PUNTO DI VISTA/Il cittadino tutto solo

di Toni De Santoli

Il cittadino italiano è solo. E' solo con se stesso. Non ha più un giornale che voglia farne udire la voce. Non ha un tv che gli insegni qualcosa, che lo distenda, lo allieti. Non sa neanche dove andare: le grandi città lo imbottigliano, lo ostacolano, lo tagliano fuori. Eppoi, le grandi città (ma anche quelle meno grandi) sono sudicie, lerce. Sono diventate prigioniere di uno squallore di cui forse non sapranno, non potranno, mai liberarsi. Su questa montagna di sporcizia materiale e morale, le parti politiche conducono una danza quasi macabra alla quale non partecipa tuttavia (ci costa un pochinino doverlo ora ammettere...) la Idv guidata con incoraggiante spregiudicatezza da Antonio Di Pietro. E' la danza "quasi" macabra, più ancora oscena, cui si abbandonano con sommo gusto sia la destra che la sinistra (la sinistra la chiamiamo ancora così solo per comodità d'espressione), prese come sono dalla voluttà del potere: in Italia al potere si trova anche l'opposizione, ma questo è un fenomeno di vecchia data. Non rischia nulla nessuno. Nessuno corre il pericolo di doversi inventare qualcosa a partire da domattina allo scopo di mettere insieme il pranzo con la cena. Notabili, aspiranti notabili, portaborse, reggicoda, ninfe attempate e ninfe fresche e vaporose, si trovano tutte (tranne forse qualche rara eccezione) in una botte di ferro che nemeno i grossi calibri d'una corazzata potrebbero scalfire.

Lo scandalo delle "escort" e di tutto il resto che ruota intorno a esse sembra dare addirittura fiato ai tanti italiani per i quali il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è "l'uomo giusto al posto giusto", il capo di razza che, egli solo, può condurci verso pascoli ricchissimi e inesauribili... Di pari passo, la sinistra controllata da personaggi nei quali non notiamo alcun "peso specifico", si divide, si lacera, si smarrisce in giochini politici tesi non alla tutela del bene pubblico, bensì alla conservazione mandarinesca del potere personale e dell'illusorio prestigio personale. Si procede a proclami, editti, prove di forza, polemiche che di per sé insultano il significato classico della polemica. L'Italia è nelle mani di nani (nani appunto di destra e di sinistra) che hanno però scoperto - ed esercitano con scaltrezza e perizia inconfondibilmente italiche - l'arte di contrabbandarsi per giganti, fenomeni, esperti di tutto, conquistatori travolgenti (e munifici, soprattutto munifici) di donne piacenti, tornite, fantasiose... Donne che sanno interpretare alla perfezione sia il ruolo della "schiava" docile e remissiva che quello della "padrona" un poco proterva, debitamente mascolina...

E' un chiasso che deprime e al tempo stesso irrita, esaspera. E' un chiasso piccino e volgare. E' un frastuono che può confondere, stordire, condurre perfino a uno dei peggiori stati d'animo che possano svilupparsi nell'Uomo: quello della rassegnazione, della rassegnazione cui si scivola sotto il peso della valanga politica che di autenticamente politico non ha tuttavia più nulla. Il cittadino "qualunque", quello che tuttora si ostina, per fortuna, a ragionare col proprio cervello e che alle autorità altro non chiede che un'amministrazione semplice, sana, onesta, è, sissignori, solo con se stesso. Solo con speranze che ormai quasi si vergogna (con spirito fanciullesco) di confessare non solo agli amici e ai conoscenti di quartiere, ma ai suoi stessi figlioli sedotti invece da tanto modernismo (ben altra cosa la modernità!) che in essi tarpa le meningi, elimina la volontà, impedisce appunto lo sviluppo mentale, salvo indurre parecchi pargoli a lanciarsi nel mondo della politica o dei servizi saldamente legati alla politica. Là, il successo non mancherà... Basterà vendere l'anima. Basterà prostrarsi al Capo, sia egli di destra o di sinistra.
Certo che il cittadino qualsiasi è solo con se stesso. Anzi, col tempo è diventato "invisibile". "Invisibile" come i negri nell'Occidente di cinquanta o cent'anni fa. Eccola la "vittoria" della destra, della destra soccorsa da una sinistra che nemmeno di questo riesce ad accorgersi.