INTERVISTA AI GALLERISTI/Scaramouche anticrisi

di O.F.

Oggi7 incontra i fondatori della nuova galleria Scaramouche c/o Fruit and Flower Deli, l'italiano Daniele Ugolini e l'americana Lorin Prince, segue l'intervista.

Cosa c'è dietro al nome Scaramouche?
«Scaramouche è il personaggio principale dell'omonima novella di Rafael Sabatini del1920 che è stata scritta durante la rivoluzione francese.
Eroe come D'Artagnan per alcuni,  bandito e amante per altri, Scaramouche è un carattere enigmatico, misterioso, camaleontico. "È nato con il dono del sorriso e con una visione del mondo come luogo di pazzia".
Tutte queste sue qualità ci hanno intrigato perchè parlano al mondo dell'arte contemporanea».

Come mai avete mantenuto anche quello della galleria precedente Fruit and Flower Deli?
«Essendo i nuovi inquilini di questo spazio particolare, pensavamo fosse un omaggio alla galleria e all'arte che c'era prima che arrivassimo.
Anche se siamo in stretto contatto con loro e stiamo pianificando alcuni progetti insieme, noi siamo completamente una nuova entità; un continuum del vibrante spirito di questo spazio».

Quando avete aperto la galleria e perché avete deciso quest'area di New York?
«Scaramouche ha aperto il 28 febbraio con il group show "The Practice of Joy Before Death; it just would not be a party without you"
Abbiamo deciso quest'area, la Lower East Side di Manhattan, perche è ricca di storia e di influenze etniche da ogni parte del globo- è un quartiere fiorente che ha abbracciato artisti di ogni genere per più di un secolo. Si respira gioia e una vera passione per l'arte che permane tutta l'area».

Prima di Scaramouche avevate un altro spazio? Da quanto tempo lavorate insieme a New York?
«No, questa è la nostra prima esperienza insieme nel mondo dell' arte contemporanea.  Daniele Ugolini ha uno spazio a Firenze da circa 4 anni che porta il suo nome e che promuove artisti emergenti, concentrandosi soprattutto su nomi di giovani talenti Italiani.  Lorin Prince viene dal mondo della produzione cinematografica, dove ha  ricoperto per 9 anni il ruolo di Sr. Vice Presidente Marketing per la Miramax a New York».


Mentre molte gallerie a Chelsea stanno chiudendo voi avete deciso di aprirne una, nonostante il duro momento che sta affrontando il mondo, e anche il mercato dell'arte.

«Per noi personalmente e professionalmente è stato il momento giusto. Anche se l'economia è quello che è in questo momento, supportare e promuovere artisti emergenti deve essere una passione al di fuori del mercato. È più difficile? Assolutamente. Ma speriamo e abbiamo in progetto di essere qui e continuare a lavorare a lungo».

Che tipo di artisti rappresentate? Come avviene la ricerca e la scelta di collaborare con loro?
«Cerchiamo di portare avanti una ricerca altamente sperimentale; gli artisti arrivano a noi grazie alle nostre ricerche non solo girando per mostre, ma anche tra le Artist Residences Internazionali o negli MFA delle migliori Università. Allo stesso tempo cerchiamo di selezionare nuovi talenti anche attraverso l'ausilio di Art Curators che ci propongono nomi da vagliare e promuovere».

Riferendoci all'esposizione  di questo momento "Snooze", come vi relazionate ai giovani curatori come Marco Antonini?
«Cerchiamo di coinvolgerci spesso con giovani curatori soprattutto per i Group Show dove si ha la necessità di presentare più artisti e l'organizzazione richiede di essere più articolata e associata a tematiche progettuali  complesse, che facciano girare la mostra in maniera più bilanciata e coerente possibile».

Quali i prossimi progetti?
«Dopo le prime tre mostre Collettive a progetto dove abbiamo coinvolto davvero moltissimi artisti soprattutto living in NYC per integrare meglio e più velocemente la nuova galleria in primis con la Grande Mela, dall' autunno partiremo con le mostre Personali; dopo la nostra recente partecipazione alla fiera "Volta Basel", siamo proprio adesso a decidere le ultime mosse per il programma 2009/2010».