SPECIALE/PERSONAGGI/l prof che svecchia Little Italy

di Marina Carminati

E' brillante ironico e divertente. Fred Gardaphé è professore, giornalista, scrittore e sceneggiatore e ora, da poche settimane, anche conduttore della trasmissione  all'interno della serie "Live from Little Italy" del Dolce Channel su www.dolcechannel.com.

La sua trasmissione, in onda ogni mercoledì sera in diretta alle 9 pm, si intitola: "Italian Signs, American Streets".  Ecco come è spiegata dal canale tevevisivo web:
"Fred Gardaphé brings the work of artist and academic intellectuals to Dolce, by connecting the intelligentsia to the very streets they often rise above. Italian Signs, American streets is a piazza (a town square) of cutting-edge intelligence that matters".
"L'obiettivo dello show - spiega Fred - è rappresentare l'Italia, e superare il concetto di pizza-spaghetti e mafia, ahimè spesso legato al paese. L'Italia non è più così da 40 anni, ma molti italo americani, che non l'hanno mai visitata, non lo capiscono e rimangono ancorati ai racconti dei nonni, in gran parte provenienti dal meridione".

Vorrebbe cambiare lo stereotipo legato all'essere italiano il conduttore, proprio per questo raccoglie artisti italiani e italo-americani "per la strada": camerieri che di notte compongono musica, studentesse che scrivono poesie, pittori che durante il giorno gestiscono ristoranti, professori - giornalisti e scrittori, italo americani che hanno un lavoro stabile e allo stesso tempo continuano a "fare arte". Passioni che in Italia vengono coltivate dalla maggior parte degli abitanti e con ottimi riscontri e successi internazionali.
Il programma, è realizzato nel cuore di Little Italy a Manhattan, all'interno di un ben noto ristorante, "La Grotta Azzurra". Location scelta non ha caso perché la trasmissione di Fred Gardaphè parla di artisti italo americani che oltre a fare la pizza scrivono poesie, racconti, danzano e recitano.

Anche se, presto una serata della trasmissione verrà condotta anche all'interno del "Gnocco", e "Umberto's", ristoranti dell'East Village e del Bronx, in zone in cui si trovano altri locali italiani.
"La trasmissione di Fred è appena nata ma siamo già molto seguiti - ha detto William Medici, produttore della trasmissione e del Dolce Channel - abbiamo un odiens inaspettato di 12.000 spettatori a serata. Il 58% del target è americano, il restante è italo-americano, inglese e australiano e speriamo presto di poter incrementare il numero".
L'idea della trasmissione è nata dal produttore che stima di avere oltre 900 mila spettatori da tutto il mondo di cui il 60% è italiano o italo americano.

"Oltre ai numeri ho valutato la realtà: nessun canale o testata inglese realizza programmi che rappresentino l'Italiano di oggi, la sua cultura e l'arte legata a questo paese stupendo. Questo programma rappresenta una grande opportunità per gli italo - americani e non solo che non hanno la possibilità di viaggiare ma possono carpire l'Italia di oggi con il mezzo televisivo. Dalle lettere e richieste che riceviamo in redazione comprendiamo che sono molte le persone curiose della cultura italiana ma non hanno mai avuto i mezzi per scoprirla".
"Gli italiani sono persone colte. Grazie alla televisione possiamo trasmettere questa idea al pubblico e cercare di controllare le loro opinioni e cambiarle" - aggiunge il conduttore Fred.
Il suo interesse per il cambiamento dell'idea mondiale dell'essere italiano, spina nel fianco dell'Italia, è nata molti anni fa e l'ha portato a scrivere diversi libri, "Italian American Ways", "Mustache Pete is dead", "Dagos Raid".

"Mi sono recato in Italia per la prima volta 30 anni fa, parlavo solo il dialetto, acquisito dalla nonna e nessuno mi capiva. Mi sono reso conto di quanto il mio paese d'origine fosse più legato alla cultura che non alla pizza e agli spaghetti, realizzando che la diversità tra gli italo-americani e italiani era enorme. Mi sono innamorato dell'Italia, e tornato in America dopo la mia prima vacanza, mi sono iscritto a corsi di lingua italiana e ho iniziato a pensare che dovevo fare qualcosa per cambiare il concetto dell' italianità nel mondo".

Allo stesso tempo Fred è stato protagonista di diversi documentari, giornalista e sceneggiatore per video commerciali, così come attore di teatro. Tra le sue sceneggiature ricordiamo "Importato dall'Italia" e "Vinegar and Oil" spettacoli rappresentati a Chicago dove lui è nato.
Fred Gardaphè, con madre originaria di Rocco di Castellana in Puglia, padre francese ma con nonna da parte di padre anch'essa italiana, è arrivato nella Grande Mela 12 anni fa quando ha pensato di  "sistemarsi", desiderare un lavoro sicuro e una famiglia. E' così diventato professore, prima alla SUNY di StonyBrook mentre oggi esercita la sua professione al Queens College CUNY, come Distinguished  Professor of English and Italian American Studies presso il Calandra Institute.

"Anche oggi, a distanza di anni non mi ritengo un reale professore, e non volevo farlo - confida Fred - ovvero, oggi, ammetto di essere un docente, ma diverso dagli altri. Sono un professore che crede nella necessità di collegare la vita che si osserva dalla strada - la realtà che si più leggere osservando le persone - con i libri e gli insegnamenti".
L'insegnante, si racconta soddisfatto anche della sua nuova figura di conduttore. "Anche se - continua - non riuscirei ad esercitare e scegliere di portare avanti una sola delle professioni che normalmente svolgo. Sono fortunato perché posso passare dalla televisione alla scrittura dei libri, dall'interagire con le persone al chiudermi in una stanza con la mia macchina da scrivere".

Oltre al lavoro Fred Gardaphè cerca di visitare l'Italia il più possibile, e aggiunge, "sono felice di potere visitare spesso il bel paese ma è triste non potermi dichiarare italiano e realizzare quanto sia abissale la differenza tra italiani e italo - americani".