Il coraggio di una ragazza tutta sola

di Gina Di Meo

La siciliana ribelle (Sicilian Girl) di Marco Amenta è liberamente ispirato ad una storia vera. Rita, una ragazzina di 17 anni, una mattina di novembre del 1991 si presenta al Procuratore di Palermo per vendicare gli assassini del padre e del fratello, entrambi mafiosi. Per la prima volta la figlia di una famiglia mafiosa si ribella apertamente all'Organizzazione, tradizionalmente maschilista. Da quel momento, i giorni di Rita sono contati. Rinnegata e minacciata dal fidanzato, dal suo paese e persino dalla madre, è costretta ad abbandonare la Sicilia e trasferirsi a Roma dove vive in incognito.

Nella pellicola non si vede mai il sole, tutto è in penombra, quasi buio come a voler rendere ancora più "nera", angosciante la solitudine in cui si ritrova una ragazzina di un piccolo paese della Sicilia quando sceglie la "diversitá", sceglie di stare dall'altra parte, quella della giustizia. Anche se non tutti i personaggi risultano credibili, Veronica D'Agostino nel ruolo della protagonista riesce a far rivivere il dramma di Rita Mancuso (nome di fantasia per Rita Atria, ndr) grazie alle sue doti recitative.

 

Di fronte ad un film del genere l'interrogativo, o meglio gli interrogativi sono sempre gli stessi: resta solo la morte per chi decide di rompere gli schemi di un determinato tipo di societá? Quanto sono coinvolti nell'illecito coloro che dovrebbero assicurare la giustizia? Ci sará mai una Sicilia senza la mafia? Le risposte non ce le può certo dare un film, ma un messaggio forte di sicuro sì. Rita ci dice che la mafia è una cosa sbagliata e che va combattuta cominciando a "scalfirne" la credibilitá, la presa che ha sulla gente comune soprattutto quando si sente abbandonata dallo Stato.

Venerdì 5 giugno 6 30 pm e lunedì 8 giugno 2pm