Che si dice in Italia

L’amore ha un prezzo

di Gabriella Patti

Nell’era del business anche l’amore è merce. E così la più struggente love story, quella di Romeo e Giulietta, porterà soldi a un intraprendente artista contemporaneo e alle casse del comune di Verona, rette da un disinvolto sindaco leghista. Questi i fatti: il quotatissimo artista londinese Marc Quinn aveva ottenuto di esporre alcune suo sculture moderne proprio sotto al celebre balcone punto centrale del romantico intreccio shakespiriano. L’assessore alla cultura di Verona accetta volentieri, convinto che le grandi opere avrebbero impedito agli innamorati di continuare a scrivere i loro nomi sotto al balcone e nei post-it attaccati ai muri. Non aveva fatto i conti né con Quinn né con la caparbietà degli innamorati. I quali non hanno esitato a usare come parete anche i teloni sottostanti le nuove statue. Perché, tra l’altro, proprio il loro autore li aveva invitati a farlo. In poco tempo le statue si sono riempite di cuoricini, di sigle, di “ti amerò per sempre”. E ora ha ritirato i teloni… mettendole in vendita a ben 300mila euro ciascuna. L’assessore solerte è stato persino scavalcato dal suo sindaco. Che, capendo che l’amore non si può fermare, ha dato prova di sano realismo e ha detto: “Ok, si può fare”. E’ probabile che il suo “capo”, il senatur Bossi, abbia approvato. Da sempre il padre-padrone della Lega Nord ha appoggiato i writer e contrastato chi voleva fermarli al grido rivoluzionario: “I muri sono i libri dei poli”. Chissà se Shakespeare approverebbe.

   LA LETTURA DEI GIORNALI certe volte, più che deprimente sembra la fiera dell’ovvio. Finiti i tempi in cui quotidiani erano l’unica fonte di notizie. Oggi si devono accontentare di dare comunicazioni già risapute, cercando al massimo di commentarle. Come per esempio quella riferita un paio di giorni fa: nelle università italiane il numero degli studenti stranieri sono raddoppiati. Non c’era bisogno di leggerlo, basta andare in giro per le strade. E non solo quelle vicine a un ateneo, anche quelle dove ci sono scuole. Semmai, in questo caso, la notizia dentro la notizia è che l’università dove si registra il più alto numero di iscritti stranieri (il 16 per cento contro appena il 4,9 del 2001) è la prestigiosa e costosissima università di economia Bocconi di Milano. Le notizie sono due. Primo, che dire straniero non vuol dire per forza povero immigrante, magari pure illegale. Secondo, che si sta preparando una generazione di giovani non nati in Italia che prenderà le redini dell’economia italiana.

   TRENO INFESTATO DI PULCI. Non succede in qualche sperduta tratta ferroviaria del Mezzogiorno ma nell’operoso e opulento Nord. Sul convoglio di pendolari Cremona-Milano, oltre ai passeggeri umani – già schiacciati come sardine – si sono ritrovati come compagni di viaggio anche i fastidiosi e pungenti insetti. Dalle Ferrovie, che sbandierano ai quattro venti le meraviglie dell’alta velocità, nessun commento.
   NEL GOVERNO I NERVI  devono essere a fior di pelle. Non si spiega altrimenti il volgare insulto, ripetuto anche più volte, del solitamente compassato e professorale ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Al giornalista americano che, in conferenza stampa, gli chiedeva legittimamente spiegazioni sull’ultimo “regalo” fatto ai ricchi – il cosiddetto scudo fiscale che permetterà a chi aveva i soldi all’estero di riportarli in Italia senza correre rischi, con buona pace dei soliti che invece le tasse le pagano fino all’ultimo euro – il ministro prima ha risposto spazientito senza dare una risposta alla domanda. Poi, di fronte alle insistenze del corrispondente romano, si è lasciato andare: “Testa di c…”. Da lui non ce lo aspettavamo.

   C’E’ ANCHE LA ROGNA NAPOLITANO per il nostro esecutivo. Il Presidente della Repubblica ha espresso forti dubbi sulla legge che Berlusconi vuole varare contro i clandestini ufficializzando anche le ronde di vigilantes privati. Come non bastasse una commissione del Consiglio Superiore della magistratura ha bocciato all’unanimità il lodo Alfano, cioè la riforma del processo penale che metterebbe, tra l’altro, la polizia ancora di più sotto il controllo del governo. Gli effetti di questa legge sarebbero “devastanti” hanno spiegato i magistrati. Il ministro Alfano, in imbarazzo, ha detto che verranno studiati correttivi.  Non poteva pensarci prima?