Visti da New York

Scandali e ricatti

di stefano vaccara

C'è qualcosa che non quadra nei tempi degli scandali che stanno sbriciolando la tenuta di Berlusconi al governo. Circa due anni fa, il settimanale della Rizzoli "Oggi" pubblicò un servizio fotografico in cui si vedeva Berlusconi, nella sua villa in Sardegna, circondato da avvenenti ragazze. Qualcuna si faceva tenere per mano, altre sedute tra le sue ginocchia, come fossero nipotine da coccolare...  Allora non ci fu l'apriti cielo che sta accadendo da poco più di un mese. Perché?

 Abbiamo anche già ricordato la telefonata di Berlusconi con l'allora direttore di Rai Fiction Saccà sempre nel 2007 ascoltata da mezza Italia su youtube, con bellezze da piazzare di qua e di là... Qualche articolo, qualche tirata d'orecchie, ma niente di più. Soprattutto all'estero, nulla. Non ci fu alcun problema quando Berlusconi ridivenne premier.

Ora il finimondo. Persino lo stesso Berlusconi, solo una settimana fa, ha parlato di un complotto per installare a Palazzo Chigi "qualcuno non eletto dagli italiani". Manovre internazionali? Come se spaventato dalle sue stesse parole, il Cavaliere ha ridimensionato, al massimo sono giornali di sinistra a complottare... e i soliti "comunisti" italiani in combutta con i magistrati militanti, che riempono i giornali di "spazzatura". Ma niente paura, ci pensa lui a ripulire tutto come ha fatto con Napoli...
Ora però anche la Chiesa, che ci ha messo un po' più tempo, chiaramente si è mossa contro il presidente del Consiglio: ormai sembra che Berlusconi abbia i giorni contati a Palazzo Chigi. Si potrebbe prevedere una tenuta fino al G8, ma poi durante le ferie degli italiani, zac!In effetti, sembra che qualcosa di "internazionale" possa essere accaduto. Un "complotto"? Forse parola troppo grande, chiamamola una "spintarella" verso un "ricambio della guardia" in Italia...

Su questa colonna, è stato messo in gran risalto l'editoriale di apertura non firmato del Financial Times di fine maggio. Le ragioni sono che se un giornale di quella importanza, di livello globale, decide di avvertire i suoi altrettanto influenti lettori sparsi nel mondo che il capo del governo italiano è ormai "pericoloso" e non solo per l'Italia, beh, allora diciamo che quella di FT equivaleva alla scossa che annuncia il "big one". Dopotutto  ciò che ha detto D'Alema, di prepararsi al peggio, lo aveva detto già FT  20 giorni prima.
Ma perché Berlusconi se ne dovrebbe andare, secondo l'Europa che conta e, ovviamente, secondo gli Stati Uniti? (A proposito: Obama "dear friend" di Silvio? Bella questa, la barzelletta più divertente uscita dall'incontro alla Casa Bianca). Allora perché se ne dovrebbe andare? Perché è uno sciupafemmine? Un irreprensibile puttaniere? Ma andiamo.

Qui stiamo speculando, ma lo facciamo perché l'accelerazione del caso Italia appare evidente: forse qualcuno molto in alto si può essere stufato di un paese importante dell'Ue e soprattutto della Nato  che, potenzialmente, potrebbe avere - e da parecchio tempo -  un capo del governo sotto ricatto. E chi sarebbe il ricattatore? Potrebbe essere qualcuno ai vertici di un paese, un grande paese, non più nemico ma ancora per niente amico dell'Occidente, che potrebbe tenere in scacco il paese più importante al centro del Mediterraneo. Soprattutto qualcuno che ha molta dimestichezza con lo sporco lavoro "top secret". Qualcuno a capo di un apparato che nei suoi archivi potrebbe avere documenti molto più "scottanti" degli scatti rubati alle festicciole in Sardegna...