CUNY/ AL CALANDRA INSTITUTE L’INTERVENTO DI VERA DIKA/Le dive italiane nell’immaginario americano

di Samira Leglib

L'immagine che l'America ha della donna Italiana (talvolta una sola cosa con quella delle donne Italo-Americane) è mutata nel corso degli anni. Il cinema ne è lo specchio. I film Americani tendono a presentare il personaggio femminile di origine italiana, intimamente legato alla figura del gangster.

 

All'interno cinema Italiano, invece, qusta figura risulta più complessa e varia. Durante gli anni Cinquanta e sessanta, attrici quail Sophia Loren, Anna Magnani, Gina Lollobrigida e Silvana Mangano hanno ridefinito la rappresentazione cinematografica della donna Italiana, sia in Italia che all'estero.

Vera Dika, Professoressa di cinema della New Jersey City University, ha tenuto - e con questa si chiude la Philip V. Canistraro Seminar Series del Calandra Institute (CUNY) -  una lettura titolata "Italian Divas in American Film: Changing Images of Italian Womanhood", un approfondimento sul tema della percezione dell'immagine femminile italiana da parte di un pubblico, cinematografico e non, americano. «Sono immigrata negli Stati Uniti all'età di 5 anni. Quando mi veniva di che origine fossi, alla mia risposta, "Sono Italiana" seguiva sempre una reazione particolare così ho iniziato a desiderare di capire, da un punto di vista che fosse americano, come veniva visto l'Italiano. Pensano a Sophia Loren, alla Mafia o a Versace?» Per trovare una risposta a questa domanda Vera Dika si rivolge all'immenso repertorio dell'American Film History, più di cento anni di cinema di cui propone la visione di alcune clip selezionate.

In "The Italian", film in bianco e nero del 1915 dove nessuno, dal regista Thomas H. Ince al protagonista George Beban, aveva origini italiane, il tema principale è quello dell'immigrazione intesa ‘attraversamento di barriere' in particolare sociali e culturali. Già da questo precoce film si può osservare, fa notare Vera Dika, come al personaggio italiano venga attribuito un largo spettro di emozioni e forte espressività.

 

Successivamente scoppia la ‘moda' dei Gangster Movie, sembra infatti che la figura del mafioso sia ricca di fascino per il pubblico americano. Questo fino alla Hays Commission -la nostra censura- che dal 1930 al 1968 sancì le linee guida applicate alla grande maggioranza dei film. Con il sopraggiungere degli anni '50-'60, arrivano negli Stati Uniti le prime vere star Italiane: Loren, Magnani, Lollobrigida, Mangano, Pampanini. L'Italia era uscita sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale ma questo non sembra compromettere l'ottima diffusione del suo Cinema che negli anni del Boom è secondo solo a quello Americano -e quello italiano è il cinema straniero di maggiore importazione negli USA. Del 1955 è "The Rose Tattoo", adattamento cinematografico di un'opera di Tennessee Williams con Anna Magnani e Burt Lancaster. «Da questo film», spiega Vera Dika, «emerge un'intensa fisicità che non è qualcosa che si vede quando il cinema Americano rappresenta altre etnie. La Magnani propone un'immagine della donna trasgressiva e liberatoria».

È questa l'era delle maggiorate, la nuova imagine della donna Italiana è legata alla nozione di eccesso, eccesso per la bellezza femminile e le sue forme che sono, come le definisce appropriatamente Dika, ‘off the math'. Sofia Loren appariva insieme alla Lollobrigida sulle copertine di TIME e veniva definita ‘The much woman'. È in questo periodo, interviene la Professoressa Grace Russo Bullaro (Lehman College), nei sexi anni '60, che gli Stati Uniti vengono influenzati da quello che stava avvenendo in Italia e dal cambiamento della tipologia di donna all'interno della cultura popolare italiana.

 

Le attrici venivano appositamente selezionate per le loro misure fisiche e oltreoceano l'immagine della donna mediterranea deve molto alle nostre maggiorate. All'inizio degli anni Settanta ritorna al cinema il personaggio del gangster con la trilogia "The Godfather" di Coppola e "Mean Streets" a cui segue "The Goodfellas" di Scorsese. Del 1996 è invece "The Funeral" di Abel Ferrara con Isabella Rossellini e Annabella Sciorra. In quest'ultimo film, dice Vera Dika, «ritroviamo  l'atteggiamento del "si fa quello che si deve fare" che appartiene alle donne Italiane immigrate negli States e -nel pronunciare queste parole alla Professoressa trema la voce per la commozione, ndr- che mi ricorda le donne della mia famiglia».