CUCINA ROMANA/ 25 anni a NY per lo chef Sandro Fioriti/Quella porchetta che scioccò Manhattan

di Samira Leglib

"Portavo in sala la porchetta con la testa e tutto e le signore mi urlavano di metterla via!»
È in questo modo che Sandro Fioriti, chef ormai apprezzato soprattutto nell'Upper West Side dove si trova il piu recente dei suoi Sandro's (306 East 81 Street), ricorda gli anni in cui iniziò la sua avventura americana. Correva l'anno 1984 quando Tony May, allora presidente del GRI (Gruppo Ristoratori Italiani) e proprietario di San Donato NY, offrì a Fioriti le risorse per aprire quello che divenne uno dei ristoranti più chiacchierati in città non solo per la sua insolita posizione sotto il ponte sulla 59esima, ma in particolare per i suoi piatti tipicamente romani allora sconosciuti a New York.

Quest'anno, per celebrare i 25 anni da quel primo successo, Fioriti propone a tutti coloro che vorranno fargli visita durante la settimana dal 15 al 21 Giugno un menu di tre portate d'eccezione a soli 25$.
Protagonisti i suoi piatti migliori: vignarola, carciofi alla romana o alla giudea, bucatini all'amatriciana, spaghetti cacio e pepe, coratella con carciofi e la deliziosa torta di mele. Alcuni di noi, fortunati, hanno potuto gustarne un assaggio in anteprima e fare la conoscenza di questo originale maestro dei fornelli che a soli sette anni vinse a Firaldo Tadino, sua città natia, il primo premio per la ricetta dei biscotti alla nocciola. Nessun dubbio che sarebbe diventato un grande cuoco ma forse la sua firma più conosciuta è proprio l'originalità. Basti pensare alla sua Pasta Dow Jones così chiamata perchè il prezzo corrisponde alle prime tre cifre di chiusura dell'Indice Dow Jones in quella giornata. Ad esempio se il Dow Jones chiude tra 8,500-8,600, il prezzo di qualsiasi pasta sarà tra 8.50-8.60$.

«Il rinnovamento del gusto -a New York, ndr- arriva con cuochi come Sandro», dice Tony May. «Prima di loro c'era una cucina che chiamavano italiana ma non lo era».
Nel mentre, Fioriti continua a divertire i commensali con i suoi aneddoti: «La prima volta che ho proposto l'abbacchio mi è tornato indietro. Dicevano che c'erano troppi ossi. Allora l'ho fatto uscire un'altra volta e un'altra ancora fino a che sul Times non hanno scritto che era il migliore capretto che avessero mai mangiato!» I bucatini poi, hanno anche loro una ‘storia difficile'...ma questa, lasciatevela raccontare dallo chef Fioriti in persona!