Visti da New York

Un santo per l’Italia

di Stefano Vaccara

Se è vero che tutto il mondo è paese, vorremmo che in certe questioni il paese al di là dell’oceano sia più vicino a questo di mondo. Come abbiamo appena visto nella super retata dell’FBI tra il New Jersey e Brooklyn, la corruzione politica e gli affari sporchi con gli amici degli amici, sono ovunque. Eppure viene da pensare: una legge come quella sulla sicurezza italiana che sta passando in Parlamento – e che come aveva detto un po’ di tempo fa il super magistrato antimafia Grasso, non avrebbe fatto prendere Provenzano – se esistesse qui negli Stati Uniti, lascerebbe campo libero alle scorribande dei politici corrotti.

  Senza le registrazioni effettuate dagli agenti sotto copertura dell’FBI, i mandati di arresto per corruzione, riciclaggio e addirittura anche traffico di organi umani, non sarebbero mai arrivati. Però chi indaga qui ha un “colpo solo”: se i procuratori non si sentono pronti e sicuri al 99% di aver chiuso il cerchio per provare il loro caso, rischiano di portare a processo qualcuno che poi, pur essendo implicato, potrebbe farla franca e non poter più essere processato per lo stesso reato. Quindi la mannaia della legge si abbatte sì sul cittadino sospettato, ma solo quando lo Stato ha veramente indagato e usato tutte le risorse disponibili. Altrimenti meglio lasciar perdere e aspettare.

  Invece in Italia avviene che il cittadino appena sospettato venga sbattuto in galera ai primi indizi – ricordate il padre dei fratellini scomparsi in Puglia arrestato con l’accusa di omicidio? Venne scarcerato solo quando ritrovarono i corpi dei bambini e si scoprì che fu un terribile incidente… - . Perché in Italia, quando si “sbaglia”, magari anche solo per la fretta o la sbadataggine, lo Stato si può appellare di nuovo e allungare i tempi della legge. Ora sembra con le riforme volute da Berlusconi in Italia, invece di dare alla giustizia strumenti più forti per poter condurre al meglio possibile il lavoro inquisitorio, faccia il contrario. Il cittadino onesto non avrà nulla da guadagnarci, quello con la coscienza sporca sì.

  Un altro episodio, il caso del professore di Harvard Henry Louis Gates, arrestato dentro casa non perché più sospettato di essere un ladro, ma perché il docente afroamericano avrebbe, secondo il resoconto della polizia, continuato ad offendere l’agente . La verità su come sono andate le cose? Chissà, anche se un forte sospetto lo abbiamo. Ma quello che qui ci interessa è la reazione del presidente Barack Obama. Prima, commentando l’episodio, aveva detto che la polizia di Cambridge “acted stupidly”. Dopo appena un giorno, ha ammesso di aver usato un linguaggio non appropriato alla situazione dei fatti conosciuti. Come ha detto poi venerdì il presidente, “we had two good people” e ha cercato, pur non sminuendo il problema esistente degli abusi della polizia sui cittadini di colore, di correggersi e abbassare i toni. “Tutti gli uomini sbagliano, i grandi uomini confessano di essersi sbagliati” scrisseVoltaire. L’illuminismo di Obama è una sicurezza.

  E in Italia? “Non sono un santo”, ha detto il presidente del Consiglio Berlusconi quando ormai una nuova ondata di registrazioni sul “letto grande di Putin” stava per inondare l’internet. Ora, in Italia sono ancora in tanti a credere che Berlusconi potrà fare miracoli, almeno per le loro tasche, anche se lui ammette ora che santo non è. Ma delle scuse, dal Presidente del Consiglio, non sarebbero appropriate? Soprattutto in riferimento a quelle volte che ha minacciato la stampa che si occupava dei suoi scandali, come se fare il mestiere del giornalista in Italia ormai equivarebbe ad essere solo un suo devoto servitore. Prenda esempio da Obama: vada davanti ai giornalisti Berlusconi, e chieda scusa, soprattutto per la legge che vuol fare per inbavagliare completamente la stampa. O quando aizza i peggiori istinti razzisti nel Paese. E poi affronti i veri problemi del paese, come appunto la giustizia.

  Obama ha problemi, con la sanità rischia tutto anche quando potrebbe prender tempo, ma lui li affronta e non cerca alibi. Berlusconi chieda scusa, ma non per certi suoi comportamenti – che ormai fanno ridere di noi il mondo – ma per come reagisce a chi lo critica. Cominci soprattutto ad affrontare i veri problemi dell’Italia senza tener conto dei suoi personali interessi. Potrebbe accadere questa trasformazione del Cavaliere? Ci vorrebbe appunto il miracolo di un santo.

“Visti da New York” va in vacanza e tornerà a fine agosto.