Libera

Consigli al presidente sulle p...

di Elisabetta de Dominis

Premessa: posto che le registrazioni consegnate alla procura di Bari siano autentiche, mi permetto qualche consiglio da sessuologa al presidente del Consiglio.

Le puttane, presidente, vanno trattate da puttane e non da fidanzate: niente regali, ma corresponsione del pattuito. Se non si è pattuito niente, gli si dà una mancia del valore della prestazione. Come del resto lei ha fatto con la signorina Barbara Montereale.  
Una che fa la puttana, gli costa farlo e vuole essere pagata. Ecco perché la signorina Patrizia D'Addario si è vendicata spifferando tutto. Lei non è stato di parola, non certo perché non voleva pagare il suo debito, ma perché la promessa, che probabilmente le è stata estorta in un momento di debolezza, era di difficile attuazione anche per uno come lei o, più semplicemente, è stata disattesa avendo lei altre gatte da pelare. La famosa edificabilità del terreno per costruirci un residence, che le ha chiesto la signorina Patrizia, è impresa più complessa che firmare un assegno. Quanto a fare regali, è sconsigliabile perché una puttana a questo punto si convince di essere unica e di averla in pugno. Quando poi di puttane se ne frequenta più d'una e non si dà a tutte pari trattamento, quella che ha ricevuto di più suscita l'invidia delle altre. La signorina Patrizia è impazzita di rabbia quando ha saputo che la sua collega è stata gratificata con 10mila euro dopo esser stata trattata dal papi come una figlia (?). Meglio non approfondire.
Lei non ha capito ancora che le ragazze vanno con lei per il suo potere e per i suoi soldi. Anche se non le paga lei. Lei è ultrasettantenne e loro sono nel pieno della giovinezza. Cos'altro può offrirgli come uomo? E, se anche fosse immediatamente libero, non potrebbe sposarne una al giorno, visto appunto che nell'imbarazzo della scelta le è difficile fare una scelta definitiva.
Dunque, le ha accolte nella sua dimora, le ha trattate come giovani di buona famiglia, anzi come principesse, gli ha detto che sono le più belle del reame... solo che ha commesso l'impudenza di non accostarne una per volta e, per di più, ha ostentato le sue conquiste davanti alle guardie del corpo. Che casino, nel vero senso della parola! Illuse e umiliate: dalle stelle alle stalle in poche ore. Era meglio passare subito alle stalle.
Ma a lei  - ha sostenuto - piace la conquista. A cosa si riferiva? Si vede che io conosco solo la conquista d'amore tra due persone libere, non quella del potere a cui la parte più debole si sottopone per ottenere un vantaggio. Che gli viene graziosamente concesso. Chiamiamolo piuttosto: scambio vantaggioso.
Forse lei con le donne è abituato solo a questo tipo di rapporto. Forse lei è abituato con donne che le hanno sempre chiesto qualcosa in cambio. Forse lei è abituato solo con puttane. Lei è proprio un uomo disgraziato, in questo senso. Perché non è amato per com' è, diciamo, nudo e crudo: per il suo sorriso o per i suoi capelli, per il suo corpo o per la sua prestanza. Ma non si può aver tutto nella vita e soprattutto non si possono avere le stesse cose per tutta la vita. Quando era giovane, rammenti, anche lei sarà stato amato perché era Silvio e non perché era Berlusconi.
E allora si rilassi, si goda i suoi nipotini. E non li mostri in foto a delle donne che si accinge a conquistare... Mai e poi mai, poi, un macho si farebbe chiamare "papi": è controproducente. Parola di sessuologa.
P.S. Si sconsigliano frequentazioni fuorvianti con leghisti che urlano "Ce l'ho duro", con musulmani che hanno un harem, con cattolici che tengono famiglia allargata, con comunisti a prescindere, perché restano comunisti (glielo concediamo). E se proprio alcuni di questi se li deve portare al governo, per una questione di numeri, la sera non li porti poi a casa sua. Lei è troppo amicone e troppo poco democratico. Esca, vada piuttosto tra la gente, travestito come fa il re di Giordania, e forse capirà cosa vuol dire non arrivare alla fine del mese.