MOSTRE/IL GIOVANE MICHELANGELO A NY/Il Genio adolescente

di Laura Caparrotti

Una sola stanza, al Metropolitan Museum of Art di New York, ospita una mostra appena iniziata e che sta già facendo parlare moltissimo di sè.  Lo scorso 16 giugno, infatti, si è inaugurata al prestigioso museo "Michelangelo First Painting" che altro non è che un omaggio al primo dipinto che Michelangelo compose alla tenera di età di soli 12/13 anni, conosciuto col nome de "Il Tormento di Sant'Antonio" (ca 1487-88).

Un evento, questo del quadro al Metropolitan, che costituisce un'occasione storica senza precedenti, per varie ragioni storiche e artistiche. Innanzitutto bisogna ricordare che Michelangelo - conosciuto soprattutto come scultore - ha realizzato solo quattro dipinti su tela in tutta la sua vita, di cui quello protagonista della mostra è il primo in ordine cronologico. Bisogna poi aggiungere  che il dipinto in questione è al suo debutto sul suolo americano: acquistato, infatti,  dal Kimbell Art Museum di Fort Worth, il quadro è stato restaurato o, diciamo meglio, messo a nuovo da Michael Gallagher, sovraintendente della Conservazione delle Pitture al Metropolitan Museum, che si è così assicurato la prima uscita pubblica dell'opera negli States.

"Il tormento di Sant'Antonio" è dunque un pezzo raro da andare a vedere con molta devozione e rispetto, qualità che sottolineiamo dopo aver visto gruppi di visitatori preoccuparsi solo di fare foto del dipinto, a volte persino col flash, incuranti dei divieti e soprattutto, evidentemente, del valore di ciò che avevano davanti. Come detto, Michelangelo era adolescente quando compose "Il tormento di Sant'Antonio". Allora, il giovanissimo artista studiava presso la bottega di Domenico Ghirlandaio, riconosciuto come uno dei massimi maestri d'arte a Firenze.

Secondo Ascanio Condivi (1525-1574), uno dei biografi di Michelangelo insieme a Giorgio Vasari (1511-1574) a parlare de "Il Tormento di Sant'Antonio", un giorno il giovane Michelangelo espresse il desiderio di provarsi con la pittura. Francesco Granacci, artista di sei anni più grande di Michelangelo e assistente presso la bottega del Ghirlandaio, fece avere al giovane genio il  "Sant'Antonio tormentato dai demoni" di Martin Schongauer, famoso artista Tedesco, estremamente conosciuto per le sue incisioni nonchè padre artistico del ben più celebrato Dürer. Michelangelo realizzò il suo Tormento, scatenando a quanto pare una forte invidia persino nel Ghirlandaio, che - sempre secondo quanto racconta Condivi - cerchò di sminuire il valore di chi lo aveva fatto, dicendo che era comunque un prodotto della bottega e che dunque le qualità che aveva erano merito del maestro (cioè il Ghirlandaio stesso) che le aveva trasmesse ai giovani apprendisti.

La storia è vera ed era già stata raccontata dal Vasari qualche anno prima e con minime varianti non degne di nota. Dunque il genio di Michelangelo si era già espresso su tela (la scultura iniziò a frequentarla solo nel 1490). Guardando infatti le due opere, una accanto all'altra al Metropolitan, si può notare quanto l'artista fiorentino abbia aggiunto di racconto, di sostanza, di emozione. Senza nulla togliere alla bellezza del disegno di Schongauer, il tratto michelangiolesco rende l'immagine più viva, più vibrante, e la reinterpreta, aggiungendo dettagli che ne ampliano il significato. Notate ad esempio le mani, che come illustra un pannello accanto al dipinto, sono quelle che si ritrovano in tutte le opere michelangiolesche. Il volto di Sant'Antonio è più sereno, e la barca veleggiante sul fiume sullo sfondo è un paesaggio morale e - ci dice Keith Christiansen, Jayne Wrightsman curatore delle pitture europee al Metropolitan, che ha analizzato a fondo l'opera e ha organizzato questo evento - «vale la pena chiedersi se nella barca che attraversa il fiume c'è un'allusione alla barca delle anime che Dante descrive nel Purgatorio».

Un piccolo dipinto dai grandissimi significati, dunque, che va guardato e vissuto, senza - per favore - renderlo una mera cartolina nel vostro cellulare o macchina fotografica. Attenzione perchè lo stesso Michelangelo vi guarda dal ritratto fatto da Daniele da Volterra presente a completamento di questo raro evento.
La mostra è aperta fino al 7 settembre. Per informazioni, consultate il sito www.metmuseum.org o Telefonare al 212-535 7710.