EVENTI/MODA&DESIGN/Tessuti con l’Italia in testa

di Marina Carminati

Il mercato del trash è terminato, al via i prodotti di ottima qualità, e i materiali “rassicuranti”, dall’estrosità alla concretezza e i colori seguono. E’ questo il concept che traspira all’I-TexStyle di quest’anno, per la settima edizione della fiera Premiere Vision Preview New York. Evento che ha avuto luogo tra il 15 e il 16 luglio come ogni anno nel Metropolitan Pavillon & Altman Building di New York.

Gli espositori sono stati raggruppati in sezioni merceologiche specializzate, in funzione dell’uso dei tessuti o degli accessori prodotti. Quattro i compartimenti dedicati ai materiali (Seduction, Distinction, Relax e Pulsation) e una ulteriore, quella degli Accessories (bottoni, nastri, etichette).
Con Premiére Vision Preview New York si è aperta la stagione delle fiere dei tessuti per abbigliamento. La manifestazione anticipa infatti le due conosciute vetrine mondiali per il tessile e il fashion: Milano Unica e la Premiére Vision di Parigi. La prima aprirà presto i battenti con la sua nona edizione, tra l’8 e l’11 settembre, a seguire la parigina Premiére Vision, tra il 15 e il 18 dello stesso mese.

Obiettivo della manifestazione è la presentazione di pre-collezioni di tessuti per l’ autunno-inverno 2010/2011, la stagione più importante in cui si vedono sfilare e richiedere i materiali più pregiati.
“Oggi abbiamo 27 aziende del settore tessile italiano – spiega il Direttore esecutivo dell’Ice in Usa, Aniello Musella durante la fiera - contro i 50/60 gli espositori italiani del 2005 – 2008". Un numero comunque rappresentativo se si pensa che gli espositori totali sono stati complessivamente 97, provenienti da 14 Paesi.

La collettiva I-Texstyle organizzata dall’Ice comprende aziende provenienti da Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto.
Seguono la Francia con 19 espositori, la Turchia con 18, la Corea del Sud (8), il Giappone, il Portogallo, la Spagna e Taiwan (4 ciascuno), la Germania (3), il Regno Unito (2), e Brasile,Bulgaria, Hong Kong e gli Stati Uniti con un espositore.
Innegabile il sentore della crisi da parte degli espositori e la riduzione delle vendite nel mercato degli Stati Uniti. Dai dati dell’Us Department of Commerce, dal 2007 ad oggi si è verificata una riduzione nelle vendite di prodotti italiani negli Usa che varia tra il 47.57% e il 58.93% per la vendita del cotone. Una percentuale inferiore è da riferire invece alla vendita dei tessuti tecnici e industriali: i calo è del 22.61%.

“Nonostante i dati e il clima di preoccupazione, c’è indubbiamente un grande investimento da parte delle imprese italiane – ha sottolineato Musella. Cerchiamo di mantenere competitività rispetto agli altri paesi anche se l’Italia è in una fascia alta rispetto indiani turchi o cinesi, proprio grazie alla ricerca del tessuto. I filati particolari rappresentano il 90% dell’idea creativa finale che vediamo sfilare in passerella e la fiera di quest’anno rappresenta un test perché la collezione che si avvicina è quella delle festività, periodo in cui le persone spendono maggiormente”.
Il tessuto è sicuramente l’elemento di differenziazione delle produzioni italiane. Ma ora non è sufficiente, “bisogna incidere sui prezzi finali al trade, designer, stilisti, oltre a compiere operazioni di marketing – aggiunge Pier Luigi Loro Piana presidente di Milano Unica – cercando di non ridurre la nostra presenza nelle fiere così come non devono mai mancare le nostre proposte creative”.
Gli espositori dell’I-Texstyle sperano che l’autunno inverno 2010-2011 rappresenti per loro una stagione di rimonta. “Le aziende – continua Loro Piana hanno lavorato molto duro in questo ultimo anno, avanzando innovazione del prodotto e ricerca, mantenendo un prezzo competitivo.
Sono felicemente sorpreso che le aziende mostrino questo impegno nonostante siano state colpite dalla crisi economica. La nostra determinazione verrà premiata e mi auguro che una ripresa internazionale possa partire proprio dall’America”.

“Penso che negli Stati Uniti si soffra di più rispetto l’Europa in questo momento – ha aggiunto Alberto Jelmini presidente di Moda In. Gli espositori italiani hanno proposte sempre rassicuranti e creative, dai colori sgargianti ai nuovi tessuti”. Seteria Argenti, Pontoglio per i tessuti base, Federico Aspesi per il fancy, Limonta per le spalmature (materiali che vengono successivamente trattati), Biella per i classici e Prato sono fantasy, sono aziende che ben rappresentano la qualità italiana. “Nonostante la riconosciuta abilità e creatività di questi imprenditori – spiega Jelmini - il confezionista americano di quest’anno sembra mirare ai saldi e al risparmio, mentre prima azzarda acquisti con larga anticipo.

Ma dobbiamo continuare ad investire. Proprio per questo, a settembre Milano Unica presenterà 10 stilisti di fresca attività e ospiterà 500 aziende tessili, di cui 380 italiane”.