CONTRIBUTI ITALIANI IN AMERICA/Crisi e speranza

di Generoso d'Agnese

Oggi Luigi Marini divide il suo tempo tra la casa di Teramo, Londra, la Florida e New York, dove risiedono i suoi figli Sergio, Roberta e Paolo, ed è entrato a far parte della prestigiosa Accademia Italiana della Cucina ma non ha mai smesso del tutto i panni dell'appassionato di economia.

«Credo di aver fatto parte della prima generazione di italiani che venivano inviati all'estero da "professionisti", per rappresentare il nostro Paese con competenze specifiche. Alle mie spalle avevo la fortuna di avere un'istituzione di tutto rispetto qual è la Banca d'Italia e il mio ruolo manageriale mi ha permesso di fare un'esperienza valida e gratificante nei vari paesi nei quali sono stato chiamato a difendere e a promuovere l'Azienda Italia».

Luigi Marini, dopo aver completato gli studi di giurisprudenza nell'Università di Roma, scelse di approfondire il settore finanziario e si spostò a Cambridge, dando la stura a una vita professionale trascorsa quasi tutta fuori dai confini nazionali.

«Negli anni più difficili per l'Italia ( vista come azienda) fu costituito il GEI (Gruppo Esponenti Italiani), un sodalizio che riuniva i rappresentanti delle principali istituzioni operanti sul territorio affinché indicassero un'azione coordinata e mirata alla valorizzazione dell'immagine Italia, troppo vessata da stereotipi di facile consumo. Un'azione che doveva lasciare un'impronta determinante e decisa, capace di avvicinare sempre di più l'Italia agli Stati Uniti, e che è stata affiancata anche dall'opera di istituzioni italo-americane come la NIAF, il Columbus Club o i Sons of Italy».

Il primo grande incarico arrivò nel 1961, con l'assegnazione al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale quale assistente tecnico del Direttore Esecutivo per l'Italia. In quel periodo, all'Italia toccò la Presidenza della Riunione Annuale delle istituzioni di Bretton Woods, nella persona del Ministro del Tesoro On. Emilio Colombo e del Governatore della Banca d'Italia, Guido Carli.

Luigi Marini, dopo aver preso parte alla costituzione del G 10 (gruppo dei Dieci) per la riforma del sistema monetario internazionale (sotto la presidenza di Rinaldo Ossola della Banca d'Italia) fu autore di uno dei primi rapporti per tale organismo e al tempo di Kennedy venne inviato a Ottawa per partecipare alla stesura del primo rapporto congiunto italo-canadese sul processo di aggiustamento delle bilance di pagamento dello stesso G10. Il manager teramano divenne collaboratore di fiducia del futuro presidente Carlo Azeglio Ciampi, proseguendo la propria carriera come Capo Delegazione della Banca d'Italia a New York, incarico rivestito anche a Londra.

«Mi fa anche piacere aver lavorato in paesi nei quali viene riconosciuta la meritocrazia. Consiglio quindi ai giovani che si affacciano nel mondo della finanza di fare assolutamente delle esperienze nei paesi anglosassoni per ampliare le proprie visioni e per allenarsi a non avere cedimenti professionali, per crearsi un network di conoscenze che poi serviranno tutta la vita e per affrontare con le armi giuste le sfide cui i sistemi bancari, finanziari, economici e commerciali vanno incontro».

Sposato con Gabriella, e padre di Roberta, Paolo e Sergio, che ora svolgono le loro professioni rispettivamente nel mondo delle comunicazioni, nella finanza internazionale e nella pubblicità, Luigi Marini ha scelto di vivere il suo tempo libero dedicandosi con impegno al consiglio di amministrazione della TERCAS (Cassa di Risparmio di Teramo). Profondo conoscitore della presenza economica nel mondo, Marini svolge con grandissimo spirito manageriale il suo impegno nella TERCAS, mettendo la sua esperienza al servizio del sistema finanziario locale e offrendo utili strategie in un momento particolare dell'economia internazionale.

«Il 2009 si apre con prospettive non particolarmente rosee per il mondo. La crisi finanziaria, partita da un paese e allargatasi a macchia d'olio agli altri stati, investendo anche l'economia reale, deve ancora avere degli sviluppi non confortanti. In questo scenario è difficile fare previsioni ma c'è da sottolineare che ora tutti si sentono direttamente coinvolti e certamente faranno fronte comune per risollevare le sorti del sistema mondiale con uno sforzo ampio e coordinato. Bisogna dare un messaggio di speranza agli abitanti del pianeta e alle nuove generazioni. E' doveroso oltre che - mi auguro sinceramente - possibile».