MUSICA/L’Ulisse della tastiera

di Lorenza Cerbini

Pubblico attento per la prima newyorkese di Whitetree, il trio composto dal pianista milanese Ludovico Einaudi e dai fratelli Robert e Ronald Lippok. Whitetree (nome tratto dal romanzo dello scrittore nigeriano Amos Tutuola, "ll bevitore di vino di palma") si è esibito a Le Poisson Rouge proponendo l'album "Cloudland" (Ponderosa Music & Arts/Harmonia Mundi), dieci brani di atmosfere sofisticate. Il pubblico newyorkese ha decisamente apprezzato il mix di musica classica moderna, musica elettronica e batteria eseguito con quella stessa passione che contraddistingue i concerti di Einaudi, un musicista che sul palcoscenico dialoga con il pianoforte in un illimitato scambio di idee.

E a New York, Einaudi ha sussurrato e sorriso sulle melodia minimalista e diretta di "Mercury Sands" e ha sudato sulle note del mitologico "Ulysses and the Cats". La mitologia affascina questo pianista che da Eraclito ha preso in prestito una delle massime della sua vita: tutto scorre, niente sta fermo. E lo scorrere del tempo viene segnato in "Kyril" dal fruscio della batteria, il pianoforte lascia ampio spazio all'elettronica, il trio risponde ai rispettivi impulsi.

«"Cloudland" è il più versatile dei miei lavori. Mi ha portato in un territorio diverso dal mio abituale», ha detto Einaudi a fine concerto. Poi ha specificato: «Quest'album è il risultato di un rapporto di scambio nato quasi casualmente. Ho conosciuto i fratelli Lippok a Milano. Ero stato a sentire un concerto del loro gruppo e la nostra collaborazione è nata come una naturale conseguenza, promossa dalla curiosità e dal desiderio di uscire dalle abitudini. Abbiamo iniziato a suonare insieme senza la pretesa di avere sviluppi. Ma poi abbiamo scoperto di divertirci. Tutto e venuto con naturalità. In sala di registrazione a volte non mi accorgevo di essere lì. Ero concetrato sulla musica di Robert e Ronald, con gli occhi chiusi davanti al pianoforte, aperto all'immaginazione. Era come cercare forme in un quadro astratto ed emozioni nelle nuvole».

Einaudi è impegnatissimo. L'estate la passerà lavorando, con un calendario fitto di concerti. E a luglio sarà a Londra, unico musicista classico ad essere invitato all'European iTunes Festival. Al Roundhouse in Camden si esibiranno sessanta artisti tra cui gli Oasis. Poi, il 20 settembre Einaudi presenterà a Roma il suo nuovo album come solista. «E' già finito. Adesso lo stiamo mixando - dice il pianista -. Si intitola "Nightbook" ed è il proseguimento di "Divenire"».

Una tappa a New York, il prossimo inverno sarà un obbligo: «Mi piace venire qui ogni tanto. Nei paesi in cui mi esibisco faccio sempre un lavoro di sviluppo, ma qui negli Usa per seguire tutto ci vorrebbe una vita parallela! Mi auguro di suonare anche in città diverse da New York e Los Angeles, perché c'è un'attenzione per la musica che ne vale davvero la pena».