LIBRI/L’Italia allo specchio

di Franco Borrelli

FELLINI, Rossellini, Antonioni, Visconti, Bertolucci e tutti tutti gli altri: Gian Piero Brunetta "sbarca" anche qui negli Usa con la sua "Guida alla storia del cinema italiano, 1905-2003", uscita da Einaudi sei anni fa e riproposta ora dalla Princeton University Press, fedelmente tradotta in inglese da Jeremy Parzen, col titolo «The History of Italian Cinema - A Guide to Italian Film from Its Origin to the Twenty-First Century» (pp. 385, Princeton, NJ, 2009, $ 35.00). Più che una "guida" in senso tradizionale, questo di Brunetta è un vero e proprio viaggio in profondità ad illustrare ragioni, ispirazioni e rese artistiche che non solo hanno fatto la nostra storia nazionale in celluloide ma son parte, a buon diritto, di quella del mondo intero. Il gruppo di registi prima menzionati è infatti non solo sinonimo di Italia in ogni continente, ma anche di arte cinematografica al suo meglio; culturalmente di spessore innegabile ed esemplare per chiunque, non solo per coloro interessati alle cose di casa nostra.

«E' un saggio brillante - ha fatto notare Gaetana Marrone -, eclettico e coinvolgente in ogni sua pagina. Non solo - prosegue la studiosa - ci offre uno sguardo attento alla storia del cinema peninsulare ma ce ne offre la vera e propria saga dalle sue origini fino a oggi. Nessun elemento vien qui trascurato, dall'atmosfera in cui ogni film è nato ed ogni regista ha operato, ma a quanto spesso resta nell'ombra della produzione. Spontaneo e originale, quindi, il trovarsi "a discutere" del cinema italiano».

«Nessun dubbio - le fa eco Peter Bondanella - che Brunetta sia il maggiore studioso del cinema italiano; per questo il suo saggio merita di stare in ogni biblioteca e in ogni scaffale privato (e non solo di coloro che vivono di cinema o amano questo genere artistico). E' un modo assai brillante, questo di Brunetta, di offrirci praticamente tutto del cinema del Bel Paese».

Professore di storia e critica del cinema presso l'Università di Padova, Brunetta condensa in questo volume anni e anni di studio e di ricerche, rendendo così un servizio incredibile a chiunque voglia sapere di più non solo dei registi che hanno firmato capolavori a non finire, ma anche dei personaggi (non solo attori e attrici) che ne sono stati protagonisti e delle situazioni socio-culturali da essi espresse in immagini e parole e gesti. Da "La dolce vita" a "La vita è bella", dall'era del muto all'avvento del suono, dal neorealismo agli anni del terrore, da "Riso amaro" alla "Salò" pasoliniana, dal '70 a oggi: tutto schematicamente e sapientemente diviso per sezioni, con tanto di indice dei nomi, dei film e di suggerimenti bibliografici a non finire. Una vera e propria "summa", quindi, del mondo in celluloide, attraverso i suoi profeti, quelli più noti e maggiormente celebrati, e quelli rimasti spesso ingiustamente in seconda linea, quasi in ombra, ma non per questo meno rilevanti e\o di minore influenza. Un volume che è destinato, perciò, a far storia esso stesso, punto di riferimento inequivocabile per studiosi e semplici curiosi, ove veramente poco o nulla vien trascurato; con una narrazione che è sì di gran rilievo accademico ma che si lascia facilmente cogliere e comprendere anche dal lettore comune che ama recarsi nelle sale a rilassarsi o ama guardarsi una pellicola nell'intimità del suo salotto.

Per dare una "cifra" dello spessore e della struttura di questa saggio, basta dire che Brunetta prende qui in esame oltre millecinquecento film, non solo di autori celebrati e premiati, ma anche di chi, come Risi e Scola ad esempio, fuori dalla Penisola non gode di troppa notorietà. Dalle opere "horror" alle commedie, dal periodo fascista agli spaghetti-western, dagli aspetti sociali a quelli politici, dalla bellezza geografica all'imponenza delle arti, attraverso scene, attori, critici, produttori, fotografi, ecc.; specchio di un'innegabile grandezza e testimonianza per futura memoria.