Quando il cartone animato diventa opera d’arte

di A.F.

 Vent’anni di lavoro per realizzare venticinque minuti di cortometraggi. Un record, senza dubbio, ma anche un dato ingannevole. Non si pensi infatti che Ursula Ferrara, autrice di otto brevi lavori d’animazione presentati sabato al Walter Reade Theater del Lincoln Center nel corso del Festival Open Roads, sia un’autrice pigra. I suoi lavori sono infatti ideati, scritti, disegnati e musicati da lei. Ogni singolo fotogramma è realizzato in perfetta solitudine, mescolanando disegno e fotografia, e inserendo decine e decine di riferimenti di ogni genere.

Con questi corti, realizzati tra il 1986 e il 2006 e intitolati Lucidi Folli, Congiuntivo Futuro, Amore Asimmetrico, Come Persone, Quasi Niente, Cinque Stanze, La Partita e News, la regista ha messo su pellicola tutto il suo mondo interiore. I corti diventano un gioco di rimandi tra cubismo, art noveau, Gaudì, Klimt, notizie sentite al telegiornale, spezzoni di ricordi familiari. Tutto espresso delicatamente, con una sensibilità pittorica. I suoi corti, più che dei cartoni, sembrano infatti dei quadri in movimento.
Il suo lavoro ancora stenta a farsi riconoscere in Italia ma è già uscito dai confini nazionali. Nel 1996 Ursula era arrivata al Festival di Cannes, dove il suo Quasi Niente, il primo lavoro dotato di una qualche forma di “trama”, aveva ricevuto applausi quasi inattesi. Ora l’approdo a New York. La prossima settimana avremo un servizio sull’opera d’arte animata di Ursula Ferrara.

Ursula Ferrara con Marco Amenta giovedì sera al Lincoln Center. Il film di Amenta, “La siciliana Ribelle”, si può ancora vedere lunedì 8 giugno alle 2 pm.