Libera

L’Impero finisce a p...

di Elisabetta de Dominis

Io diffiderei di Berlusconi piuttosto perché ha orrore dell'aglio come i vampiri: lui ha bisogno di contornarsi di ragazze per succhiargli linfa vitale. In senso metaforico, ovvio. Ma non vi siete mai trovati vicino a qualcuno che vi ha spossato energeticamente, anche senza toccarvi con un dito? A livello psichico, stargli vicino non è rilassante: basta ascoltarlo in tv, abbiamo capito tutti che è uno che non va contraddetto, va elogiato, osannato, adorato. E mica a tutti riesce bene recitare nella vita reale, qualcuno può sentire un senso di ripugnanza per la meschina parte del ruffiano che è costretto a fare, e ritrovarsi senza forze. Beh, lui non costringe nessuno, però quasi nessuno resiste alla sua generosità. Perciò ha tante persone avide che lo difendono a spada tratta. Le puttane sono anche di sesso maschile e fanno i gran giornalisti, oltre che i politici. Le veline vanno e vengono, invece gli opinion leader restano e sono i migliori avvocati del Nostro.
Il quale è ormai indifendibile, ma pur di rimanere nelle sue grazie (e conservare il posto) i suoi méntori si coprono di ridicolo. Non se ne rendono conto perché, a forza di mentire, si prendono così sul serio che hanno perso completamente la capacità di ironizzare su se stessi. Scriveva Italo Svevo in Senilità: "Emilio si lagnò del suo destino con un'ironia di se stesso che toglieva ogni ridicolo da lui". E' il pudore che ti fa avvertire il limite nel modo di comportarsi e ti preserva dal provare vergogna. Se avverti di averlo superato, l'escamotage è ironizzare di te stesso. Riderci su insieme ad un altro è una sorta di autodenuncia pubblica, un autoridimensionamento che ti fa onore (tanto che non appari ridicolo, ma divertente) e ha più valore di una confessione ad un prete con relativa penitenza privata, che implica sempre un'accettazione passiva di un comandamento superiore al fine di lavarsi la coscienza. Cosa che non ha quasi più nessuno, appunto perché non è una cosa materiale e non serve; provane sia che, come lamenta il Vaticano, non si confessa quasi più nessuno. La maggior parte della gente, che va a messa, fa direttamente la comunione: si vede che ha la coscienza autopulente. Questo tipo di persone non è capace di fare dello spirito su se stesso, perché teme di mettersi in discussione (sapendo che sta trasgredendo ad un ordine morale). Insomma è della stessa pasta del Nostro. Dio li fa e poi li accoppia. O quantomeno li impecorisce, così lo seguono docilmente.
Indifendibile, dicevamo. Le foto nella villa in Sardegna di un finto matrimonio contratto dal premier con una velina, in presenza di altre in qualità di damigelle, (foto che sarebbero in possesso di un giornale spagnolo) mi paiono l'apoteosi del suo delirio di onnipotenza da becero imperatore romano. I romani avevano mutuato dal teatro greco antico l'apoteosi, che era la trasformazione finale dell'eroe in divinità con effetti scenici atti a destare meraviglia.
Il premier mi ricorda anche Maria Antonietta: per evadere dalla rigida etichetta di corte, si era fatta costruire a fianco della reggia di Versailles il Petit Trianon, una tenuta dove con la sua cricca di amici recitava la vita: c'erano casette di legno dove simulava la vita dei contadini austriaci: mungeva le mucche, ecc.  Poco dopo è finita al patibolo...
Invece qua finisce a puttane per D'Alema che ha profetizzato una "scossa al governo", poi concretizzatasi nell'indagine della procura di Bari su presunti pagamenti a belle ragazze per partecipare alle feste del premier. Pura utopia di stampo comunista voler dimostrare un'associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione che facesse capo al premier. Primo, perché se uno m'invita in Sardegna ed è un cavaliere, e B. si fregia di questo titolo, mi manda un biglietto per raggiungerlo o mi porta con un suo mezzo. Inoltre pagare per B., lo ripeto, è solo un modo di fare proseliti, uomini o donne che siano.
 "Spazzatura - ha gridato Berlusconi all'opposizione. - "Spazzerò via anche questa, come quella di Napoli". Ma chi ce l'ha messa se non lui?
Dei tre valori fondanti dello stato moderno  - uguaglianza, fratellanza, libertà - sono rimaste solo parole senza significato di cui ognuno si serve a suo uso e consumo. Ma proprio perché uguaglianza e fratellanza sono principi calpestati da tutti, la libertà di tutti rischia di essere spazzata via da uno solo.