Italiani in America

L’emigrante dei numeri

di Generoso d’Agnese

L'aprile 1997. Ai matematici di tutto il mondo arriva una mail nella quale viene annunciata la dimostrazione dell'ipotesi di Riemann, uno dei sette problemi matematici del millennio. A inviarla è Enrico Bombieri e tutti accolgono la notizia con l'enfasi che dei grandi traguardi raggiunti. Qualcuno è invidioso, qualcuno è scettico, ma pochi si accorgono che si tratta di un pesce d'aprile, confezionato dal fisico italiano ai danni dei suoi colleghi accademici. L'ipotesi di Riemann ancora non trova la sua dimostrazione matematica ma Bombieri rimane designato per risoluzione di questo teorema che appassiona gli appassionati della teoria matematica.

Insignito nel 2006 con il premio Pitagora, Enrico Bombieri rappresenta in realtà un altro tassello di quell'esercito di menti italiane migrate ad occidente dell'Atlantico per poter mettere a frutto il proprio talento scientifico. L'anno dell'addio italiano, per Bombieri segna il 1977 e da allora il matematico accumula successi e incarichi accademici di prestigio, mantenendo alto il nome dell'Italia nella matematica.
Nato a Milano il 26 novembre del 1940, Enrico inizia sin da giovanissimo a interessarsi alla matematica. A soli tredici anni si avvicina allo studio della teoria dei numeri e nel 1957, a 17 anni pubblica il suo primo articolo scientifico. Laureatosi all'Università di Milano perfeziona la propria preparazione presso il Trinity College, sotto l'ala protettrice e severa di Harold Davenport. Vinta la cattedra di Analisi Matematica nel 1965, l'anno seguente verrà chiamato all'Università di Pisa e nel 1973 alla Scuola Normale Superiore di Pisa.
Insieme ad Aldo Andreotti, Jacopo Barsotti, Ennio De Giorgi, Guido Stampacchia, Edoardo Vesentini, Bombieri trasforma  Pisa uno dei centri più importanti per la ricerca matematica in Italia e nel mondo ma la sua  carriera folgorante viene "turbata" da un'improvvisa chiamata da Oltreoceano. A chiamarlo, nel 1980, sarà l'Institute for Advanced Study di Princeton e Bombieri chiede un anno di tempo per riflettere. Gli vengono concessi alcuni mesi e al termine di questa pausa, l'italiano accetta di continuare la sua carriera negli Stati Uniti. Un'altra occasione persa per l'Italia di trattenere i suoi geni.

Del resto il matematico ha davvero tutto per affascinare il mondo accademico americano. Vero appassionato della materia, manifesta sempre tutta la sua disponibilità e il suo entusiasmo per gli studenti e per i collaboratori. Qualsiasi problema matematico gli venga proposto, diventa motivo di una sfida personale, senza però mai perdere quel senso del divertimento che ne fanno un idolo tra gli studenti della Princeton.
L'avventura italiana però non si conclude del tutto con il trasferimento negli Stati Uniti. Fondatore della Teoria dei Numeri della Scuola Pisana, il matematico milanese ha sempre mantenuto i suoi legami con l'università toscana anche grazie alle frequenti visite in città. Sarà proprio l'ateneo pisano a conferirgli nel 2006 il dottorato Honoris causa per i suoi innumerevoli successi scientifici.

Il nome di Bombieri compare infatti al fianco di numerosi contributi fondamentali della matematica.
Le sue ricerche su metodi di crivello, valori algebrici di applicazioni meromorfe, classificazione delle superfici algebriche, somme di esponenziali, classificazione dei gruppi finiti, funzioni G, geometria dei numeri, approssimazione diofantea effettiva a numeri algebrici, altezze di punti su varietà abeliane, distribuzione degli zeri di funzioni L, contributi allo studio del funzionale di Weil e della distribuzione degli zeri della funzione zeta di Riemann lo hanno portato nel Gotha della teoria, cui ha fatto da contraltare una lista impressionante di pubblicazioni, capaci di spaziare in una varietà di temi.
Membro dal 1996 della United States National Academy of Sciences, lo studioso milanese dal 1980 fa parte anche  dell'Accademia delle scienze francese e colleziona numerosi riconoscimenti pubblici. Il premio Caccioppoli arriva nel 1966  e nel 1980 riceve il premio Balzan. Nel 2002 il presidente Ciampi lo insigna della Gran Croce al merito della Repubblica Italiana ma è il 1974 a consegnare  Bombieri alla storia. In quell'anno egli riceve all'International Congress of Mathematicians di Vancouver la Medaglia Fields, il più alto riconoscimento per la ricerca matematica. La motivazione della medaglia fa riferimento al contributo eccezionale che Bombieri ha dato allo studio dei numeri primi, allo studio delle funzioni univalenti e della congettura di Bieberbach locale, alla teoria delle funzioni di più variabili complesse, alla teoria delle equazioni differenziali alle derivate parziali e delle superfici minime. Chandrasekharan descrive i contributi di Bombieri e scrive:

First among Bombieri's achievements is his remarkable theorem on the distribution of primes in arithmetical progressions, which is obtained by an application of the methods of the large sieve.

Siamo di fronte a un probabile prossimo candidato al premio Nobel?