SPETTACOLO/L’Abruzzo a suon di jazz

di Maricla Sellari

Tempera, una piccola frazione tra L'Aquila e Paganica, non esiste più. La tremenda scossa di terremoto che ha colpito l'Abruzzo, due interi secondi al picco 8 della scala Richter, ha raso al suolo il piccolo centro storico. Tempèra, vicinissima all'epicentro del sisma, ha lasciato sotto le macerie nove concittadini, sui 1200 residenti nel borgo, la sua storia, le sue radici.

Un celebre vignettista spagnolo El Roto, che si firma quotidianamente su El Pais, giorni or sono scriveva, dopo aver disegnato un uomo disteso in un letto d'ospedale, vestito di tutto punto: "Mi sento uno schifo, non so se a causa della febbre bancaria, della crisi del porco o di un dolore per tutto quello che succede". Sottoscrivo e tra quello che succede, per noi italiani, aggiungo il terremoto dell'Aquila che ha turbato le nostre notti. Per reagire ho comperato due biglietti e con un'amica sono andata alla maratona-concerto per Tempèra "JAZZAID - Aiutiamoli a Ricostruire".

Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con l'Associazione Culturale 'Il Suono Interiore', ha voluto ridare una speranza a questa piccola frazione destinata altrimenti ad una lentissima  e forse improbabile rinascita. I proventi del concerto interamente devoluti a Tempera. LA RICOSTRUZIONE SUBITO SENZA SPECULAZIONI stava scritto a grandi lettere, in un cartello, dopo il terremoto dell'Irpinia. Anche oggi è questo che si chiede.  E' la richiesta legittima di quanti per un terremoto perdono tutto quello che hanno, casa, lavoro, affetti, futuro e, quando va bene, salvano solo la vita.

Così il 12 maggio è la sera del grande concerto jazz all'Auditorium Parco della Musica. All'iniziativa hanno aderito molti nomi noti del jazz italiano che si  alternano sul palco della Sala Sinopoli per dare vita a una grande jam session di solidarietà.

Si spengono le luci in sala, dietro il palco gremito di microfoni e leggii c'è uno schermo sul quale scorrono immagini dal titolo "Terremoti"; sono immagini di repertorio, mute, in bianco e nero, compilate dal bravo Roberto Torelli, che  trasportano il pubblico, indietro nel tempo all'inizio del secolo scorso, quando nelle sale alle mute immagini in movimento si accompagnava una musica dal vivo. Questa sera la musica è il jazz. Il jazz migliore, quello vicino alla vita. Una bella idea che mi consente di vivere con una intensità costante le quasi quattro ore della jam session come in un universo di musica.

Le immagini proiettate sullo schermo dietro i musicisti sono in bianco e nero, impolverate, anche sul palco i colori sono sobri, tra il nero e il grigio, se si esclude il fazzoletto giallo alla pirata di Antonello Salis virtuoso del piano e della fisarmonica, tra i più creativi del panorama internazionale. Le parole dei presentatori sono scarne essenziali, contenute in segno di rispetto. Tutto lo spazio è lasciato ai 53 musicisti che si alternano sul palco e alle immagini, che nell'arco della serata si ripetono più volte. Chi guarda perduto in tutti quei crolli e in quelle date scopre che i terremoti sono stati quasi una costante nella  nostra storia.

 

Impressionanti le immagini del terremoto di Messina e Reggio Calabria nella notte tra il 27 e il 28 dicembre del  1908. Tragiche quelle del Belice e dell'Irpinia, solo per nominare le più note. La polvere e le case che crollano sbriciolandosi al suolo; le povere suppellettili portate via sui carretti e poi le baraccopoli, con i panni stesi ad asciugare! Dappertutto povertà! Sono i poveri le vittime del terremoto? Una terra all'improvviso matrigna si scrolla di dosso tutte le sovrastrutture che nel tempo per generazioni sono state rifugio. E' lì il tradimento. Le moltitudini di sfollati ridotte a eserciti di piccole formiche laboriose, fino a ieri uomini e donne con  un nome, un lavoro una dignità. E' lì il tradimento.Terremoto di Avezzano 32.000 morti!

Sale sul palco la rappresentante del Comitato Promotore, lei è la responsabile di una tendopoli e al salire commenta: "Essere in questa sala mi sembra un paradiso". Così racconta, con una sorta di composta commozione nella voce: "Tempera sorge alle pendici del Gran Sasso ed è attraversato da un fiume di acqua pura le cui sorgenti sono a circa cinquecento metri a monte del paese. Intorno a questo corso d'acqua si sono sviluppate per secoli le attività agricole (ancora oggi molto presenti) e attività di industria rurale (mulino, rameria, lanificio, pastificio). Tutti questi edifici, oggi ridotti in macerie, sono l'anima del paese, la sua storia e le sue radici e la ricostruzione del centro storico completamente demolito dal terremoto deve per forza di cose passare per la loro ricostruzione. Si è costituito un comitato pro-Tempèra che ha lo scopo di raccogliere fondi da destinare appunto a tutte quelle opere che altrimenti lo stato non prenderebbe in considerazione e che invece rappresentano per la collettività la memoria storica dalla quale non si può prescindere per una rinascita sociale e culturale".

Con l'importo minimo di 15 euro a biglietto (tutto l'incasso  devoluto al Comitato Promotore Tempera) è stato possibile assistere all'intensa maratona 'JAZZAID - Aiutiamoli a Ricostruire' presentata da Rocco Papaleo e Dario Salvatori.
Tanti artisti (nota a pie' di pagina), ciascuno con un suo ruolo ed un suo discorso musicale. Gli assoli, che pure nel jazz sono così importanti, questa sera sono  contenuti in favore del valore collettivo del far musica insieme; una musica con tante sfumature, una musica di mille colori. Così come i lettori li leggono ora, li abbiamo vissuti noi che eravamo allo spettacolo. Il loro è stato  un lavoro vicino alla vita, una testimonianza della preziosità della vita. Grazie.

 

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Ad esibirsi artisti del calibro di: Marcello Allulli, maestro del sax e autore, tra l'altro, delle musiche del film "Ultimo Stadio"; Luca Bulgarelli, protagonista con il suo contrabbasso in numerosi concerti nei più importanti jazz festivals italiani e internazionali; il bravissimo Steve Cantarano al basso, con la sua musica mai invadente; Roberto Cecchetto, eclettico chitarrista milanese, già componente dello storico Electric Five di Enrico Rava; Paolo Damiani, compositore, direttore d'orchestra, contrabbassista, violoncellista e primo artista straniero ad aver vinto il concorso ONJ - Orchestra Nazionale Francese di Jazz; Stefano Di Battista, leader dello Stefano Di Battista Jazz Quartet, noto ai più per aver vinto nel 2005 il Festival di Sanremo, categoria Gruppi, con la moglie Nicky Nicolai; Furio Di Castri, contrabbassista tra tempera.jpgi migliori talenti europei premiati al New Jazz Meeting di Baden Baden; Riccardo Fassi, conosciuto come uno dei più interessanti ed affermati pianisti di jazz in Italia; Roberto Gatto,  uno dei più interessanti batteristi e compositori in Europa e nel mondo, caratterizzato da un'interessante ricerca timbrica, da un'impeccabile tecnica esecutiva e da un grande calore tipico della cultura mediterranea; Maurizio Giammarco, sassofonista spinto sempre da un'inesauribile volontà di ricerca musicale tale da guadagnarsi un posto di rilievo nel jazz italiano e da esser citato nella "Biographical Enciclopedia of Jazz" di Leonard Feather e Ira Gitler; Javier Girotto, sassofonista argentino in Italia da 20 anni; Rosario Giuliani, sax alto che ha saputo sviluppare uno stile tutto personale attingendo da artisti quali John Coltrane, Charlie Parker, Julian "Cannonball" Adderley ed Art Pepper; Davide Grottelli, sassofonista poliedrico, insegnante e compositore jazz; Giovanni Guidi, giovanissimo artista che nonostante l'età ha il piglio dei pianisti più navigati, armonicamente raffinato e melodicamente delineato in modo limpido; Alessandro Gwis, pianista dalle notevoli qualità, in grado di coniugare energia e lirismo; Dick Halligan, musicista statunitense famoso per esser stato il trombonista dei Blood, Sweat & Tears nel primo album Child Is Father to the Man; Max Ionata, vincitore del premio Massimo Urbani per la sezione fiati nel 2000; Antonio Jasevoli, musicista e chitarrista da anni attivo nella scena musicale italiana; Rita Marcotulli, elegante pianista dalla grana melodica e dalla voce strumentale molto esclusiva; Carla Marcotulli, straordinaria voce guida del trio Carla Marcotulli around Billie; Francesco Mazzeo, chitarra acustica ed elettrica e fondatore del quartetto "Gurdulù"; Fausto Mesolella, chitarrista degli Avion Travel dal 1986; Simona Molinari, vincitrice di ''SanremoLab - Accademia della Canzone di Sanremo'', che ha partecipato al Festival di Sanremo nella sezione Proposte 2009 con il brano Egocentrica; Ada Montellanico, considerata una delle migliori interpreti di jazz in Italia ed interprete di estrema e raffinata sensibilità; Nada, cantante e cantautrice italiana di enorme popolarità soprannominata 'Il pulcino di Gabbro' per la giovane età che aveva quando iniziò la sua carriera; Massimo Nunzi, compositore, arrangiatore e trombettista attivo nel teatro, nella danza e nella musica contemporanea; il batterista Ivo Parlati che vanta importanti collaborazioni con, tra gli altri, Paolo Fresu, Maurizio Giammarco, Danilo Rea, Pietro Condorelli, Massimo Urbani e Daniele Sepe; Maria Pia De Vito, la cui voce, libera da ogni stereotipo artistico, affronta il jazz in maniera personale, unica e moderna; Enrico Pieranunzi, pianista, compositore, arrangiatore, da anni considerato tra i più prestigiosi musicisti jazz della scena internazionale; Enzo Pietropaoli, contrabbassista attivo oltre che nella musica jazz anche nel repertorio classico, menzionato nella  "Biographical Encyclopedia of Jazz" di Leonard Feather e Ira Gitler; Francesco Ponticelli, talentuoso e giovane contrabbassista aretino; Francesco Puglisi, chitarrista i cui interessi musicali spaziano dalla musica classica al jazz, dalla fusion al blues, dal rock al prog fino ad arrivare agli sperimentalismi più astrusi di matrice elettronica; Michele Rabbia, capace di suscitare emozioni non solo in ensemble ma con la sola batteria; Raiz, fondatore insieme a Gennaro T., D. Rad e Paolo Polcari del gruppo degli Almamegretta; Marcello Rosa, artista poliedrico, trombonista, compositore, arrangiatore, scrittore di testi, ideatore e conduttore di programmi radiotelevisivi; il sax alto di Sandro Satta; Fabrizio Sferra, batterista romano dalla carriera trentennale; Daniele Tittarelli, sassofonista romano tra i più attivi della nuova scena italiana e vincitore del premio Miglior Solista al Festival di Avignone 2000; Giovanni Tommaso, contrabbassista, compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra; Lorenzo Tucci, uno dei batteristi di maggior talento del panorama nazionale ed europeo.