Che si dice in Italia

Serenissima porno

di Gabriella Patti

Povero Massimo Cacciari. Il sindaco di Venezia ha dovuto accettare che nella sua città per quattro giorni si tenesse il festival (festival?) Erotica 2009. Sì, insomma, una manifestazione di esaltazione del porno, giunta ormai alla sua 15esima edizione, con il solito codazzo di attricette hard e corollario inevitabile di prostitute nelle strade adiacente. Il primo cittadino ha dovuto capitolare di fronte alla sentenza del Tribunale. Intendiamoci: l’evento porta soldi, come dovrebbero farlo tutte le iniziative commerciali. Ma che sia scelta proprio la città della Laguna appare disdicevole. Dopo di che, a pensarci bene la città della Serenissima ha visto in passato, oltre al buon governo dei Dogi e al proliferare di arte e cultura, anche le imprese amatorie di personaggi come Giacomo Casanova.

   “VERAMENTE UN DISASTRO!”. Mi incuriosisco al capannello di alcune colleghe che, avevo sentito da lontano, stavano parlando del G8 all’Aquila. Agenda politica fallita? Cattiva organizzazione? Attacchi al premier Berlusconi? Mi avvicino per capire. E scopro che il “disastro” è ... l’abito giallo con fiore di Michelle. Ovvero della First Lady. Pur essendo donna, alla moda sono solo distrattamente interessata, salvo di fronte ad alcune volgarità che vedo in tv o per strada. L’abito della moglie del presidente Obama mi aveva lasciato indifferente. Semmai, a dire la verità, mi era sembrato che ne sottolineasse il bel fisico statuario. Evidentemente non sono una che ne capisce.

   IL G8, COMUNQUE, al di là dell’essere stata la solita kermesse tutto sommato poco sentita dalla gente, credo che sia andato meno peggio delle previsioni iniziali. Non perché ne sia uscito qualche programma per il futuro o perché l’organizzazione, nonostante le malignità anticipatorie di certa stampa soprattutto britannica, sia stata efficiente ma perché, almeno, alcuni dei protagonisti sono riusciti nella sempre più difficile impresa di far avvicinare l’opinione pubblica al mondo al distante mondo della politica. A cominciare proprio da Obama (sempre le mie colleghe del capannello: “E’ proprio un gran ‘figo’ e che simpatico!”. In effetti, il presidente americano è piaciuto, anche stando a leggere i commenti della stampa. Il suo siparietto con la presidente della provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane - lui, alto che quasi si inginocchia per portarsi al livello di lei una donna che brilla per combattività ma non per statura - ha fatto sorridere per prima la stessa involontaria protagonista e non è stato per nulla sessista o offensivo. E, oltre che per George Clooney, l’attore che vive da anni in Italia e che è venuto nelle stesse ore del G8 ad annunciare che girerà un film in Abruzzo, gli applausi entusiastici della gente sono stati per Obama: se si facesse una classifica del più fotografato dai cellulari dei passanti vincerebbe alla grande. Mio figlio mi ha fatto ridere perché mi ha fatto leggere il messaggio ricevuto da un suo amico presente all’Aquila. Con tipico linguaggio e entusiasmo giovanile scrive: “Ho visto Obama e lui mi ha salutato! Sono a mille!”

   E POI C’E’ STATO NAPOLITANO. Più del padrone di casa ufficiale, cioè di Berlusconi, è piaciuta la figura del Capo dello Stato. Che, non a caso, ha ricevuto l’omaggio pure di Obama. Passati i tempi in cui, quando era dirigente del vecchio partito comunista, Napolitano si vide rifiutare una prima volta il visto per gli Usa, ottenuto successivamente quando a Washington capirono che, negli anni della guerra fredda quando Botteghe Oscure non aveva ancora preso le distanze da Mosca, lui era già aperto al dialogo. In effetti, la pacatezza dell’attuale Presidente della Repubblica - che non va scambiata per arrendevolezza, tutt’altro - è vista da chi ha a cuore le sorti di un’Italia che a livello internazionale suscita parecchie perplessità come l’ultima ancora di salvataggio.

   C’E’ LA CRISI O NO? A Como parrebbe di no. Il Comune lariano ha avviato un bando per lavori socialmente utili. Paga bassa, 800 euro al mese. Ma di questi tempi ci sarebbe aspettata la rissa. Invece si sono presentati solo in quattro. Gli addetti spiegano il curioso fatto con la “ritrosia” della gente a dichiararsi bisognosa. Sarà, ma non mi convince del tutto.