Libera

Gheddafi fa sognare Berlusconi

di Elisabetta de Dominis

Visto? Le amazzoni non solo esistono, ma vanno pure di moda. Solo che hanno per capo un uomo, un tiranno, la cui libertà devono servire a scapito della propria. Degenerazione dell'amazzonismo.
Gheddafi ha lanciato l'idea di venire a fare l'imperatore in Italia e Berlusconi di andare a fare il dittatore-imprenditore in Libia, per industrializzargli il paese. L'ipotizzare così impudentemente lo scambio dei ruoli vuol dire che ormai siamo in un reality show, nel quale non si capisce più dove finisca la finzione e cominci la realtà. Della serie: Dio li fa e poi li accoppia.

«Darò il potere al popolo. Annullerò i partiti. Basta elezioni», Gheddafi ha fatto sognare Berlusconi. Che adesso non dorme più a forza di pensarsi sotto una tenda con le 40 vergini di Gheddafi, vestito e agghindato come lui, mentre questi, in qualità di suo alter ego, fa il lavoro sporco del repulisti in Italia.  Finirà che Berlusconi farà in Libia un colpo di stato al femminile, dopo aver sostituito i corpi armati italiani con i corpi siliconati delle veline. Ce ne saranno per tutti: i libici impareranno a fare l'amore e non la guerra. Riscatterà il brutto ricordo che ha lasciato quel sanguinario di Graziani. Dopo di che marcerà su Roma e i due leoni si fronteggeranno in un testa e testa: uno dei due cadrà, ma, essendo uguali, non si saprà mai quale sia quello sopravvissuto. Fino a che non risorgerà un messia della sinistra che gli farà lo scalpo. Se riuscirà a sfilarlo facilmente, essendo una semplice parrucca, sapremo che si tratta di Berlusconi. Ma potrebbero passare secoli, senza che questo messia risorga. Niente paura, sapremo se si tratta del Berlusconi autentico dalla sua durata immortale. Ma è anche possibile che lo sostituiscano di tanto in tanto con un sosia, affinché non si dissolva il Partito della Libertà.

A Veronica non resta altro che sposare questa tesi se vuole sopravvivere al suo divorzio. Ora come ora però chi sta tremando come un ramoscello d'ulivo sono le veline: gli toccherebbe una vita dura, pericolosa e piena di rinunce. La vita delle amazzoni libiche impone faticosi allenamenti, sempre lo stesso abbigliamento e, invece di brillanti, possibili pallottole in corpo. Sorvolando sulla verginità... perché non abbiamo ancora capito chi dei due leader bleffi sulle proprie prestazioni sessuali. Magari tutti e due, vista l'età e la somiglianza di vedute e di sparate.
Avere Gheddafi a Roma sarebbe una bella soluzione anche per il ministro Tremonti. Se il Colonnello azzera la crisi e fa poveri tutti gli italiani, verrebbe giustificata la tesi di Tremonti: "Siccome c'è la crisi, non possiamo fare le riforme economiche".
La riforma morale invece non possiamo farla, perché il Papa non ha il potere né il coraggio di scomunicare Berlusconi. E' l'unico che avrebbe l'autorità per farlo in un paese come il nostro dove si crede che la morale si acquisisca in chiesa.

Ormai il premier ama contornarsi di belle donne perfino mentre lavora. Ha ricevuto una delegazione della Confindustria al cospetto di due signorine non meglio identificate, le quali non solo non si sono ritirate, ma una si è seduta sul bracciolo della sedia del papi, come un pappagallo.
Il Cavaliere si è fatto ancora beffa di noi, invitando quel folle di Gheddafi. Ma contemporaneamente si è umiliato - chissà perché - ingoiando non pochi rospi libici. Eppure dovrebbe rendersene conto, considerato che non riesce a prendere seriamente niente se non se stesso. Prova ne sia che non ha detto ‘ba' sulla sua debacle elettorale per le elezioni europee.  Infatti, anche se fa lo spiritoso per mascherare l'impudenza dei suoi pensieri, ci crede davvero.  Altrimenti come potrebbe ironizzare su "Noemi e Mills sposi. Io regalerò un volo di Stato gratis"? Ci crede perché deve scaricare Noemi per non divorziare. Cosa che gli complicherebbe la vita politica, come si è visto dalle elezioni, e svuoterebbe un bel po' del suo portafoglio.
Ma come niente fosse, con il suo solito sorriso stereotipato si presenterà alla Casa Bianca.