SPECIALE/LA SCUOLA ITALIANA NEL VERMONT/Il “patto d’onore” con l’italiano

di Samira Leglib

C'è una scuola, addentrata tra le montagne del Vermont al confine con il Canada, che ha stretto con la lingua Italiana un "Patto D'Onore". Non è un modo di dire. Fondata nel 1937, la Scuola di Lingua Italiana del Middlebury College- tra gli atenei più prestigiosi d'America per lo studio delle lingue straniere- è oggi diretta da Antonio Carlo Vitti. Gli studenti al momento dell'ammissione devono firmare un patto, chiamato The Language Pledge, che testualmente cita: "Nel firmare questo patto, accetto di utilizzare l'Italiano come mia unica lingua di comunicazione durante la frequentazione della Scuola. Sono consapevole che contravvenire a questo patto può incorrere nell'espulsione dalla Scuola senza rimborso o credito alcuno". Letto così, voi direte, può sembrare semplicemente uno spauracchio e se fossimo stati su suolo italiano (direi io), probabilmente nessuno lo avrebbe preso sul serio. E invece no, Oggi7 è stato invitato a visitare la Scuola e a farne letteralmente parte per 5 giorni e, parola nostra, le uniche frasi in Inglese che si sono sentite appartenevano al personale della sala mensa!

Ogni estate, per tre o sei settimane, la Scuola Italiana di Middlebury offre agli studenti una rosa di corsi intensivi post-laurea all'interno della quale ne vengono selezionati tre che valgono quanto un semestre accademico. Nella presente sessione, oltre ai corsi tradizionali di Lingua e Letteratura Italiana, sono in programma corsi di Scrittura Creativa, di Linguistica, di Poesia, di Giornalismo, un corso su Totò e uno su Pasolini, uno sull'Opera Italiana, sulla Commedia dell'Arte, sulle donne nel Teatro e, tematica che funge anche da epicentro della sessione ‘09, un corso sulla mafia vista attraverso una prospettiva cinematografica.

«Alla Scuola Italiana di Middlebury», dice Vitti al suo quarto anno in veste di Direttore, «abbiamo il programma più grande del Nord America. La Scuola sta crescendo perché studenti e colleghi lavorano tutti per diffondere la cultura e la lingua italiana nel mondo. Ogni estate abbiamo professori nuovi per avere un rinnovo continuo di idee. Il prossimo anno avremo Umberto Eco che terrà per una settimana un corso di Semiotica mentre Wilma Labate ne insegnerà uno sulle registe italiane. In passato abbiamo avuto tra i nostri docenti anche Tornatore e Rosi».

Giorno 1, Giovedì: Pizza, Musical e Totò!
Appena arrivati veniamo subito reclutati per una delle tante attività extracurriculari. Il Direttore ha infatti organizzato una ‘Pizzata' e tutti gli studenti sono stati invitati a impastare la pizza e preparare i condimenti. Lasciata la cucina incontriamo Julian Gargiulo, pianista e docente del corso "Sesso, Amore e Tradimento nella Tradizione Operistica Italiana", insieme a Roza Tulyaganova, soprano, per le prove di Middlebury Musical, il Musical composto da Gargiulo e recitato dagli studenti. A sera, tutti al cinema con il regista-Prof. Claudio Bondì per il film di Totò diretto da Rossellini, Dov'è la libertà? (1954).

Giorno 2, Venerdì: Professoressa Maraini, Napoli on stage  e si va in onda con l'Italiano.
Il giorno successivo è fitto di appuntamenti. Ore 9 am lezione di Dacia Maraini sull'essere donna e fare teatro in Italia. Lezione arricchita dagli aneddoti della scrittrice e dalla sua capacità di narrare l'Italia e le sue protagoniste femminili con grazia e attenzione. Alle 11 lezione di Linguistica dal Prof. Marcel Danesi dell'Università di Toronto, collega e amico di Umberto Eco, che sulla Scuola dice: «Vitti ha creato un ambiente esteso umanistico promuovendo l'effetto socio-affettivo per cui non importa in quale contesto si trovino -che sia una lezione di storia o un concerto de "I ragazzi Rock" il gruppo con cui il Professore, discreto pianista, suona cult quali Tintarella di luna, Tu vo' fa l'americano, ndr- gli studenti apprendono secondo la logica dei cani di Pavlov». Il Prof.Danesi è molto apprezzato dai suoi studenti come si percepisce dalle parole di Sabrina Berent, insegnante di Italiano in un Liceo di Boston: «Danesi è riuscito a unire la teoria a un'impostazione scientifica».
Nel pomeriggio assistiamo alle prove dello spettacolo teatrale Spacca Napoli di Enrico Bernard, commedia napoletanesca sul tema dei rifiuti cittadini, e "andiamo in onda" sulle frequenze di Radio WRMC durante la trasmissione gestita da Antonino e Salvatore che due volte a settimana programmano musica italiana e invitano gli studenti come ospiti in radio.

Giorno 3 e 4, Sabato e Domenica: Il Divo di Paolo Sorrentino e il torneo di pallavolo.
Durante il fine settimana le lezioni vengono sospese ma così non accade per gli eventi e le altre attività, come anche tornei di calcio o pallavolo.
Sabato 18 Luglio è in programma la proiezione de Il Divo di Paolo Sorrentino il quale ha cancellato all'ultimo momento la sua presenza alla scuola a causa di questioni familiari. Gli studenti lo ‘incontreranno' in video-conferenza il primo Agosto.
Il film è stato preceduto da una presentazione di Claudio Bondì: «In America quello che è difficile capire è questa tolleranza, che da loro non c'è, tra i concetti di Bene e Male. Ho cercato di spiegare che l'Italia è il Paese della commedia e non della tragedia».

Domenica invece tutti a tifare per la squadra italiana di pallavolo che vince contro quella tedesca. Sotto ai francesi e agli spagnoli!

Giorno 5, Lunedì: Nicaso sulla mafia mentre alla scuola dei bambini cantano lo Zecchino D’Oro.

Lunedì si torna in classe per la lezione sulla mafia vista attraverso il Cinema che il Direttore Antonio Vitti tiene insieme al giornalista-scrittore Antonio Nicaso. Ma prima facciamo una breve visita alla Scuola Italiana per bambini delle maestre Carla Guglielmino, coordinatrice, e Beatrice Bernard dove bambini provenienti dalle varie scuole di lingua del College giocano insieme parlando italiano.
A lezione, a seguito anche della visione de Il Divo, è ancora il nome di Andreotti a essere menzionato ricordando che: «Andreotti ha avuto un ruolo determinante nell’affossare il Neorealismo Italiano», spiega Vitti, «chiudendo, nel dopoguerra, il finanziamento statale e dandolo invece alle commedie stile americano che erano più ottimiste. Gli americani volevano distruggere Cinecittà per favorire gli interessi di Hollywood così l’hanno occupata utilizzandola come campo profughi. È anche per questa ragione che il Neorealismo si trovò a fare i film in strada».
Una studentessa sul tema mafia domanda come mai gli americani che miravano a debellare il Fascismo si servirono di esponenti mafiosi chiaramente collegati alle alte cariche del Regime. Risponde Nicaso: «La mafia è un’organizzazione di parte ma che non si schiera mai con l’opposizione. Sempre con quelli che sono al potere. La capacità di adattamento è la caratteristica principale delle mafie. Non è un anti-Stato ma un intra-Stato».

La Scuola Italiana di Middlebury ci ha fatto davvero un’ottima impressione e i risultati che persegue sono all’occhio e all’orecchio di tutti come commenta in un italiano esemplare Thomas Wisniewski, sassofonista originario del Michigan che da Settembre lavorerà per un anno a Milano: «La Scuola di Middlebury è come una Shangrai-La, -luogo immaginario descritto nel romanzo Orizzonte Perduto di James Hilton, ndr- un luogo fuori dal tempo. Secondo me qui si è creata una vera comunità italiana tra madrelingua e non. Non avrei mai immaginato di trovare in America un posto così». Un posto che per calibro e importanza dei suoi contributi culturali, molti studenti italiani invidierebbero.