SPECIALE/MOSTRE/L’isola degli artisti

di Marialuisa Giuliano

Centoventi artisti provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento a Governors Island con un solo obiettivo: rendere felice il visitatore. E in parte questi straordinari personaggi a volte stravaganti, quasi sempre tutti impegnati nel comunicare ognuno la propria arte, ci sono riusciti.
Ma l'arte non è solo quadri e foto contemporanee come la gran parte di questi pezzi in mostra in questi edifici nel cuore di Governors Island. Arte è anche la testimonianza fotografica del dramma della guerra. Quella che si combatte in Afghanistan.

Nelle foto esposte sulla madre di tutte le guerre di questo Ventunesimo secolo l'italiana Stefania Zamparelli è stata capace di raccontare con le immagini il diario di una tragedia che coinvolge uomini, detenuti. Foto drammatiche, sequenze che si allontano da quell'obiettivo primario della mostra: rendere felici la gente.
"In verità - spiega la fotografa napoletana - negli occhi dei detenuti afghani si legge la tristezza della loro condizione ma anche la gioia della quotidianità strappata alla morte. Il messaggio che viene trasmesso centra forse l'obiettivo di rendere felice la gente che guarda queste foto: dare la sensazione che un altro giorno è stato strappato alla morte. Insomma la felicità del vivere da una parte e l'angoscia della sofferenza e della morte strappate alla vita".

Allestita con fatica e passione da 5 artisti, le "cinque teste" (Nicole Laemmle, Jack Robinson, Ernie Sandidge, Preet Srivastava, Antony Zito), che da 2 anni si sono uniti con l'intento di dare la possibilità ad artisti emergenti, che non potrebbero essere rappresentati nel distretto "chiuso" del Chelsea, di esporre la propria arte.

La mostra sarà aperta fino al 27 settembre, nelle giornate di sabato e domenica (dalle 11 a.m. alle 6 p.m.). Fotografia, pittura, scultura: è un'esplosione d'arte, ben lontana dal business che si ritrova a New York.
Ma la mostra non offre solo riflessioni di stile. Le vicende biografiche dei tanti artisti ci proiettano nell' atmosfera di un'America magica. Di solito gli artisti sono persone solitarie, ma in questo caso "unire l'energia di 5 persone consente di fare di più" come dice Nicole Laemmle, una delle five heads-. Ed è proprio questa energia che si respira in questa favolosa isola incontaminata, ben lontana dai ritmi frenetici della city.

"Qui c'è comunicazione tra gli spettatori e gli artisti- continua Nix-, perchè per me l'arte è nutrimento soprattutto in questo momento di recessione, è molto importante che la gente si circondi di arte, perché è una lingua comune".

E' stata fatta una selezione da parte delle "cinque teste" che a votazione hanno scelto gli artisti che partecipano alla fiera. C'è un accordo verbale con il governo, che ha dato loro la possibilità di avere questa location per altri cinque anni. E sarebbe davvero un peccato se così non fosse, dato che la manifestazione cresce sempre più, basta pensare che lo scorso anno c'erano "solo" cinquanta artisti.
In fondo sarebbe un peccato mettere la parola fine a questa manifestazione che ravviva un luogo già meraviglioso di suo, ma che da questa contaminazione artistica può soltanto trarne giovamento e "ricchezza": "gli edifici erano così tristi quando erano vuoti- dice Nix-, ora con gli artisti sorridono".

In questi giorni ci si aspetta un'invasione di visitatori che oltre alla mostra potranno passeggiare in questa splendida isola difronte a Manhattan per poi sdraiarsi sui prati e mangiare le delizie di una simpatica signora che si alza all'una di notte per cucinare deliziosi piatti caldi. www.4heads.org