Che si dice in Italia

La lobby di Brunetta

di Gabriella Patti

Renato Brunetta, a sua stessa insaputa, deve essere a capo di una delle più potenti lobby d'Italia: quella dei tassisti. Ne avevo avuto il sospetto qualche tempo fa. Ora ne ho la certezza. L'altro giorno prendo un taxi a Roma. Come mi capita spesso mi metto a chiacchierare con il conducente, perché i tassisti, in  ogni parte del mondo, sono un barometro importante per "fiutare che aria tira".

 

Schivato l'argomento Noemi e Papi, la conversazione vira sul tema sicurezza. Pensavo che il nostro, di cui avevo intuito i sentimenti politico-ideologico (non è che ci voglia molto: in Italia e soprattutto nella capitale i tassisti non brillano per passione democratico-progressista), se la sarebbe presa con i soliti zingari e con gli stranieri extracomunitari in genere. Invece, con mia sorpresa, è partito con una filippica contro i poliziotti fannulloni "che stanno a scaldare le sedie dei commissariati anziché dare la caccia ai delinquenti per strada". L'avevo presa come una stranezza. Invece no. Passano pochi giorni ed ecco che il ministro Brunetta si fa portavoce della lamentela del mio tassista.

 

E allora mi sono ricordata che la stessa cosa mi era successa mesi fa. Altro tassista, stesso  tipo di attacchi, quella volta contro gli statali fannulloni. E, puntuale, Brunetta dopo una o due settimane se ne uscì con le sue bordate contro gli impiegati pubblici che non lavorano. Sì, credo proprio che il ministro sia il Gran Maestro occulto della lobby del tassametro.

BRUNETTA COGLIE NEL SEGNO facendosi interprete di malumori magari grossolani ma che, piaccia o non piaccia, sono espressione del sentire di una  consistente parte della popolazione. Dovrebbe però affinare - anzi: raffinare - un po' la sua esuberanza. Prendendosela con i poliziotti che, a suo dire, passano il loro tempo a scaldare le sedie, li ha definiti grassoni. Qualcuno, a caldo, si è ricordato che, per esempio, l'agente che arrestò l'allora ricercato numero uno Renato Vallanzasca era di corporatura pingue.

 

Ma il punto è un altro. Brunetta dovrebbe sapere che è sempre un errore evidenziare le caratteristiche fisiche delle persone. E' vero che il suo Capo è quello che, mentre il mondo intero plaudeva alla elezione di Barack Obama, definiva "abbronzato" il neo presidente degli Stati Uniti. Ma così facendo il nostro solerte ministro si espone al rischio che qualcuno - sicuramente sbagliando a sua volta - si spazientisca e sottolinei la straordinaria scarsa altezza di Brunetta: meno di un metro e sessanta credo, il che, secondo i soliti maligni, sarebbe stata all'origine della sua scelta da parte di Berlusconi che, con il noto rialzo alle scarpe, credo sia più alto del suo ministro di qualche centimetro o millimetro.

DIECI CHILOMETRI DI MEDUSE. La notizia è di quelle che ti guastano l'inizio dell'estate. Pare che tra la Corsica e le coste della Liguria si sia davvero formata una colonna di questi bianchi e urticanti animali. Gli esperti ci diranno se è colpa dei cambiamenti climatici causati dall'uomo. Ma, anche a saperlo, la consolazione è magra. Resta il fatto che uno dei più bei tratti di mare del Mediterraneo sarà impraticabile per i bagnanti.