ISTITUTO DI CULTURA/ JAZZ E MELODIE SICULE A MANHATTAN/Quando la musica unisce le isole

di Marina Carminati

Il jazz siciliano conquista New York. Per il secondo anno consecutivo l’Istituto Italiano di Cultura della grande mela ha ospitato il progetto musicale Giuseppe Milici & Gianluca Pellerito and friends.
Giuseppe Milici armonicista e compositore nonchè organizzatore dell’iniziativa, è stato accompagnato da un quartet di grande livello. Il “piccolo” batterista palermitano Gianluca Pellerito, l’italo-americano Marco Panascia al contrabbasso, basso elettrico, l’Americano doc Michael Eckroth al pianoforte e la partecipazione straordinaria di Michael Rosen, intervenuto a metà concerto con il suo sassofono.
Insieme hanno creato un’atmosfera unica, un jazz semplice e coinvolgente che ha ottenuto il grande consenso del pubblico. Milici ha dato il via insieme al gruppo a canzoni classiche sicule come Vitti na crozza, Vuoi Durmiti Ancora, La siminzina, La barunissa di Carini, Mi voto e mi rivoto, testi da lui arrangiati. Alternandoli a brani di cui è l’autore: Novembre 64, I picciriddi e La terramadre.

Un jazz dolce che ha regalato un assaggio della cultura siciliana. «Ho cercato in questo concerto di rendere la musica sicula più ricca dal punto di vista armonico - ha spiegato Milici- La musica popolare della nostra Sicilia presenta spunti interessanti ma è spesso povera e poco articolata, ma allo stesso tempo orecchiabile e comprensibile anche a un pubblico di neofiti».

Il concerto ha rivelato il talento di Gianluca Pellerito, 15 anni appena compiuti e la batteria nel sangue. Il batterista vanta collaborazioni con musicisti del calibro di Peter Erskine, jazzista statunitense di fama indiscussa, e dei Dirotta su Cuba, band fondata prima ancora che lui nascesse da Rossano Gentili, Stefano De Donato e Simona Bencini. All’età di soli 9 anni suona sul palcoscenico del teatro Al Massimo di Palermo ed è qui che inizia a intrattenere rapporti con Giuseppe Milici. «Nonostante la differenza d’età – dice Pellerito - lui mi ha sempre trattato come se fossimo coetanei».

Sembra un adulto, eppure non ha ancora la carta d’identità, ma con la sua parlantina dimostra quello che è, un ragazzo maturo e perfettamente consapevole del suo talento, ma anche dei suoi limiti. Saluta e ringrazia il pubblico in inglese a inizio concerto, fino a quando la sua voce si interrompe e in italiano dice: «sono emozionato, non mi vengono le parole, per me questo è un sogno che si realizza».«È un progetto questo – aggiunge Milici – che mi è venuto in mente perché amo la cultura americana e intendo creare un ponte tra la Sicilia così come l’Italia con gli Stati Uniti».

Giuseppe Milici, nato a Palermo, inizia a studiare l’armonica cromatica con Willi Burger e Larry Nash e si ritrova catapultato circa 20 anni fa nell’universo televisivo dove svolge l’attività di armonicista e compositore per alcune trasmissioni italiane come “Fantastico”, “Il Festival di Sanremo”, “L’avvocato Porta”. Nel 1990 entra a far parte della prima Orchestra Europea diretta dal Maestro James Newton.
Si esibisce al fianco di artisti di fama internazionali quali Laura Fygi, Philip Catherine e Toots Thielemans. Incide per Gigi D’Alessio e Gino Paoli, mentre in veste di compositore realizza la colonna sonora del film di Nello La Marca, La Terramadre unico film italiano presente al Festival del Cinema di Berlino 2008.
«L’esperienza più importante? - chiede il compositore - a giugno, quando ho suonato alla Fenice di Venezia, accompagnato dalla Sinfonica di Sofia diretta dal M Maurizio Abeni».

Non è la prima volta che presenta la sua musica a New York «ma questa sera – annuncia il musicista – è stata per me una sfida vinta perché amo questa città e vorrei che questo progetto rappresentasse un punto di partenza per fare la mia musica e realizzare altre iniziative qui, in America, tra cui un musical di cui non posso dare anticipazioni».

Esibizione notevole quella del sassofonista Michael Rosen che ha ottenuto un plauso scrosciante con il suo assolo. Grande anche il contributo di Marco Panascia, che ha accompagnato con il suo contrabbasso tutti i brani del concerto regalando piccole improvvisazioni insieme al pianista Mike Eckroth. Il quartetto ha ottenuto a fine concerto un conclamato e indiscusso bis.