Che si dice in Italia

Stranezze vaticane

di Gabriella Patti

Che la Chiesa cattolica sia un "potere" imprenscindibile in Italia è cosa risaputa. E, francamente, penso - a rischio di essere giudicata male - che, tutto sommato, il fatto abbia anche il suo aspetto positivo. Il Paese, ancora alla ricerca di una propria statualità a 150 anni dalla propria costituzione, ha trovato nel Vaticano un punto fermo attorno a cui ruotare. Insomma, se la politica non è riuscita a darci un senso completo di appartenenza a una collettività, come avviene nelle altre nazioni, la religione ha parzialmente supplito. Detto questo, però, mi domando a che gioco stia giocando il Vaticano oggi. Sempre che abbia una strategia o, travolto come le altre istitituzioni dalla confusione dei tempi, non stia navigando a vista. O, peggio, andando alla deriva. Perché l'aver assegnato al ministro leghista Roberto Calderoli il  premio intestato al grande e mai troppo rimpianto Papa Giovanni Paolo II mi lascia davvero perplessa. E' vero che il riconoscimento non viene direttamente dal governo pontificio ma da un sodalizio cattolico non dipendente dal Vaticano. E che, per di più, il presidente di questo gruppo prima di passare alla politica faceva il chitarrista accompagnatore del cantante napoletano Roberto Murolo. Ma il fatto resta. Anche perché l'associazione Continente Uomo, così si chiama, in passato aveva dato il premio al cardinale Ratzinger oggi Papa Benedetto XVI e a Giulio Andreotti: due uomini molto attenti a non fare passi falsi. Calderoli, che senza andare per il sottile propugna l'espulsione di tutti gli emigranti, ha avuto il riconoscimento perché - sentite, sentite - "ha promosso i valori dei cattolici". Forse ricordo male le mie lezioni di catechsimo e ascolto distrattamente il sermone del prete alla messa domenica ma a me sembra che questi valori si ispirino all'accoglienza, all'amore verso il prossimo, alla fratellanza. O forse ho capito male?

   DEL RESTO LA CHIESA, o meglio uno dei suoi rami (il Soglio non si espone mai), sta dando altre prove di voler continuare nella vecchia tradizione di "seguire" da vicino la politica italiana. Come giudicare diversamente l'investitura che, al meeting di Rimini, Comunione e Liberazione, forte organizzazione della destra religiosa, ha dato in questi giorni al candidato alla segreteria del Pd Pierluigi Bersani, preferendolo all'attuale segretario Dario Franceschini? Forse una spiegazione c'è. Franceschini è espressione dell'anima laica, liberale e centrista del Pd. Invece Bersani, lo sanno tutti, è appoggiato da Massimo D'Alema e da quasi tutta la nomenclatura degli ex Ds, i vecchi dirigenti della "chiesa" comunista.   E tra chiese, magari un po' si litiga, ma alla fine ci si accorda.

   A MENO CHE DIETRO NON CI SIA UNA TRUFFA, come sospetta qualcuno, in questi giorni un italiano è diventato ricco sfondato. Perché, lo sapete, è finalmente uscita la milionaria (in euro) combinazione vincente del Superenalotto. Solite scene: televisioni, fotografi, giornalisti tutti accorsi a Bagnone il paesino in provincia di Massa Carrara dove è avvenuto il colpaccio. E l'intero bar, anzi tutto il paesino, a festeggiare. Questa è una cosa che non ho mai capito: a che cosa brindano gli altri che si sono visti passare a un soffio la Dea Bendata che però guarda da un'altra parte? Ma devo essere io che non capisco, perché queste scene di giubilo collettivo si ripetono ogni volta, in ogni parte del mondo. Ma ho un'altra domanda. Il signore o la signora in questione devono davvero essere considerati baciati dalla sorte? La mia non invidia, giuro. Che fare con quella montagna di soldi? Lo so: posta così, a questa domanda tutti siamo pronti a rispondere: "Io saprei che cosa farci!". Ma le cose stanno diversamente. Lo dimostrano i tanti casi, quasi tutti, di supervincintori che, travolti da una fortuna più grande di loro, sono finiti male. Che questa volta sia diverso.  

  BRUTTA STORIA QUESTA DI CAPRI "LA SPORCACCIONA". A me, confesso, la tanto decantata isola non ha mai convinto del tutto. C'era qualcosa... e ora forse so cos'era. Ai Bagni di Tiberio, lo stabilimento chic il cui padrone è stato scoperto buttare la spazzatura nientemeno che dentro la Grotta Azzurra, io ci sono stata. Prezzi salatissimi per una sdraio a stretto contatto di gomito con il vicino. A questo punto vorrei solo che la vicenda non finisse come sempre all'italiana, cioè nel dimenticatoio. L'allegro gestore pagherà per la completa pulizia della Grotta?