MUSICA LIRICA/Alceste, quanto amore!

di Franco Corsaro

La Collegiate  Chorale di New York ha concluso la 67ma  stagione con l'«Alceste» del compositore viennese Christoph Gluck (1714-1787) cantata dal soprano Deborah Voigt al suo debutto in questo ruolo, accompagnata dalla New York City Opera Orchestra diretta dal maestro George Manahan, al Jazzz @ Lincoln Center. I

 

l dramma lirico in tre atti dell'«Alceste», su libretto del poeta livornese Ranieri de' Calzabigi, e musica di Gluck, fu rappresentato al teatro Hofburg di Vienna nel 1767, poi riformato e rimesso in scena all'Opéra di Parigi il 23 aprile 1776;  in questa stagione, ritorna nella Grande Mela dopo 49 anni dalla "prima" del Metropolitan. L'opera che è cantata in francese è stata fatta conoscere in Italia, fra l'altro a Venezia e, nel 1888, al Comunale di Bologna. L'argomento è tratto dall'omonima tragedia di Euripide e maneggiato in modo da offrire a Gluck una nuova possibilità di applicare la sua nota riforma del melodramma.

L'azione si svolge in Tessaglia, alcuni anni prima della guerra di Troia, quando il re Admeto è morente; nel tempio di Apollo sacerdoti e popolo invocano la guarigione dell'infermo e l'oracolo risponde essere necessario per questo che qualcuno accetti d'immolarsi. Al sacrificio si offre la regina Alceste, venuta con i figli e con ricchi doni ad unirsi alle preghiere, e Tanato, dio della morte, le concede di vivere ancora un giorno.

Admeto viene a conoscere a qual prezzo gli sia stata consentita la guarigione e, mentre Alceste si prepara a morire in sua vece, corre al tempio a scongiurare che sia mutata la sentenza dell'oracolo. Oramai però le porte dell'Averno si spalancano, Caronte sta per raccogliere  nella sua barca Alceste, quando Admeto la raggiunge deciso a seguirla.

Fra i due è una commovente e nobile gara per offrirsi a Tanato il quale esige la sua preda, ma ecco Apollo, commosso da così luminoso esempio di amore coniugale, scioglie Alceste dal suo voto e la restituisce alla vita accanto allo sposo, mentre il popolo prorompe in inni di gioia.

Al successo dell'esecuzione in forma di concerto dello scorso martedì, hanno partecipato l'Orchestra della New York City Opera diretta dal maestro George Manahan, come sempre composto e signorile nel gesto, rispettoso e cauto nel pensiero interpretativo. La severa maschera tragica e il calore degli accenti commossi, hanno fatto della Deborah Voigt l'artista più indicata a tradurre la passione e ad esternare il canto incisivo e mutevole dell'eroina euripidea.

Al suo fianco si è distinto il tenore Vinson Cole quale Admeto, ed hanno sfoggiato le loro armoniose qualità vocali il baritono Richard Zeller nel doppio ruolo di Gran Sacerdote e di Ercole; il baritono Kyungmook Yum anch'egli nel doppio ruolo di  Araldo e del dio Apollo, il baritono Ryan Kinsella nell'infernale ruolo di Tanatos il dio della Morte, e le eccellenti voci di Martha Sullivan (Coryphée) e di Gregory Hostetler (Évandre). Eccellente la continua partecipazione in tutta l'opera della Collegiate Chorale fondata dal leggendario maestro Robert Shaw nel 1941 e diretto per 28 anni dal maestro Robert Bass.

In tutti questi anni la Chorale, composta di 150 cantanti volontari, a presentare performances del tradizionale repertorio corale sia alla radio che in televisione -, ha raggiunto in questa opera l'apice di successo cominciato dall'esecuzione della "Sinfonia n. 9" di Beethoven diretta da Arturo Toscanini, e continua "con Pavarotti Plus  Live from Lincoln Center 1991", e nel 2005 con la "première" del nuovo finale della «Turandot» di Puccini scritto dal compositore italiano Luciano Berio.