SPECIALE/ IL PORTALE PER I PENSIONATI/Memoria online della terza età

di Flavio Giuliano

Tre giovani cacciatori di memorie stanno scorrazzando per le strade di New York e dintorni per scovare le loro prede: persone nate prima del 1940 che abbiano voglia di raccontare qualcosa, qualsiasi cosa. Purchè siano ricordi impressi nella loro memoria, tesori che altrimenti andrebbero persi per sempre. Loro sono armati di una telecamera e un microfono, affabilità e bramosia di conoscere, di farsi raccontare storie, avventure. Racconti di vita e di cose che ormai non esistono di piu, che fanno parte di un passato cancellato dalla realtà, dal progresso, dalla necessità di guardare avanti, di pensare al futuro, senza mai voltarsi indietro. Ma “se non ricordiamo non possiamo capire” ci sottolineava il grande scrittore inglese Edward Morgan Forster. E questa frase è diventata un po’ il motto di questi giovani che hanno avuto un’idea molto semplice ma straordinaria, che ora sta raccogliendo consensi in tutto il mondo. Si tratta degli ideatori del sito Bancadellamemoria.it (memoro.org il sito internazionale). Una raccolta di brevi racconti (da un minimo di 3 minuti a un massimo di 8) divulgati sul web in modalità gratuita.

Sono quattro i giovani italiani, tutti torinesi, che hanno dato vita al progetto, partito poco più di un anno fa: Franco Nicola, Lorenzo Fenoglio, Valentina Vaio e Luca Novarino.
L’idea è nata da Franco (impiegato presso l’industria dolciaria Ferrero) e Luca (agente di commercio), amici di lunga data. Si trovavano insieme in vacanza in Vietnam quando hanno iniziato a riflettere sul loro futuro e su cosa poter fare per impiegare meglio il tempo libero.

«Lo spunto – racconta Luca – ci è arrivato dalla passione nel visitare i piccoli paesi che si inerpicano sulle Langhe. Nelle vecchie osterie, a mangiar pane e salame e bere un buon bicchiere di vino, spesso incontravano anziani con cui ci soffermavamo a scambiare due chiacchiere. Cominciavano a raccontarci dei tempi andati e le storie che ne venivano fuori, anche le piu strampalate, riuscivano comunque a catturare la nostra attenzione. Tornando a casa ci si sentiva arricchiti, come se si fosse letto un buon libro. Essendo entrambi dei fans di YouTube – prosegue Luca – l’idea nacque da sé. Fissare in modo indelebile quelle memorie sul web, filmando i racconti con videocamere, pubblicandole su un portale di facile consultazione e accesso. È incredibile constatare come inizialmente gli anziani sostengano e siano convinti di non avere ormai piu nulla di interessante da dire. Ma poi, quando iniziano a raccontare, ne vengon fuori storie meravigliose».

Il sito, che si pone nello specifico come uno spazio di raccolta e fruizione di contenuti audio-video, è stato inaugurato il 15 giugno 2008. Ha riscosso subito un incredibile successo a livello mediatico e di pubblico. Ad oggi sono state visualizzate oltre mezzo milione di pagine, pari ad oltre 120.000 visitatori unici. Fra le 3 e 4 mila pagine al giorno.

I maggiori quotidiani, periodici, radio e tv italiane ed europee hanno parlato del progetto (rassegna stampa: http://www.memoro.org/it/rassegna_stampa.php) e il sito gode di referral da circa 1100 siti esterni. La community conta circa 2000 utenti a cui si devono aggiungere i 300 utenti dei gruppi su Facebook.
«Il video e la sua metodologia di diffusione – spiega Franco Nicola - fanno si che venga recuperata una dimensione attiva delle persone anziane, contrastando l’opinione ormai diffusa in una larga parte della società che li considera soggetti passivi. I filmati vengono realizzati in gran parte da una redazione interna ma l’intenzione è quella di interagire direttamente con gli utenti».
È possibile, infatti, inviare filmati e testimonianze raccolte in termini di flusso spontaneo attraverso il caricamento diretto sul sito da parte degli utenti stessi (upload). Normalmente sono i nipoti che realizzano interviste ai propri nonni. I filmati vengono visionati e selezionati dalla redazione interna per garantirne la coerenza con il progetto.

«Memoro è una raccolta classificata di contenuti, ciò che la rende unica è la natura dei contenuti stessi – illustra Franco -. Memoro si pone l’obiettivo, la missione, di costituirsi come trait d’union tra una generazione che ha voglia di raccontare ed una che ha bisogno di ascoltare, facendo in modo che gli anziani possano arrivare ai giovani attraverso una modalità diretta e immediatamente usufruibile ai ragazzi: internet. Attraverso la divulgazione gratuita di testimonianze il cui contenuto è il più ampio e reale possibile, si realizza una concreta valorizzazione della terza età».
E aggiunge Franco «L’anziano recupera in questo modo il ruolo che solo in questo ultimo secolo aveva perso, quello di essere fonte e veicolo di esperienza, conoscenza, saggezza e, inoltre, si avvicina ad un mondo, quello del web, da cui molto spesso si sente escluso».

L’utile di gestione del sito della Banca della Memoria, derivante dal contributo di sponsor, viene interamente devoluto ad associazioni in favore della terza età e dell’infanzia.
«Banca della Memoria è un progetto in grado di generare ricchezza, sia in termini culturali che economici – spiega ancora Franco -. Questa ricchezza però non viene accumulata ma distribuita. Per rendersi sostenibile, il progetto prevede l’inserimento di sponsor eticamente coerenti che avranno all’interno del portale una visibilità data da uno spazio in cui le aziende vedranno ricostruita la loro storia attraverso le testimonianze di coloro che ne hanno sempre fatto parte: i lavoratori e gli impiegati che lì hanno vissuto la loro vita e svolto la loro carriera».

Il sito è ricchissimo di tante piccole storie, spesso raccontate da persone molto semplici che hanno però alle spalle esperienze straordinarie. «I vecchi sulle panchine dei giardini
succhiano fili d’aria e un vento di ricordi» recitano i primi versi di una nota canzone di Claudio Baglioni.
Dei fantastici quattro torinesi ne hanno parlato davvero tutti: dal Corriere della Sera, a La Repubblica, La Stampa, alla Rai e a Der Spiegel, in Germania. Da un articolo di Andrea Bajani su Il Sole 24 Ore dedicato alla Banca della Memoria, è stata estratta la traccia di uno dei temi della Maturità di quest’anno.

«Proprio non ci possiamo ancora credere – dice Luca -. Quando ce l’hanno comunicato pensavamo ci stessero prendendo in giro. Un successo del genere davvero era insperato».
Il progetto è già stato avviato in lingua inglese, spagnola, tedesca e francese. Le versioni portoghese, russa e rumena saranno on line entro settembre 2009. Redazioni locali sono già attive a Barcellona, Monaco, Londra, Parigi, Denver, Los Angeles.«Il progetto, fin dalla sua nascita, è stato pensato come un modello da poter allargare e rendere internazionale: la memoria è un patrimonio che trascende i confini nazionali – spiega Franco Nicola».

Al “tour 2009” che li ha portati negli Stati Uniti, oltre a Luca e Franco, ha partecipato anche Davide Girola. Davide, pure lui torinese, ha trascorso alcuni anni della sua vita in California. Grazie alla sua perfetta conoscenza della lingua inglese, è stato preziosissimo nel duro lavoro di traduzione e della realizzazione di un blog aggiornato quotidianamente. Una sorta di diario di viaggio che racconta tappa per tappa un tour partito da Boston e che si concluderà a Washington.
«Abbiamo voluto replicare in terra straniera l’esperienza dello scorso anno che ci ha portati a girare in lungo e in largo l’Italia, da Merano a Ragusa – spiega Luca Novarino -. Siamo partiti da Boston, dove molto preziosa è stata la collaborazione del viceconsole Favilli, il quale ci ha introdotti nella meravigliosa comunità italiana. Qui abbiamo subito incontrato un signore italoamericano di 89 anni, Anthony Ruggero, pluridecorato per aver combattuto la battaglia di Omaha Beach. Poi, dopo una breve tappa a Playmouth, in Massachussettes, siamo venuti a New York. Quindi andremo a Baltimora e, infine, ultima tappa del biaggio, Washington».

Nella Grande Mela i ragazzi di Memoro hanno incontrato Vincent Marmorale, italoamericano, che li ha fatti incontrare con George Radan e Orsola Kornselig, due ebrei scampati all’Olocausto. A entrambi, il primo tedesco la seconda nata in Polonia in territorio che all’epoca era sotto il Terzo Reicht, l’Italia è rimasta nei loro cuori.
George era un giovane studente di chimica quando nel luglio del 1941 dovette scappare da Merano. «Ho indossato un’uniforme fascista – racconta –. E grazie al fatto che sapevo bene l’italiano sono riuscito a salire su un treno per Zagabria. Poi a Spalato, per due anni». Dopo aver trascorso qualche tempo in Jugoslavia, George tornò in Italia, come internato civile di guerra nei pressi di Bergamo. Da 65 anni si trova negli Stati Uniti. Oggi è uno stimato scienziato dell’Agenzia per la Protezione Ambientale americana.

«Gli italiani sono persone veramente di cuore – ha tenuto piu volte a sottolineare George nel corso della sua intervista -. La partenza per gli Usa fu la salvezza, la libertà, ma come mi sono sentito libero in Italia, nonostante tutto, non mi sentirò mai più. Io sono italiano per sentimento, voi lo siete per forza maggiore – ha detto infine, in buon italiano, rivolto ai due intervistatori».
La storia che ha raccontato Orsola è stata particolarmente toccante e commovente. Ha raccontato della sua giovinezza passata sulla Riviera Ligure, ad Alassio. Dell’arresto del padre e del loro trasferimento in Umbria, a Citta di Castello. Qui conobbe il più grande amore della sua vita, tal Giovannino Bianchini, che perse per sfuggire alla persecuzione nazista. La storia di Orsola e Giovannino è stata raccontata anche alla Rai, da Michele Cucuzza. Orsola, dopo tanti anni, ha potuto ritrovare Giovannino.

«Quando arrivai a casa sua – racconta Orsola – mi aprì sua moglie. “Ti conosco da tanti anni” mi disse e aggiunse “Giovannino non ha mai smesso di pensare a te”. Fu una forte emozione incontrarlo dopo tanti anni».

Tante piccole e grandi storie come queste, che scomparirebbero con le persone che le conoscono. In Italia la Banca della Memoria sta collaborando con Fox e History Channel. “Pillole” di interviste passano sul sito web della prestigiosa emittente televisiva, che ospita pure un link al sito Memoro.org. A ottobre uscira un libro con dvd, edito da Einaudi, con una selezione dei migliori 200 racconti fin qui pubblicati.

Riferimenti per informazioni:
Luca Novarino: +393882151974 Email: luca.novarino@memoro.org
Davide Girola: +393472379559 Email: davide.girola@memoro.org
Numero durante US Tour: +13473214504
Riferimenti web: : www.memoro.org