PRIMO PIANO/TEATRO/Servillo col Goldoni dei tempi nostri

di Laura Caparrotti

Era la sera del 5 ottobre 1761 quando, recitando le ottave di introduzione alla stagione autunnale, l’attrice Caterina Bresciani annunciava al pubblico dei patiti goldoniani: “Tre commedie ha formate un sol pensiero – di cui presti ad espor la prima siamo.” Le tre commedie altre non erano che l’opera il cui insieme èmeglio conosciuto come Trilogia della Villeggiatura. Lo stesso Goldoni presenta così le sue commedie: “Ho concepita l’idea di tre Commedie consecutive. La prima intitolata: Le Smanie per la Villeggiatura; la seconda: Le Avventure della Villeggiatura; la terza: il Ritorno dalla Villeggiatura. Nella prima si vedono i pazzi preparativi: nella seconda la folle condotta: nella terza le conseguenze dolorose che ne provengono. I personaggi principali di queste tre rappresentazioni, che sono sempre gli stessi, sono di quell’ordine di persone che ho voluto prendere precisamente di mira di un rango civile, non nobile e non ricco; poiché i nobili e ricchi sono autorizzati dal grado e dalla fortuna a fare qualche cosa più degli altri. L’ambizione dei piccioli vuol figurare coi grandi e questo è il ridicolo ch’io ho cercato di porre in veduta per correggerlo, se fia possibile.” Una satira, insomma, di quelli che si potrebbero chiamare piccoli borghesi e della loro voglia di apparire più che di essere.

Ebbene, tali commedie, dai temi così incredibilmente attuali, arrivano adesso a New York in un unico spettacolo, diretto e interpretato da uno dei più importanti attori italiani odierni, Toni Servillo.
Dal 22 al 26 luglio, infatti, al Frederick P. Rose Hall, Home of Jazz at Lincoln Center (Broadway at 60th Street) nell’ambito del Lincoln Center Festival il pubblico potrà applaudire “La Trilogia della Villeggiatura” prodotta dal Piccolo di Milano insieme ai Teatri Uniti. La Trilogia viene di solito presentata a pezzi, vale a dire ogni parte viene presa singolarmente e sono “Le Smanie della Villeggiatura” ad avere decisamente più fortuna sul palcoscenico. Il primo a unirle in uno spettacolo unico fu il divino Giorgio Strehler che nel lontano 1954 realizzò proprio quell’adattamento che fa da base di partenza allo spettacolo che vedrete al Lincoln Center Festival. La firma però è quella di Servillo, che è un artista completo, attore eccezionale, regista, interprete comico e drammatico.
Molti di coloro che leggono Oggi7 hanno conosciuto Toni Servillo anche attraverso le interpretazioni di Giulio Andreotti ne “Il Divo” e di Franco in “Gomorrah”, due film che gli hanno consegnato vari premi fra i quali l’European Award e il David di Donatello, entrambi come migliore attore.

Servillo, però, viene da lontano, dal teatro che iniziò a fare negli anni ‘70. Nel 1987, fondò con l’amico e collega Mario Martone i Teatri Uniti, produzione teatrale con sede a Napoli, oggi una delle realtà teatrali più importanti che abbiamo in Italia. Negli anni, Toni Servillo, ormai stimatissimo attore e regista teatrale, ha cominciato a fare anche cinema e come si sa, col cinema è arrivata la fama internazionale e anche nazionale, visto che non tutti vanno ahimè a teatro. Le sue regie teatrali hanno ricevuto vari premi Ubu, che in Italia sono paragonabili ai Tony o agli Obie americani. Nel 2003 il suo “Sabato, Domenica e Lunedì”, testo di Eduardo De Filippo, è stato premiato come miglior spettacolo, miglior regia e migliori interpretazioni. Nel 2008, proprio “La Trilogia della Villeggiatura” ha portato a casa un Ubu per il miglior spettacolo dell’anno. Come dire ormai Toni Servillo è automaticamente sinonimo di garanzia di qualità e grande successo.

Dunque questo Goldoni è un appuntamento da non mancare, che permetterà anche di mostrare Goldoni come raramente viene visto all’estero. L’impressione che abbiamo è che Goldoni venga inglobato in quel falso movimento della Commedia dell’Arte così come rappresentata al di fuori dell’Italia. Troppo spesso, infatti, si vedono creature goldoniane sui palcoscenici ad esempio di New York, che sembrano essere venute fuori da una miniatura settecentesca di dubbia qualità. Chi conosce bene Goldoni, ne apprezza le varie, infinite sfumature, la satira pungente, precisa, mai banale, anche se a volte giustamente volgare.

Goldoni è attuale, pur parlando un linguaggio che appare antico. Goldoni parla dei vizi degli uomini, delle loro piccinerie, di un microcosmo che altro non è che il mondo in cui ancora viviamo. Goldoni scriveva per alcune precise compagnie teatrali, i cui componenti vivevano forzatamente sempre insieme, formando un nucleo fintamente familiare. Goldoni vedeva la sua società cambiare, partecipava ai poveri giochi di meschino potere fra i signorotti un po’ più ricchi e quelli un po’ più giovani; infine, amava profondamente il genere femminile e questo gli ha permesso, oltre che essere spesso amante conteso da questa o quell’altra attrice, di scrivere bellissimi personaggi femminili, alcuni dei quali veri e propri manifesti di indipendenza della donna.

Siccome, però, il regista di questo Goldoni è Servillo, a lui abbiamo chiesto via telefono, mentre tornava dalle riprese di un film che sta girando in questi giorni in Italia, cosa significa per lui portare Goldoni a New York. “È sempre una grande soddisfazione per me e per la compagnia, il Piccolo di Milano, presentare uno spettacolo in un teatro così importante come il Lincoln Center e nella capitale mondiale dello spettacolo. C’è anche molta trepidazione perché portiamo a New York un grande autore italiano settecentesco, con scene e costumi di riconoscibilità settecentesca, ma con un lavoro sui temi del testo che può parlare al pubblico di oggi. Questo spettacolo è stato già presentato in tutta Europa con grande successo, anzi torneremo in alcune delle capitali già visitate.

Questo Goldoni – continua Servillo - che è uno degli ultimi capolavori di Goldoni parla di una borghesia che è in stallo, incapace di essere quello che è stata nel passato e di progettare un futuro. Una borghesia invece ossessivamente ripiegata sul presente a cui chiede una felicità a buon mercato. Trovo che questo sia un disorientamento che si vive anche oggi, globalmente. L’ultimo dei tre testi, “Il ritorno dalla Villeggiatura”, possiede il tema più riconoscibile per la società odierna. Durante la villeggiatura questi signori hanno fatto un grande sperpero di danaro e alla fine il danaro presta il conto e costringe tutti, soprattutto il personaggio di Giacinta, ad abbandonare i suoi desideri e a decidere di condurre una vita di sicurezza finanziaria.”

Questo è solo l’inizio dell’intervista, che continuerà con Toni Servillo dopo il suo arrivo a New York. Nel frattempo annunciamo il resto del cast, composto oltre che da Servillo, da Andrea Renzi, Eva Cambiale, Anna Della Rosa, Tommaso Ragno, Paolo Graziosi, Gigio Morra, Betti Pedrazzi, Francesco Paglino, Rocco Giordano, Salvatore Cantalupo, Chiara Baffi, Giulia Pica, Marco D’Amore e Mariella Lo Sardo. Lo spettacolo sarà in scena il 22, 23, 24, 25 luglio alle 8 pm e il 26 alle 3pm. Per informazioni chiamare 212.721.6500 o visitare il sito www.LincolnCenterFestival.org.
Il 23 luglio, inoltre, alle 5 pm, l’Istituto Italiano di Cultura darà il benvenuto alla compagnia. Per prenotarsi, chiamare il 212-879 42424 ext. 368.

Infine, per celebrare la bravura di Toni Servillo, il Film Society at Lincoln Center organizza una mini retrospettiva cinematografica dal 27 al 29 luglio. Il titolo è “Toni Servillo on Screen and in Person – Fire and Ice” e si potranno rivedere quattro dei film più osannati girati dall’attore. I film presenti sono: “The Consequences of Love / Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino, presentato il 28 luglio alle 4pm e il 29 luglio alle 6:10 pm, “Il Divo” sempre di Sorrentino, il 27 luglio alle 6pm, proiezione a cui sarà presente l’attore, “The Girl by the Lake / La ragazza del lago” di Andrea Molaioli il 27 luglio alle 9pm e il 29 luglio alle 4:15pm e infine il famosissimo “Gomorrah” di Matteo Garrone il 28 luglio alle 6:15pm e il 29 luglio alle 8:20pm. Per info 212-875 5601 oppure www.filmlinc.org.