Visti da New York

Non è “papi” il pericolo

di Stefano Vaccara

Berlusconi si è trasformato da “playboy a statista” . Così ha scritto il Financial Times, tra i giornali più autorevoli del mondo e che finora era stato tra i più critici del premier italiano (e vedrete che ancora e presto lo sarà, ma per ragioni ben più serie). È passata la nuttata del G8 quindi, il Cavaliere è salvo?

Chi veramente pensava che gli scandali di letto potessero trasformarsi, alla vigilia del vertice dei “Grandi” nell’Abruzzo straziato, nel siluro adatto per affondare il governo Berlusconi, era un grande illuso. Berlusconi sarà pure nella fase discendente della sua carriera politica, ma il suo governo non cadrà certo perché Obama dovrebbe non sorridergli a causa delle prostitute distese nel letto grande. Magari Papa Benedetto può anche calcolare che non sia proprio questo il momento adatto per abbracciare Silvio “il peccatore”, ma se si crede che gli interessi nazionali di paesi come gli Stati Uniti o la Francia o qualunque altro al mondo vengano pianificati sui calcoli di quante donne riesca a conquistare il premier italiano e quante invece gli applicano la tariffa di mille euro...

Ma stiamo scherzando? Una cosa è l’Italia, una cosa è Berlusconi. Anche se forse il Cavaliere potrebbe convincersi del contrario, non è a lui che i leader stranieri tengono. Ma è pur vero che Berlusconi, almeno per ora, l’Italia la rappresenta. E finché è così, non c’é scandalo “piccante” che possa rendere l’inquilino di Palazzo Chigi un “appestato” internazionale. L’Italia è ancora un paese importante e non c’è statista “puritano” che possa ignorarlo.

Quindi la finora valorosa ma un po’ troppo speranzosa “Repubblica” diretta da Ezio Mauro, queste cose dovrebbe saperle. Eppure il suo commentatore degli scandali del Cavaliere, Giuseppe D’Avanzo, alla fine del suo “Menzogne e fatti” di sabato, scrive: “Pensate che con questo peso le opinioni pubbliche consentirebbero a chiunque di quei ‘Grandi’ di restare al loro posto?”. Dipende dagli scandali e per quanto riguarda quelli sessuali, anche in America dipende da come sta governando il Presidente pizzicato in fallo. Ok, però niente bugie? Ma come si fa a dimenticare che Bill Clinton mentì spudoratamente puntando pure il dito tutto arrabbiato– “I did not have sexual relations with that woman!” . Già, era il 1998, quando l’America andava a gonfie vele e gli americani sentivano il portafoglio gonfio. Quindi furono disponibilissimi a perdonare al porcellone Billy la trasformazione dell’Ufficio ovale in “orale”. Figuratevi quindi gli italiani. Ma come vanno le cose in Italia?

Abbiamo più volte scritto che Berlusconi e il suo governo fanno vergognare non per le storie di letto - fatti suoi – ma per certe affermazioni, certe leggi, certe minacce addirittura alla libertà di stampa. Ecco, i giornalisti lascino perdere le lenzuola del focoso Silvio, e concentriamoci più tutti su certe affermazioni razziste, su certi atteggiamenti da ducetto, per svegliare gli italiani dal torpore.
Il terrore semmai, quello vero, è che abbia ragione sempre lui, Silvio Berlusconi. E cioè che lui in realtà non faccia altro che atteggiarsi a specchio della maggioranza degli italiani e purtroppo non solo quando sarebbe il “papi” che palpa cosce lunghe illudendosi che non siano a tariffa piena.