CINEMA/ ALL’IIC DI NY L’ANTEPRIMA DI “FOCACCIA BLUES” DI CIRASOLA/Sapori mediterranei vincono sul cibo “fast”

di O.F.

Volete mettere il profumo di una focaccia appena sfornata, magari con un filo d'olio d'oliva e un po' di origano a quello dolciastro, inconfondibile, non si sa se di patatine o cheese-burgers, che impregna il marciapiede da lontano, seguendo quella scia rossa e gialla, quella "M" tondeggiante, regina indiscussa della fast-ristorazione?

Come poter paragonare vi chiederete, da bravi buongustai italiani. In effetti i sapori mediterranei vincono, non c'è Big Mac che tenga, a raccontarcelo è il regista Nico Cirasola, con il suo ultimo film Focaccia Blues, uscito in Italia a metà aprile e presentato in anteprima americana all'Istituto Italiano di Cultura di New York lo scorso venerdì.

Oggi7, divertito dalla sconfitta del colosso americano disarmato di fronte alla piccola focacceria pugliese, due mesi fa aveva già dedicato ampio spazio all'uscita italiana del docu-fiction, chiamato così perchè alla vicenda realmente accaduta ad Altamura, si aggiunge, anche un po' a casaccio, l'innamoramento del fruttivendolo con la bella prosperosa del paese affascinata a sua volta da Mr "M", e qualche sketch all'italiana di Lino Banfi e Renzo Arbore. A presentare Focaccia Blues il console Francesco Maria Talò insieme al direttore Renato Miracco seguiti da Pat Girondi, autore di alcune canzoni del film di Cirasola e fondatore di The Orphan's Dream Foundation, un'organizzazione che si occupa di supportare e diffondere la ricerca scientifica per combattere le malattie rare e sconosciute chiamate Orphan Diseases, di cui il figlio Rocco è affetto.

Dopo la proiezione di una corta animazione presa dal suo ultimo album Orphan's Hope, Pat, che vive tra Bari e Chicago, ha raccontato della suo coivolgimento in Focaccia Blues «Quando ho visto Mc Donald's ad Altamura ho subito pensato che avrebbe chiuso a breve. Ma questo non è un film anti-americano, è un film dove emergono e poi vincono i valori locali, semplici, di un piccolo borgo pugliese».
E come non dargli atto, Focaccia Blues è un film semplice, che sa di campagna e pomodori essicati al sole. Semplice, sia nel modo in cui è realizzato, sia nella coloratura un po' grottesca dei personaggi. C'è chi guarda stupito l'insegna "M" non sapendo di cosa si tratti, chi con la focaccia in tasca si prende il fresco al fast-food dotato d'aria condizionata, chi flirta mentre impasta acqua e farina, chi va a trovare frutta e verdura fresca in vespino e chi come Manuel, l'improbabile belloccio "fast", se ne va a gambe levate.