TURISMO/TRASPORTI/Un viaggio d’a(mare)

di Generoso d’Agnese

Prendi l'autostrada ma non hai l'assillo del casello. Viaggi in autostrada ma non hai l'incubo degli ingorghi. Fai il tuo percorso ma non incontri lo stress degli autoarticolati. Anzi, con gli autisti semmai fai una chiacchierata e magari ci ceni insieme.

Perché questo tipo di autostrada non mette l'asfalto sotto le tue ruote ma l'acqua. Perché questa strada non si snoda su pilastri e sotto le gallerie, ma ti offre la possibilità di ammirare la volta stellata.
Sono le autostrade del mare e l'Italia, insieme ad altri paesi dell'Unione Europea e dell'area del Mediterraneo, ha deciso di potenziarle, offrendo ai clienti il meglio della sua flotta navale.
È un progetto a metà strada tra il futuro e il presente quello che vede ampliarsi pian piano lo sviluppo del trasporto via mare, permettendo ai mezzi pesanti su ruote di evitare lunghi percorsi via terra e offrendo al contempo ai turisti la possibilità di godersi le traversate a un prezzo nettamente concorrenziale rispetto ai vettori automobilistici e ferroviari. Un progetto che si è lentamente sviluppato attraverso le offerte di linee navali in crescita e attraverso il miglioramento del comfort di bordo. Oggi le navi adibite al trasporto misto di veicoli e persone offrono standard qualitativi di ottima fattura mentre quelli unicamente adibiti al trasporto di autoveicoli possono collocarsi tra i top della cantieristica cargo.

Attualmente sono 1 milione e 500mila i TIR che annualmente usufruiscono dei collegamenti marittimi, con un aumento costante che dal 2002 ha portato le percentuali al 3,5% del traffico merci. È ancora poco, secondo le stime degli esperti dell'Unione Europea, e le navi attualmente viaggiano al 50% delle loro capacità di stivaggio. Aumentare si può, e senza costi aggiuntivi, per offrire agli operatori comodi passaggi da Barcellona a Civitavecchia, da Genova ad Atene, e arrivare entro il 2011 all'8% del traffico merci via mare, in linea con il Piano generale della mobilità. Una scelta essenziale, oltre che ecologica, quella di attraversare il Mediterraneo sulle onde piuttosto che sull'asfalto, perché entro il 2010 il volume di traffico merci movimentato sul territorio nazionale crescerà di circa il 40%, aumentando di 100mila veicoli commerciali al giorno il traffico su gomma. Una cifra assurda e insostenibile che potrebbe essere facilmente combattuta trasferendo i veicoli commerciali via mare, evitando così il collasso della rete stradale soprattutto lungo il congestionatissimo asse nord-sud che ogni italiano conosce a proprie spese. Bruxelles ha scelto di dare una mano per risolvere il rebus e con la legge 167 del 2008 ha dotato ogni singolo paese dell'Unione Europea di strumenti operativi per aprire nuove autostrade del mare. Per l'Italia questo significa concentrare gli sforzi soprattutto lungo le coste della Sicilia, della Sardegna, della Campania e della Puglia, dove è presente il 75% delle 23 linee marittime tricolori. Auspicate dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, sponsorizzate dall'eurodeputato Luca Barbareschi (sua la proposta - a Kuwait City nell'ambito del vertice arabo per lo sviluppo economico e sociale - di creare nuove autostrade marittime tra Italia e Golfo Persico), sostenute a piena forza dal segretario di Stato ai trasporti della Francia, Dominique Bussereau, le strade che solcano le onde potranno contare anche su nuove tecnologie, sempre più in linea con il risparmio energetico e a basso impatto ambientale. Navi come la Cruise Barcelona e la Cruise Roma rappresentano già oggi il vertice delle navi traghetto prodotte dalla cantieristica mondiale

La Cruise Barcelona può infatti trasportare 2300 passeggeri, 300 metri lineari di camion e 215 automobili. Con la sua stazza di 55 tonnellate e lunga 225 metri offre 478 cabine e tutti i comfort di una nave da crociera quali ad esempio il centro benessere e il casinò, offrendo possibilità di svago e di relax durante le 20 ore di viaggio tra la città spagnola e Civitavecchia. Progettate e realizzate in modo da avere un impatto zero sull'ambiente le cruise ferry del gruppo Grimaldi hanno ottenuto la certificazione "Green Start" da parte del Registro italiano navale, fungendo da battistrada al rivoluzionario cargo che prenderà il largo (in una versione incompleta) nel 2010: l'Orcelle. La nave è un concentrato di innovazione tecnologica e promette di innovare i trasporti marittimi, con la sua capacità di sfruttare l'energia eolica, solare e del moto ondoso, oltre ad avere celle a combustibile per la produzione a idrogeno. Un mostro dal cuore verde che permetterà un'ulteriore scelta per chi durante il viaggio preferisce scambiare due chiacchiere con l'autista di TIR piuttosto che premere sull'acceleratore per sorpassare la sua ingombrante e pericolosa sagoma lanciata a pieno carico sull'asfalto.