San Francisco saluta Morandi

di Lara Sanfilippo

E' stato un grande successo quello raggiunto dall’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco diretto da Amelia Carpenito Antonucci con la mostra dedicata a Giorgio Morandi che si è appena chiusa. Dal 7 maggio scorso, giorno di apertura, l’Istituto è stato infatti letteralmente invaso dai visitatori che hanno goduto del “genio” dell’artista.

Esperti e appassionati d’arte, ma anche gente comune che di arte poco ne sapeva, americani, italo-americani, turisti da ogni parte del mondo, tutti stregati dalla magia delle opere del pittore.
Una mostra già presentata anche all’Istituto Italiano di Cultura di New York in contemporanea alla grande retrospettiva “Giorgio Morandi” al Metropolitan , acqueforti e disegni dell’artista raffiguranti nature morte e paesaggi.

L’evento, sponsorizzato da Maurice Kanbar, imprenditore e amante dell’arte italiana, ha avuto a San Francisco due presentatori di grande rilievo: Kenneth Baker, storico, critico d’arte e prestigiosa firma del San Francisco Chronicle , che ha guidato i presenti nei motivi della semplicità e raffinatezza delle opere del Maestro Morandi, invitando il pubblico a riflettere sulla superficialità con cui spesso lo spettatore moderno interpreta la sua arte; e Mauro Aprile Zanetti, giovane regista e scrittore, il quale, a 50 anni dalla realizzazione de La Dolce Vita, ha scritto un libro, rivelando, per la prima volta, nella vastissima letteratura sul celeberrimo film di Fellini, un elemento ignorato: la presenza e la centralità poetica ed estetica di una “natura morta” di Morandi.