L'angolo dei lettori

A proposito di orgoglio per Obama e vergogna per...

di Joseph La Palombara

Caro Stefano Vaccara,
credo di capire le sue emozioni ("L'orgoglio e la vergogna", Oggi7 del 7 giugno) ed in particolare quelle che riguardino l'Italia, da dove, insieme con mia moglie Costanza siamo appena rientrati. Però a questo proposito, vorrei offrire qualche breve osservazione su quello che lei scrive nel suo bel articolo.
Primo, anche se sono anche io molto fiero che, dopo otto anni da vero incubo, abbiamo un presidente che riesce così brillantemente a riconquistare all'estero una parte dell' immagine del mio paese, una volta molto più positiva, bisogna fare attenzione a non esagerare. Obama, a mio parere, sta facendo troppi "compromessi" con delle fortissime lobby. Simbolo di questa tendenza sarebbe la sua nomina al secondo incarico del Dipartmenteo alla Difesa del lobbista più anziano, esperto e formidabile che esista a Washington, il Sig. Lynn della Raytheon, una delle imprese principali che fornisce armi alla struttura militare degli USA. Per non parlare della National Rifle Associaton. Per evitare che questa non gli vada contro, Obama non ha voluto firmare l'atto esecutivo che proibisce le vendite libere a cittadini americani dei mitra, tipo Uzi e AK-47! Quella proibizione era stata firmata nel passato dai presidenti Clinton e Bush.
Inoltre, il nostro presidente attuale fa uno sbaglio non piccolo dichiarando pubblicamente che egli non dirà mai alla stampa qualsiasi cosa diversa da quello che egli, oppure il suo staff, dirà o diranno in incontri diplomatici privati. Come minimo, sarebbe palesemente ingenuo pensare che un paese con il peso degli Stati Uniti potrebbe mai comportarsi in una maniera simile.
Secondo, a me sembra che il Berlusconi, che non sarebbe il candidato che io appoggerei se votassi in Italia, abbia un minimo di ragione quando si lagna della campagna contro di lui condotta sia dalla stampa che da certi magistrati in Italia.
Le veline: dove è scritto che in una democrazia una velina non deve essere inclusa su una lista elettorale di qualche partito? Le veline sono meno accettabili che gli avvocati, i giornalisti, gli accademici, i sindacalisti o le casalinghe? Io mi trovavo in Italia negli anni in cui un partito della sinistra portava in parlamento la famosa "Cicciolina." Non ricordo che, in quell'occasione, si facesse nei media un "processo" contro coloro che l'avevano voluta nella lista elettorale.
La privacy: ci sono limiti, oppure no, al livello di invasione nella vita privata di un uomo pubblico che, sempre in democrazia, sia permesso ai mass media? E' giusto che, settimana dopo settimana, il secondo quotidiano d'Italia dedichi ad attacchi al capo di governo tra 4 ed 8 delle prime pagine del giornale? Ci dovrebbe essere qualche "regola," se non altro di buon costume, che farebbe sì che un giornale non possa andare oltre un limite nel pubblicare delle chiacchiere e dei pettegolezzi?
Giustizia: esiste ancora qualche cittadino italiano privo di qualche dubbio che i magistrati italiani siano fortemente politicizzati, e che questa piaga sia dovuta allo sfruttamento spregiudicato della "doppia funzione" da parte di certi magistrati, e di sinistra e di destra?
Aggiungo: trovo sorprendente che tanti dei suoi vicini di casa a Brooklyn fanno cosi forte attenzione alle cose italiane, mentre nella nostra comunità, strapiena di persone che leggono i quotidiani di ogni tipo, quello che succede in Italia, accluse le vicende politiche ed anche scandalose, rimane quasi totalmente ignorato.
Ripeto: condivido il giudizio di tanti che Berlusconi non sia degno di essere il capo del governo italiano. Però è necessario riconoscere che egli è stato eletto, più volte, dai cittadini italiani. Basta leggere oggi i risultati delle elezioni europee in Italia per averne ancora un'altra conferma! Si potrebbe concludere semmai che gli attacchi sfrenati a questo personaggio singolare della politica gli faccino bene.
Tanti saluti, e buon lavoro!
Joseph La Palombara, Yale University

Caro Professor La Palombara,
grazie per il suo intervento e farò tesoro dei consigli su Obama; modererò l'orgoglio cercando di ricordarmi che il tratto caratteriale più utile del giornalista resta lo scetticismo. Per quanto riguarda il Premier Berlusconi, non vorrei essere frainteso: la "vergogna" non era causata dalla questione veline o simili, ma nel costatare come un Paese che soli settanta anni fa accettò le leggi razziali fasciste, ora nel 2009, e di nuovo senza fiatare, lasci dire al suo capo del governo la seguente frase: "Noi siamo per un'Italia non multietnica". Come cittadino italiano a New York, io me ne vergogno.
svaccara@yahoo.com