SPECIALE/EVENTI/Bici, la passione diventa arte

di Samira Leglib

Ricompare per le strade e le gallerie di New York uno dei festival più dinamici -è proprio il caso di dirlo- che ci sia: Il Bicycle Film Festival. La peculiare rassegna, giunta alla sua nona edizione, fu ideata dal newyorkese Brendt Barbour che dopo essere stato investito da un autobus decise che la bicicletta era decisamente il mezzo di locomozione migliore! Itinerante quindi per concezione, il BFF si sposta da New York a San Francisco, da Lisbona a Vienna, da Londra a Parigi, da Tokyo a Milano toccando sul tragitto altrettante città e piste ciclabili.

L'idea di fondo è quella di celebrare la bicicletta -tutti i tipi di bicicletta, devi solo nominarne uno e lo troverai rappresentato o filmato- attraverso l'arte e la musica con particolare attenzione ai film ad essa dedicati.  La popolarità di questo Festival sembra essere in continua crescita e molti dei suoi adepti gli attribuiscono, in un momento in cui l'attenzione globale si vuole rivolta alla causa ecologica, anche una dimensione ideologica. Andare in bicicletta non è più, quindi, semplicemente un piacere o un'abitudine salutare, ma diventa uno stile di vita e un messaggio.

Se il Festival giunge a Milano solo una manciata di edizioni fa, perchè come dice Barbour con un film come "Ladri di Biciclette" di De Sica l'Italia doveva essere una delle tappe, tra la comunità italiana di New York c'è chi lo conosceva già e quest'anno ha partecipato, insieme anche ad altri artisti italiani, alle esposizioni e alle proiezioni che si chiuderanno questa domenica sera (per chi fosse interessato, programmazione completa su: www.bicyclefilmfestival.com).

Parliamo di Alessandro Zuek Simonetti e Camilla Candida Donzella, entrambi fotografi dedicati alla causa delle due ruote per spirito di protesta. «È una scelta politica», ci dice Camilla, da nove anni pendolare tra NY e Milano, tra le prime a girare per le strade italiane con una bicicletta a scatto fisso: «Ho sempre appoggiato la bicicletta e oggi è il mio unico mezzo di locomozione». Abbiamo incontrato Camilla e Alessandro alla Puffin Room (435 Broome St), una delle numerose gallerie riservate al Festival, dove sono esposti i più svariati omaggi al mezzo brevettato dal barone tedesco Karl Von Drais nel 1818. Camilla si rappresenta tramite dei cuscini su cui si può riconoscere serigrafato il motivo di una ghiera di bicicletta: «Utilizzavo questa grafica per sovvenzionare una ciclofficina che offriva riparazioni gratuite a Milano. I cuscini risalgono a quando un'amica di NY si era fatta male ad una rotula ed era costretta a letto. La ghiera della bici mi ricordava quella della rotula così è nato il primo cuscino che le ho regalato. Mi piaceva l'idea di trasportare qualcosa che è solido come il ferro, in qualcosa di comodo. È lo stesso concetto della bicicletta che ti fa sentire a tuo agio e ti rende sicuro».

Sempre di Camilla Candida Donzella è il mini-documentario, "28.6" proiettato questo pomeriggio (vedi sito web per sedi e orari). Il filmato è una conversazione di quattro minuti con Dario Pegoretti, uno dei più famosi costruttori italiani di biciclette, considerato il Giorgio Armani della bicicletta.
L'opera di Alessandro Simonetti, originario di Bassano del Grappa, è semplice da ritagliare e descrivere ma conserva in sè una filosofia che ogni biker newyorkese conosce bene. Si tratta infatti di un appunto scritto su di una ricevuta gialla e lasciato accanto alla bicicletta di Alessandro un giorno come un altro, circa un anno e mezzo fa'. «È una storia quotidiana di bicicletta a New York», ci racconta Alessandro, «trovai questo biglietto che diceva: "Il tuo è un buon lucchetto, ma ci metterei meno a svitare questo bullone che a scrivere questa nota. Da un newyorkese ad un altro, solo un avvertimento!"» Inevitabile a questo punto chiedergli se gli avessero mai rubato la bici: «No, ma la settimana scorsa mi hanno fregato la sella!»
Un Festival, quello del BFF, che si caratterizza per il suo essere "fuori le righe", o "fuori pista" verrebbe da dire, spontaneo, giovane e poco convenzionale, l'unica regola è: BIKES RULE!