NEW YORK/IN MOSTRA DA MARIA TERESA SANSALONE/L’arte di Massimo d’Ora con + Tono

di Gina Di Meo

Una volta, tanti e tanti anni fa, viveva in quel castello un inventore, e tra le tante cose che faceva, si racconta che diede vita ad un uomo. Un uomo con tutti gli organi: un cuore, un cervello, tutto... o quasi tutto. L’inventore era molto vecchio, e morì prima di finire l’uomo da lui stesso creato, prima di dargli un paio di mani, al posto delle quali ha un insieme di forbici molto taglienti. Inizia così la storia di Edward Mani di Forbice, protagonista dell’omonimo film di inizio anni ’90, nell’immaginario collettivo l’uomo che alla velocità della luce tagliava e sistemava capelli. Una fiaba più o meno antica... visto che ne esiste una moderna, in cui è protagonista una fatina, le cui mani non hanno affatto le sembianze di un paio di forbici ma sono “magiche” lo stesso. La bella fatina è Maria Teresa Sansalone, splendida mora calabrese, incarnazione della mediterraneità più completa, le cui magic fingers, come amano definirle le sue clienti, sono il cosìddetto talk of the town nell’upper east side da un anno a questa parte. O meglio un anno esatto perché esattamente il 9 luglio 2008, il suo salone + Tono apriva i battenti. Per chi non conosce Maria Teresa e +Tono, basta dire che lei ha portato a New York un concetto di hair styling e derivati che sembra più uscito da una scena di Sex and the City. Ma è tutt’altro che frivolezza. A Maria Teresa, insieme con la sua socia Riza Sklover, non basta rifare il look a signore e signorine, ma da giovane ed intraprendente quale è, ha deciso di lanciare lei stessa sulla scena artisti italiani poco e del tutto sconosciuti a New York.

Per il suo primo compleanno ha scelto un artista napoletano, Massimo d’Orta. Per motivi di lavoro, d’Orta non era presente all’inaugurazione della mostra, ma ha parlato per lui il suo manager, Rosario Gargiulo. «Questa esposizione - ci spiega - si chiama Il grande inverno ed è stata estratta da Sponde, una personale che sarà inaugurata il prossimo autunno a Napoli a Castel dell’Ovo. Sponde non è solo una sorta di riflessione interiore bensì un “urlo” di emergenza che l’artista ha lanciato nei confronti di un’umanità lacerata, di un mondo in disgregazione, alla deriva. Ma nonostante questa negatività imperante, il messaggio finale di Massimo è all’insegna della positività. Nelle sue opere lui parte dai colori scuri ma man mano di schiariscono, a significare la capacità dell’uomo di uscire dalla disperazione». d’Orta è un po’ un “ventre di Napoli”. Cresciuto tra i vicoli della città partenopea, in quelle zone che pullulano di vita ma anche di mistero, stradine dove si percepisce la leggenda, santi, fantasmi... per dirla alla Pino Daniele Napul’ è! E non è un caso che egli si sia affidato, tra gli altri, a Caravaggio come maestro e musa ispiratrice e del quale nel 2001 ha realizzato per un committente americano una copia a grandezza naturale della “Deposizione Vaticana”. Attualmente Massimo d’Orta vive e lavora a Napoli, il suo studio è a Palazzo de’ Liguoro, un edificio storico del 16mo secolo dove hanno vissuto Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e San Gerardo Maiella. d’Orta ha esposto per lo più a Napoli, in luoghi culto come il Museo Nazionale e la Bibbliteca, ma ha fatto tappa anche a Miami, nell’ambito di Art Basel, a Bari, Roma e Firenze.

Tra gli altri ospiti della serata dedicata al primo anniversario di +Tono anche la flutista Elise Wood ed il pianista Carlton Holmes. E Maria Teresa ha dato il via al secondo anno con tanti obiettivi per il futuro. «Vorrei aprire in tutto tre saloni a New York. Uno di questi a Chelsea, nella zona degli artisti. Sogno di realizzare un grande loft che sia anche un luogo che unisce hair styling, moda e arte e perché no, anche benessere. Ma prima o poi vorrei comunque ritornare in Italia, passando per Parigi... ».