PUNTO DI VISTA/Ciclopico “canovaccio”

di Toni De Santoli

È un gran bel serraglio davvero, non c'è che dire. Vi si accalcano donne piacenti, intraprendenti, ambiziose. Vi figurano uomini giovani, sulla trentina o sulla quarantina; uomini "di successo", in equilibrio fra il mondo della politica e il mondo degli affari, che ora, comunque, sono un mondo unico: la saldatura è robusta, perfetta, a prova di bomba, forse. Ripugnante, quindi. E perniciosa.
Le cronache di giovedì scorso ci parlano di Patrizia D'Addario, pugliese, donna avvenente, che avrebbe in varie occasioni frequentato il presidente del Consiglio Berlusconi, e di Gianpaolo Tarantini, pugliese anch'egli, definito tre giorni fa da "la Repubblica", "il piccolo re", uno che, secondo il quotidiano romano, sul terreno degli appalti si muoverebbe con innegabile maestria; un altro giovane di destra, dall'aria mondana, tutto nervi, energico, ma suadente; scattante, eppure, all'occorrenza, morbido nei gesti, negli atteggiamenti.

Ecco quindi altri due personaggi, sui quali indaga adesso la magistratura, altri due nuovi protagonisti di questo ciclopico "canovaccio" all'apparenza senza fondo... Il "canovaccio" - così si dice - della più che dorata esistenza di Silvio Berlusconi e dei tanti tipi che, in un modo o nell'altro, ruotano intorno al capo del Governo, poggiano sul capo del Governo. Come il capo del Governo, si crogiolano con gusto sospetto e volgare nell'esibizione del loro potere, della loro ricchezza, delle loro amicizie. Gli uni e gli altri, secondo lo stile del Grande Ispiratore, sorridono, non fanno che sorridere, ora con spavalderia e con un tocco di protervia; ora con falsa semplicità, con falsa socievolezza. Si presentano curati e curate nell'abbigliamento, "troppo" curati e curate, tanto che il loro "allure" diventa fatalmente ordinario, "grossiè", avrebbe detto mia mamma. Ai quali avrebbe subito voltato le spalle.

Ormai non si parla d'altro. Non si parla che degli svaghi del presidente del Consiglio, svaghi - incessanti, pubblicizzati, esaltati come esempio di eleganza e di sano ottimismo dai corifei della maggioranza - di cui individui come la D'Addario e il Tarantini rappresenterebbero una figura che per la propria scoraggiante singolarità non ha precedenti nella Storia, o comunque non ne ha in queste colossali dimensioni: la figura del comprimario-protagonista, del tale o della tale che anima con grottesco trasporto la scena e che di questa scena diventa poi un "attore", o un'"attrice", che nel frattempo si è assicurato un certo credito, ha acquisito un certo peso... La destra, o l'Italia intera, forse, è stata anche capace d'inventare questo ruolo.

Al tempo stesso si apprende che, secondo il Governo, entro la fine di novembre i terremotati abruzzesi "avranno una casa". Se la memoria non ci tradisce, un mese fa, all'incirca, il Governo si era dichiarato sicuro che a settembre tutti o quasi tutti, rimasti appunto in Abruzzo senza un focolare, avrebbero avuto una nuova abitazione. Ma secondo il vostro "qualunquista", vedrete che a novembre si slitterà a gennaio, a gennaio, quindi, si slitterà a primavera... Lo sfarzo, lo svago che si concedono i padreterni della destra, del Governo, della maggioranza quindi, altro non sono che un quotidiano insulto, un quotidiano affronto ai tanti, e sempre più numerosi italiani ("repetita iuvant") che non sanno come arrivare alla fine del mese. Il Pil precipita, il precariato si cronicizza e attanaglia ormai milioni di cittadini, la luce elettrica per i suoi costi pare quasi un lusso, un genere, sì, "voluttuario", come si diceva una volta; ma coloro i quali pretendono di saper governare, non pensano che allo svago, allo svago fastoso, al soddisfacimento d'ogni bramosia pacchiana. Come se una bella donna non l'avessero mai avuta. Come se non avessero mai mangiato servendosi di posate d'argento. Come se non conoscessero il sapore del pollo in fricassea o del Brunello di Montalcino.
Parola di qualunquista! E, sissignori, di snob...