Libera

Lo spirito della carne e dei vermi

di Elisabetta de Dominis

All’Aquila i grandi del G8 si sono uniti nella promessa che taglieranno metà delle emissioni inquinanti entro il 2050. Non per fare il processo alle intenzioni, ma non sanno ancora bene come e quando realizzeranno l’impegno preso. Quasi contagiati da Berlusconi, hanno promesso, poi - fra quarant’anni - chi vivrà, vedrà. Tanto l’uomo dovrebbe resistere ancora per 100mila anni, hai voglia! Dopodiché dovrebbe essere soppiantato da organismi unicellulari, che non hanno bisogno di tante calorie per alimentarsi. Finiremo trasformati in vermi o mangiati dai vermi da vivi o peggio: si apriranno scenari apocalittici perché non demordiamo a riprodurci e continuiamo a depredare la terra. Non basta il Papa che taglia i preservativi e la pillola al Terzo Mondo, ma ci si mettono pure gli scienziati a creare spermatozoi da staminali allo scopo di curare l’infertilità (risultato dell’università britannica di Newcastle) dei pazienti azospermici (per i quali non è possibile recuperare gli spermatozoi neppure chirurgicamente). Perché se l’acqua non è un diritto di tutti, e quindi chi non ha soldi per pagarla può morire di sete, procreare invece sì. Come succede in Africa.

La possibilità di riprodursi è il sogno d’immortalità tutelato quale bisogno primario. La nostra missione nel mondo sembra sia duplicarci a qualsiasi costo, poi ovviamente sopravvivono solo quelli che hanno soldi per nutrirsi, anche se concepisco o vengono concepiti in laboratorio. Che crudeltà!
Ma la scoperta è proprio carina: il maschio a breve non sarà più necessario per procreare, perché i suoi spermatozoi non serviranno più. E se per ora dovremo ancora servirci delle sue staminali per avere un figlio, i ricercatori sono fiduciosi di poter creare in futuro sperma in laboratorio da staminali solo femminili. Ve l’avevo detto che le amazzoni erano delle ganze perché facevano credere all’uomo che a fecondarle era lo spirito della luna (poi diventato spirito santo, quando gli uomini si sono fatti furbi).

Spirito a parte, resta una gran tristezza: l’uomo e la donna vengono privati dell’atto d’amore dallo scienziato che, con la scusa di aiutarli, fa il padreterno. Si arroga il diritto di decidere lui sulla procreazione. Un atto d’amore, che generi la vita o no, è un atto d’amore, il frutto di esso ne è solo una conseguenza. Perché un uomo e una donna non è che si amino di meno se non mettono al mondo figli. La cultura cattolica ha finalizzato la copula alla procreazione, svilendo l’amore della coppia.

Secondo il mito, le amazzoni si univano all’uomo solo per procreare, ma almeno l’inseminazione era carnale, non artificiale. Se la carne non ci servirà più per godere (in senso lato), anche lo spirito ne sarà depauperato fino a che ci trasformeremo in vermi, come dicevo. Fortunatamente, per ora, abbiamo ancora molti vermi ben in carne; intendo uomini privi di spiritualità che si comportano da vermi, ma che tuttavia ai bisogni della carne non rinunciano neppure a settant’anni. Ma queste sono solo malefiche insinuazioni di giornali stranieri, alleati con la sinistra italiana… Certo che Antonio di Pietro ha fatto proprio una figura da verme con il suo appello a pagamento sull’Heralde Tribune alla Comunità internazionale affinché “eserciti la necessaria pressione per assicurare che i principi della libertà democratica e d’indipendenza della Corte Costituzionale siano sostenuti al fine di impedire che la democrazia in Italia si trasformi in una dittatura di fatto”.

E visto che i politici italiani sono l’espressione di chi li ha votati, sarà meglio che in Italia i nascituri li programmiamo tutti in laboratorio, magari mescolandoci qualche staminale straniera. Tanto per non trasformarci in vermi anzitempo.