ARTE/MOSTRE/Pure e forti casualità

di Francesca Tarantino

La pittura artistica conserva da sempre alcuni aspetti soggettivi, propri dell'individualità dell'artista che, ponendosi dinanzi ad una tela, dà inizio ad un'opera che spesso non asseconda i caratteri di una rappresentazione "veritiera". Se il realismo di Frida Kahlo rivelava un diario di vita colorato di drammaticità e onirismo, i dipinti di Michela Martello esprimono molte di queste sensazioni di dolore e solitudine ma anche di grande forza, dignità ed amore per la vita che la pittrice riesce a comunicare in un mix di illustrazione ed astrazione.

L'artista di Grosseto, diplomatasi all'Istituto Nazionale di Design di Milano nel 1986 e trasferitasi a New York nel 1994, descrive nei suoi quadri diversi momenti e percorsi della vita che si concludono in modo delicato. L'arte di Michela Martello mescola in sè tradizione e modernità, come afferma la pittrice stessa infatti «dopo un primo avvicinamento ai percorsi spirituali buddisti, la mia ispirazione è cambiata, sono passata col descrivere momenti della vita e percorsi talvolta "infernali", lasciando quasi completamente da parte l'aspetto decorativo della pittura». La passione "karmika" che Martello ha per la città di New York, ha fatto sì che la sua arte subisca costantemente le influenze di Oriente e Occidente che si ritrovano frequentemente nei suoi quadri. «L'arte è soprattutto mettersi in gioco» afferma l'artista «la mia ultima esposizione prende il nome di Incidenti Pittorici, proprio perchè originata in modo casuale, cinque anni fa, ho ritrovato una grande tela nel laboratorio, che nel corso degli anni si era sporcata dei materiali più strani, proprio quando stavo per buttarla via, mi sono resa conto che era diventata invece, un background perfetto per un quadro».
Dalla casualità quindi prende vita una delle collezioni più recenti dell'artista, in cui passato, presente e futuro, sono sintetizzati in un insieme di sporco, armonia e tecnica. In Futuristic Reinassaince, l'arte figurativa e l'astrazione si amalgamano sullo sfondo sporco della tela, nell'armonia del ricamo e nella tecnica dell'affresco.

Talvolta però nelle sue opere si fondono anche puri aspetti figurativi, come in Purification, in cui due corpi si abbracciano e come spiega Michela «vanno a rappresentare un incontro tra anime che è sempre più difficile al giorno d'oggi, visto che spesso l'orgoglio e la gelosia, hanno il sopravvento ed impediscono alle persone di trovarsi».  «Nella mia arte - continua -  la casualità è l'elemento che più mi aiuta ad esprimere quello che voglio, tutto prende vita in modo spontaneo, senza prefigurazioni».
I dipinti di Michela Martello sono esposti fino al 1 Luglio presso l'Italian Language and Cultural Arts Center, Centro Raccontami, 100 W. 14th St, New York. Questa no profit organization fondata da Katia Moltisanti Tennyson, che ormai da anni promuove diversi workshops e manifestazioni per connettere gli Stati Uniti all'Italia, grazie al programma Art@Centro permette ad artisti e scrittori italiani che vivono all'estero, di esprimere il loro talento (per info www.centroraccontami.org).

 La esibizione permanente di Michela Martello si trova attualmente alla TRIA Gallery 547 W 27th St. New York; per ulteriori informazioni si può comunque consultare il sito dell'artista, www.michelamartello.com.