I cervelli del West premiati dalla Niaf

di Marcello Cristo

A pochi giorni dalla manifestazione "gemella" svoltasi a New York, la National Italian American Foundation (NIAF) ha celebrato mercoledi scorso a San Francisco il suo tradizionale West Coast Gala al Fairmont Hotel di Nob Hill.

Nel corso della serata, organizzata in maniera impeccabile dal vice-presidente regionale per la West Coast, Jeffrey Capaccio, l'organizzazione, che ormai da anni si ditingue per il suo lavoro di promozione e di sostegno della cultura italiana in America, ha premiato cinque esponenti della nostra comunità della San Francisco Bay Area: i coniugi John e Romana Bracco distintisi per le loro attività filantropiche, e tre imprenditori della Silicon Valley: Federico Faggin, Giacomo Marini e Pierluigi Zappacosta che hanno ricevuto il premio "NIAF Special Achievement Award in Business and Technology".

Il gala di quest'anno tuttavia ha avuto un sapore particolare perché, pur nell'atmosfera conviviale della manifestazione, la NIAF ha voluto ricordare le vittime del terremoto in Abruzzo conferendo alla serata una nota al contempo sobria ma anche di calorosa solidarietà con le popolazioni colpite dal sisma.
Il gala di San Francisco ha costituito quindi un'occasione per la raccolta di fondi con un'asta benefica che ha messo a disposizione del miglior offerente una quantità di prodotti e servizi  generosamente donati da aziende italiane e straniere.

Tuttavia, come ha ricordato il neo-presidente Jerry Colangelo, la ricostruzione e, più in generale, il futuro dell'Abruzzo non si fondano solo sugli stanziamenti economici ma anche sulla formazione culturale e professionale dei giovani abruzzesi. Il tema è particolarmente rilevante poiché, come ricordato da Jeffrey Capaccio, uno degli edifici istituzionali che ha subito i danni più gravi e che è stato costretto a chiudere i battenti, è stata proprio l'Università dell'Aquila.

Con la chiusura dell'università centinaia di studenti hanno subito un'interruzione forzata dei loro studi e, anche in questo caso, la NIAF ha dato prova di un esemplare spirito di iniziativa. L'organizzazione infatti ha fatto da tramite tra le istituzioni italiane ad alcune università americane primo tra tutti il Sierra Nevada College, che hanno messo a disposizione borse di studio per gli studenti iscritti  all'ateneo abruzzese.
Anche con queste generose offerte resta però il prblema delle spese accessorie come il viaggio e l'alloggio per questi studenti e la NIAF ha perciò aperto una sottoscrizione sul suo web-site per raccogliere ulteriori fondi destinati a questo scopo.

Dopo le iniziative benefiche per l'Abruzzo è stata la volta delle premiazioni.
A salire per primi sul palco sono stati Pierluigi Zappacosta e Giacomo Marini due dei co-fondatori di Logitech azienda leader del mercato globale delle periferiche informatiche. Zappacosta e Marini sono stati giustamente definiti due pionieri della presenza italiana nella Silicon Valley californiana ma che tuttavia non hanno dimenticato le loro origini dal momento che mantengono solidi rapporti professionali e di investimento con molte aziende italiane.

Il vicentino Federico Faggin è stato il terzo ospite a ricevere il premio per la sua brillante carriera di scienziato e di uomo d'affari. Faggin si è laureato in fisica all'univeristà di Padova e, dopo essersi trasferito in America, ha lasciato una traccia indelebile nella storia delle tecnologia moderna progettando il primo circuito integrato.
A completare il quadro dei premiati sono stati infine Romana e John Bracco ai quali è stato conferito il premio "NIAF Special Achievement in Philantropy" .

I coniugi Bracco sono una vera e propria "istituzione" nel mondo della filantropia della Bay Area. Il loro sostegno benefico si estende su una miriade di iniziative di tutti i generi.
Il premio ricevuto è stato il riconoscimento dovuto alla leggendaria generosità della coppia, tipica di chi ha raggiunto il successo partendo dal nulla e costruendo tutto sul proprio duro lavoro. In questo senso, quella dei Bracco, così come quelle di Faggin, Marini e Zappacosta, sono storie esemplari di nostri connazionali in America e inducono a chiederci se e quando l'Italia riuscirà ad arginare il tradizionale esodo delle sue menti più brillanti.