dello Stato il ringraziamento ed il saluto di noi tutti i presenti".

Infine, salutando il generale Thurgood e il colonnello Piccolomini, Arcobelli ha rivolto "un pensiero alle donne e agli uomini militari delle due Nazioni, ai volontari del servizio sanitario, ai missionari, che con il più alto sacrificio hanno pagato con la propria vita per portare pace, democrazia e progresso nel mondo".
Dopo il discorso di Arcobelli, ha preso la parola il console Maggipinto che ha ringraziato tutti gli organizzatori ed in particolare Clara Vick ed ha letto i messaggi giunti per l'occasione dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta e dalle alte cariche dello Stato, il presidente del Senato Schifani e della Camera Fini, e del presidente del Comitato parlamentare per gli italiani all'estero Zacchera.

Poi ha introdotto il sottosegretario Menia, che portando i saluti del governo italiano, ha detto: "sento molto questa manifestazione e non parlo con discorsi già preparati magari da altri, parlo con il mio cuore, toccato dalla funzione di pochi minuti fa. Mentre la cappella potrebbe essere un riferimento storico e di memoria o come simbolo di spiritualità, oggi con questa riapertura ha certamente un significato forte di riconciliazione affermata delle due nazioni. I due popoli, le due Nazioni si sono uniti nella lotta per la libertà,la democrazia e per contrastare il terrorismo internazionale e se 65 anni fa i prigionieri italiani che oggi siedono accanto a voi erano considerati il vostro nemico, oggi sono tra i migliori amici che avete".

"Onorato" si è detto il generale Thurgood ed "orgoglioso" il colonnello Piccolomini. La cerimonia si è conclusa con una breve presentazione del film "The Good War in Italia - Texas 46" da parte del regista Giorgio Serafini, il quale ha raccontato le parti salienti della preparazione del film e si è detto "molto grato di essere qui oggi tra di Voi, Hereford è un pezzo della mia vita professionale" - questo è stato il primo film girato da Serafini - "e dei ricordi che non se ne andranno mai".

Alla fine della cerimonia sono stati consegnati dei Diplomi per la partecipazione. Molti i messaggi arrivati dalle autorità istituzionali e politiche, come il governatore del Texas Perry che ha dato il patrocinio della manifestazione, e parlamentari e senatori americani. (© Aise)