MUSICA LEGGERA/Catania capitale rock

di Erica Vagliengo

Intervistare una che ha all'attivo più di duemila interviste, e ai più grandi musicisti, attori, registi, mi ha messo un po' di ansia, all'inizio. Poi, però, tutto è filato liscio, perché Paola Maugeri, oltre ad essere una professionista di classe, è anche una persona che sa mettere a proprio agio chiunque abbia di fronte: sia essa una rock-star o una giornalista "free lance" come me, che non hai mai calcato un palcoscenico in vita sua.

Ciao Paola. Inizierei subito con la tua biografia: sei nata a Roma, vissuta a Catania, Chicago e Tijuana, sei giornalista pubblicista con studi alla Sorbona di Parigi e al Christ Church College di Canterbury, debutti in TV nel 1991... Mi chiedevo quanti anni hai vissuto a Catania e come il Sud ti ha influenzata, sia nella musica che nella tua vita?
«Ho vissuto tutta la vita a Catania, sono nata per sbaglio a Roma. Sono catanese al 100%! Il Sud, nella mia vita c'entra totalmente, ed è stato fondamentale per me, adolescente e post adolescente, negli anni in cui Catania era come Seattle, come citava Billboard. Erano gli anni in cui i R.E.M. venivano a suonare soltanto per noi allo stadio Cibali, insieme a una band allora sconosciuta, i Radiohead, e dove potevi incontrare per strada Steve Albini, il produttore dei Nirvana che si mangiava una granita... quelli sono stati anni dove il post rock era a Chicago, ma anche a Catania. E io ero lì, negli anni giusti».


Adesso, invece, abiti a Milano: che posti frequenti di solito?

«Ultimamente frequento pochissimi posti, visto che sono diventata mamma da 22 mesi e ancora mi devo riprendere da questa fatica, e spesso, alle 10 di sera crollo. Mi piace però uscire per il Salone del Mobile, poi c'è un locale che amo moltissimo: il Connie Douglas, dove tutti i mesi fanno un balletto di burlesque fantastico».

Invece quando torni a Catania?
«Non vado tanto per locali, ma amo vivere l'atmosfera della città, mi piace passeggiare per  il centro storico. Di solito ci torno per la bella stagione, mi piace bere una birra seduta sui gradini delle chiese barocche, come facevo in quegli anni di movida catanese».


Dici Paola Maugeri e non puoi prescindere dalla musica. Quindi... quale tipo di musica ascolti?

«Io ascolto un sacco di musica, e ultimamente ascolto moltissimo le stesse cose. Prima, invece, mi piaceva cambiare spesso, mettendo 10 cd in una giornata. Adesso sto tornando alla mia grande passione da adolescente: quando ascoltavo il "White Album" dei Beatles, imparando tutte le canzoni a memoria. Adoro andare in giro con la mia borsona di cd ed il lettore e sentire i miei dischi. L'altro giorno ho fatto ascoltare a mio figlio Timo i "Greatest hits" di Leonard Cohen, mentre oggi stavo ascoltando il disco di un napoletano ultra-talentuoso, che ho scoperto per caso. Si chiama Joe Barbieri (www.joebarbieri.com), è un artista che merita attenzione».

E collegato alla musica, ovviamente, parlaci di Virgin Radio, la radio rock che  mancava nel panorama musicale italiano.
«Certo. Il mio programma si chiama "Music history", e viene scaricato da 90.000 persone al mese, è uno dei podcast più ascoltati e scaricati su itunes, e c'è tantissimo rock-vintage. E' un programma molto seguito perché i ragazzi di oggi hanno voglia di capire chi erano i Led Zeppelin, i Queen. Credo perché siano stanchi di band che fanno un disco solo e poi spariscono. E' vero quello che dicevi tu; una radio come Virgin mancava perché trasmette rock classico, che non muore mai».

Invece adesso un salto al periodo di Video Music e di MTV: cosa ricordi dei tuoi inizi?
«Videomusic era pionieristica e sperimentale: oggi un programma giornaliero come quello che tenevo lì, rigorosamente dal vivo, sarebbe impensabile. Su Videomusic ho intervistato tanta gente, ma l'atmosfera era più casalinga, mentre MTV aveva subìto un aspetto internazionale più spiccato. Videomusic nasceva al Ciocco, in provincia di Lucca, in Garfagnana, l'ambiente era fantastico, è stata un'esperienza molto formativa. Una curiosità: tutto l'archivio di Videomusic è stato acquistato da MTV, proprio perché contiene la storia della musica in Italia. Tornando a me: io volevo fare la giornalista musicale, quindi lavorare per i due canali di musica per eccellenza, è stato il massimo. Sono stati anni bellissimi, ottime interviste in giro per il mondo, specie con MTV, in tour con i Coldplay in America, piuttosto che a Dublino, a casa degli U2, o con i Roxette... insomma, tante belle cose».

Di personaggi, ne hai intervistati veramente tanti: qual è quello che ti è rimasto più impresso?
«Dunque, nella mia carriera ho fatto più di 2.000 interviste. Ogni volta che mi viene posta questa domanda faccio fatica a rispondere. Però posso dirti che ci sono personaggi come Lory Anderson, Lou Reed, i Coldplay stessi, gli U2, David Byrne del Talking Heads... sono personaggi epocali che hanno cambiato, nel loro periodo, la storia della musica. Loro, in particolar modo, me li porto nel cuore».

Ritornando a MTV: i vj sembrano destinati a un ruolo da eterni giovani. Però dopo qualche anno spariscono e hanno difficoltà a inserirsi in un altro ruolo, in tv. Questo non è accaduto anche a te.
«Il fatto è che io non ho cominciato a MTV, non sono una creatura di MTV, nata e cresciuta solo lì. Ci sono arrivata dopo aver condotto "Night Express" su Italia 1, dopo il periodo dei capelli blu, ma per me è stato diverso perché arrivavo da altre esperienze».

Il rapporto con il web : ho letto proprio su internet che ti definisci negata. Ma, se non ci pensi tu, ci pensano gli altri. Infatti hai una "tribute page" su myspace e un gruppo di 1300 e passa iscritti che, immagino, non gestisca tu...
«No, io non gestisco nulla: su myspace, prima di essere una tribute page c'era una pagina tenuta da qualcuno che si spacciava per me, firmandosi Paola, ma non ero assolutamente io. Su fb so che ci sono gruppi di detrattori e gruppi di super fan, che poi litigano. Fanno tutto loro. Io penso proprio di essere negata, forse non mi si è sviluppata una parte di cervello, quella che dovrebbe seguire la parte tecnologica della mia vita. Uso internet il minimo necessario per rispondere alle e-mail, scrivere articoli o libri (come "Storytellers - La musica si racconta" per Tea) o cercare indirizzi utili».

Passando a Max, il mensile: c'è stato un servizio fotografico molto apprezzato, sulle veejay "desnude" in scatti conturbanti. Ti è piaciuta l'esperienza?
«Molto, anche perché quegli scatti non erano nati per Max ma per caso, con una fotografa  che stimo molto, Mirta Lispi, pensando a quali foto avesse fatto Janis Joplin. Si tratta di scatti semplici, non ritoccati, come se li avessero fatti trent'anni fa».


La musica è il tuo più grande amore, tanto che sei stata anche bassista e cantante dei  Puertorico, e cantante del progetto Loma: adesso con un pargolo riesci ancora a portare avanti queste attività?

«Sì, ho suonato e cantato, ma non lo faccio più perché non ho tempo. In questo momento suono soltanto quando ho dei momenti liberi. Mi piacerebbe riprendere, ma più avanti».

Dalla musica ai vestiti: il tuo stile di oggi, mi sembra tanto vintage contemporaneo, vai in giro per il mondo e scegli tu?
«Sì, mi piace molto il "seconda mano" ma da una vita: adoro andare in giro nei mercatini catanesi e trovare scarpe a 50 centesimi e altre cose da "accrocchiare" insieme a capi più nuovi. Mmm sì,  vintage contemporaneo mi sembra una buona definizione».


E per ultimo: X Factor, Amici, Academy (sulla danza), aiutano la musica o la penalizzano?

«Sicuramente un talent show come X Factor fa la sua parte. E' un progetto che mi piace molto. Le cose sono cambiate, non è più tempo per pensare se questi programmi possano penalizzare o meno la musica. La musica passa in televisione con molta fatica, quindi se X Factor ci permette di ascoltare un pezzo di Jeff Buckley o uno degli Spandau Ballet, va benissimo. I tempi sono veramente cambiati, e bisogna rendersene conto».


Ultimissima domanda: progetti futuri?

«Continuare con Virgin Radio, e tornare l'anno prossimo con un programma-contenitore dove ci sia musica ma anche altro.  Però ancora non posso dire nulla».