MUSICA LIRICA/"Suor Angelica” in... chiesa

di Donatella Mulvoni

La Chelsea  Opera ha scelto Giacomo Puccini per festeggiare il suo quinto anno di vita. E precisamente ha messo in scena «Suor Angelica», prendendo in affitto uno dei luoghi più suggestivi, e in questo caso più adatti, per rappresentarla: la chiesa di San Peter, situata proprio a Chelsea, tra la 20 strada e la nona Avenue. Quattro giorni di festeggiamenti; iniziata giovedì scorso, l'opera andrà in scena stasera nella serata conclusiva. Buona l'acustica e tutta l'orchestra, che con un pianoforte, qualche violino e l'organo, sistemati fra i banchi dei "fedeli" e l'altare, ha riprodotto, in versione ridotta, le arie della «Suor Angelica», dirette dal maestro Carmine Aufiero. "Ave Maria", "Nei silenzi di quei raccoglimenti" e "Senza mamma" sono stati alcuni dei brani più applauditi.

L'opera di cui stiamo parlando è tra le poche a contenere solo personaggi femminili. L'azione si svolge verso la fine del XVII secolo, tra le mura di un monastero. Suor Angelica, che per alcuni versi ricorda da lontano la storia della monaca di Monza, è stata impersonata nella serata di apertura dal soprano Anya Fidelia, che questa sera lascerà invece il posto a Elizabeth Beers Kataria. In tutto, tra suore, converse e cercatrici, il cast era formato da una trentina di cantanti, di cui 20 facevano parte solo del coro.
Molti di questi erano impegnati anche nella prima parte della serata, costituita dal concerto "Woman Extraordinaire", durato circa quaranta minuti. L'Ensemble della Chelsea Opera si è cimentato in alcuni brani di opere famosissime come: "Viens mallika, les lianes en fleurs", estratto da «Lakmè» di Leo Delibes; "Oh guarda sorella", "Una donna quindic'anni", dall'opera di Mozart «Così fan tutte». Non sono mancati neanche accenni al «Faust» di Charles Gounod, con l'aria "Avant de quitter ces lieux" e a opere più recenti come «Piccole Donne» di Mark Adamo, con la lirica "Things change, Jo".

Gli unici compositori italiani rappresentati sono stati Menotti e Gaetano Donizetti, con l'opera «Don Pasquale». Il concerto si è chiuso con una fra le arie più famose nel panorama operistico, "Ah je vivre", tratta da «Romeo e Giulietta» di Gounod.
Molte delle cantanti, tutte vestite con abbligliamenti scintillanti, dopo la loro performance hanno smesso gli abiti di prime donne per vestire la tunica delle suore protagoniste della prima scena dell'opera di Giacomo Puccini. Pensare che il palco fosse relamente un altare e che tutti gli affreschi delle pareti realmente sono nati insieme alla chiesa di San Peter, ha fatto quasi dimenticare la finzione che appartiene a ogni rappresentazione. La location era suggestiva, le panche vantavano solo pochi posti a sedere ancora liberi. Mancavano i tendoni tipici del teatro per aprire la prima scena di un atto unico. Ovviamente, per chi conosce la storia, l'aria era l'"Ave Maria".

Suor Angelica, la protagonista, vive una esistenza turbolenta. Costretta dalla famiglia a prendere i voti a causa di un peccato d'amore, da cui nascerà anche un bambino, vive desolata da sette anni nel monastero. Ogni giorno aspetta di ricevere il perdono dei genitori, sempre con poca fortuna. Fino a quando un giorno arriva a farle visita la zia principessa, che giovedì era rappresentata da Duce Manzini, mentre stasera sarà Leonarda Priore a cimentarsi con questo personaggio. Disilludendo ogni speranza della povera Angelica, la visita della zia era solo di interesse. Venuta a chiederle di rinunciare a tutta l'eredità in favore della sorella, prossima alle nozze, la donna rivela alla suora che il suo bambino era morto ormai da qualche anno.

E' questa una delle scene più toccanti dell'opera. La protagonista cade nella disperazione più buia e medita il suicidio per rinconciliarsi al figlio ("Senza mamma"). Ingerite forti quantità di erbe velenose, solo quando è in procinto di morire, si rende conto di aver peccato togliendosi la vita e chiede perdono alla Vergine Maria. La Madonna clemente decide così di darle un atto di grazia, porgendole il bambino fra le sue braccia morenti.

Tra il pubblico era presente nella serata di apertura anche Stefano Albertini, direttore della Casa Zerilli-Marimò, uno degli sponsor della serata. I festeggiamenti sono poi andati avanti fino a tardi nella sala adiacente, tra numerosi brindisi, accompagnati da un ottimo buffet e dal taglio della torta a concludere.
"Sono veramente emozionata - ha detto Lynne Hayden Findlay, fondatrice della Chelsea Opera insieme a Leonarda Priore -. Con questo lavoro, ho la fortuna di seguire la mia grande passione. In questi cinque anni, hanno lavorato con noi centinaia di artisti e migliaia di persone sono venute a vedere i nostri spettacoli. A tutti voglio semplicemente dire grazie".

Per chi fosse interessato, stasera è l'ultima data disponibile per assistere allo spettacolo che inizierà alle 7.30.  La location è la chiesa di San Peter, sulla 20 strada tra nona e decima Avenue. Per maggiori informazioni contattare Lynne Hayden Findlay al (212) 260-1796.