EVENTI/ RELAZIONI INTERNAZIONALI/Non minaccia, ma opportunità

di Francesca Tarantino

Il rilancio del Mediterraneo e l'emergere di Cina e Israele come potenze economiche sono stati gli argomenti centrali della conferenza tenutasi martedì sera all'Istituto Italiano di Cultura di New York, dove Giancarlo Elia Valori, Presidente di Sviluppo Lazio ha presentato il suo ultimo libro "Il Futuro è  già qui". Introdotto dal Console Generale d'Italia Francesco Maria Talo' e dal direttore dell'Istituto di Cultura Renato Miracco, Valori ha illustrato come i Paesi Orientali ed il Mediterraneo, siano diventati validi competitor nel mercato internazionale.

La sua esperienza professionale e culturale in Oriente, inizia nel 1965 quando entra prima in Rai come consulente e poi come funzionario alle relazioni internazionali. Valori saprà sfruttare al massimo, grazie alla sua abilità diplomatica, i suoi contatti con l'estero, difatti proprio nel 1985, contribuisce in modo decisivo alla liberazione di tre ostaggi francesi rapiti in Iran da estremisti islamici e rilasciati nel 1988. Durante un viaggio d'affari in estremo oriente per conto della Rai, Valori ebbe modo di conoscere il presidente nordcoreano Kim Il Sung, e proprio a lui si rivolse perché si adoperasse a convincere i capi religiosi di Teheran a esercitare la loro influenza sui sequestratori, così da ottenere la liberazione degli ostaggi. Quando, anni dopo le sue responsabilità nella vicenda vennero alla luce, il presidente francese François Mitterrand lo nominò Cavaliere della Legion D'Onore.

Molti i riconoscimenti ottenuti da Valori nel suo percorso lavorativo, nel 2001 è nominato ambasciatore di buona volontà dall'Unesco ed è stato presidente di numerose società tra cui: la Autostrade per l'Italia S.p.A, la SME - Società Meridionale di Elettricità, l'UIR, l' Unione Industriali di Roma; ed è l'attuale presidente di Sviluppo Lazio, holding di controllo di tutte le società partecipate dalla regione, e dell'impresa edilizia Torino Internazionale S.p.a.
Nel suo ultimo lavoro, Giancarlo Elia Valori, mostra nuovi scenari che andranno a modificare gli equilibri del nostro pianeta ed in cui Occidente e Oriente cooperereanno per lo sviluppo economico, politico e culturale. Come afferma durante la conferenza «L'Europa viene letta come un partner strategico per la Cina, soprattutto nel sistema Mediterraneo integrato e nel continente africano, dove questa già opera un'attività petrolifera e dove Pechino intende costruire in cambio delle materie prime un mercato interno che possa permettere alle economie e all'Ue di trasferire le loro filiere produttive e unificare i mercati».

In questo panorama, l'Italia è centrale perchè ha un modo unico di ricostruire gli equilibri strategici del Mediterraneo dove sta diminuendo l'influenza delle grandi potenze tradizionali, per farlo però ha bisogno di integrare i Paesi della costa meridionale e Orientale, e ovviamente nuovi partners affidabili come la Cina e Israele, «Senza Mediterraneo la Cina non diverrà potenza economica e strategica, e di conseguenza, senza la Cina il Mediterraneo si vedrà schiacciato dalle potenze che vogliono destabilizzare il sistema arabo-palestinese-israeliano, chiudendo così l'economia europea nei suoi saturi mercati della penisola euro-asiatica, che non può permettere un nuovo decollo economico dell'UE», continua «Il Mediterraneo è uno, vi sono attorno ad esso migliaia di interessi primari, bisogna pertanto stimolare una nuova stagione di collaborazione economica tra Nord e Sud, ricordandoci che il Mare Nostrum è divenuto il Mare Centrale degli Oceani globali, ed è fondamentale per la crescita economica dell'Ue e dei suoi nuovi e futuri partners, come la Cina e la Federazione Russa».

Interessante l'intervento effettuato da Noel V. Latief, President of the Foreign Policy Association, che ha parlato di "futuro" soprattutto dal punto di vista degli scambi culturali tra Occidente e Oriente, che hanno portato ha un "trionfo asiatico" che è visibile a livello internazionale. Di cultura e valori ha discusso anche il prof. Khaled Fouad Allam, sociologo e politico algerino, naturalizzato italiano, che ha posto l'accento sul cambiamento che una simile apertura dei mercati creerà dal punto di vista delle tradizioni, nei rapporti tra Occidente e Oriente, oltre ai flussi di scambio commerciali, ciò che si modificherà sarà proprio la circolazione di idee e informazioni, in questo sarà decisiva l'entrata della Turchia nell'UE, senza la quale non si può ancora parlare di vera e propria apertura all'Oriente.

Tra le altre personalità intervenute, Umberto Piperno rabbino della comunità ebraica di Trieste, che ha ribadito l'importanza della cooperazione dell'Occidente con lo Stato ebraico e Giulio Terzi, rappresentante permanente dell'Italia all'Onu che si è detto anche lui convinto della nuova centralità del Mediterraneo. Lo dimostra per esempio la decisione del presidente americano Barack Obama di pronunciare nei giorni scorsi il suo importante discorso al mondo islamico dal Cairo. Valori ha poi risposto alle domande del corrispondente della Stampa Maurizio Molinari, sulla Corea del Nord, un paese che conosce molto bene ed ha suggerito di continuare a sfruttare la via del dialogo, l'unica che potrà di portare a risultati concreti.