EVENTI/CORI TRENTINI/Voci trentine dal Queens

di Flavio Giuliano

Là su per le montagne, tra boschi e valli d'or. Tra l'aspre rupi echeggia un cantico d'amor". Sono i primi versi di quello che è indubbiamente il più conosciuto tra i canti popolari alpini, "La Montanara". Lunedì scorso, alla Christ the King Regional High School, nel Middle Village a Queens, il coro alpino della Sosat di Trento è riuscito a ricreare, nell'affollato auditorium, quell'atmosfera e quello spirito che si respira tra le vallate dolomitiche.

La serata, presentata da Karin Krieg e Dolores Monreal, era organizzata dal Club Trentino di New York, in collaborazione con il Center for Italian Studies della Stony Brook University. Uno spettacolo riuscitissimo grazie anche alla bravura del coro della Sosat, composto per l'occasione da 28 elementi, che hanno magistralmente interpretato il meglio del repertorio corale alpino. Dalla Montanara alla Pastora, al Testamento del Capitano. Certamente, per il pubblico presente, i pezzi più toccanti e significativi sono stati l'Inno al Trentino e Ninet en Merica. Quest'ultimo brano, composto da Franco Sartori, ricorda i drammi dell'emigrazione. La canzone parla di un giovane che sta per emigrare in America e vorrebbe che la sua pineta lo seguisse, perchè la vita potrebbe essere più facile in due e la nostalgia meno struggente.
Il coro alpino della Sosat (Sezione operaia società alpinisti trentini), è nato nel 1926, il 24 maggio (data di per sé significativa). Fu il primo coro di montagna e diede origine ad una nuova forma di espressione musicale che subito incontrò molto successo.

Fondatore fu Nino Peterlongo e proprio a lui, nel 1927, Toni Ortelli consegnò testo e musica de "La Montanara"  che venne cantata a orecchio dal coro, quindi armonizzata e completata da Luigi Pigarelli. E fu lo stesso coro, nel 1929, a proporla per la prima volta in radio al grande pubblico, presso gli Studi Eiar di Roma. Nel 1933 la prima incisione, su disco a 78 giri, per la Columbia.

Quello di lunedì scorso è stato il 1458esimo concerto del Coro Sosat, il primo a New York. Almeno un terzo dei concerti sono stati proposti all'estero, tra Europa, Messico, Stati Uniti, Argentina e Cile, partecipando a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche.

Tra i vari riconoscimenti ricevuti dal gruppo, ricordiamo la "Stella al merito dell'Ordine del Cardo", attribuita per l'attività svolta a favore della gente di montagna e l'"Aquila d'Oro di San Venceslao", massima onorificenza della Città di Trento.

«Siamo qui quasi per caso - spiega il presidente della corale, Francesco Benedetti -. Abbiamo alcuni impegni in Messico, ma questa volta abbiamo chiesto di far scalo a New York per incontrare questa folta comunità trentina e regalare loro un concerto. Presentiamo un repertorio che costituisce la storia della canzone alpina. Domani (martedì 19-ndr) saremo a Tucson, Arizona, per un altro concerto. Poi ci recheremo a Sonora, in Messico, dove inaugurareremo il Festival internazionale di cultura, arte e musica intitolato a padre Eusebio Chini, o padre Kino come lo chiamano da quelle parti».

Padre Chini era un frate gesuita vissuto nel Settecento, originario di Segno nella trentina Val di Non, che fondò 14 missioni tra Messico e Arizona. Oltre che portatore di fede cristiana, è noto anche per le sue qualità scientifiche di esploratore e cartografo.

Fu lui a scoprire per primo che la Bassa California in realtà non si trattasse di un'isola, ma di un istmo. Ancora oggi molte sue carte sono valide e utilizzate. Nel 1986, al Campidoglio a Washington, è stata eretta una statua in suo onore e oggi è in corso il processo per la sua beatificazione. Padre Chini è morto a Magdalena (oggi Magdalena de Kino) nel 1711 all'età di 66 anni.

Il coro diretto dal maestro Bruno Filippi ha eseguito alla Christ the King 18 brani tratti dal repertorio più classico. Un colore vocale molto particolare che coinvolge e incanta, un sound unico nel suo genere. Il pubblico, circa trecento persone, ha salutato con scroscianti applausi ogni esibizione, partecipando al canto nei pezzi più conosciuti.

Nel Middle Village di Queens è piuttosto numerosa la comunità trentina.
«Siamo circa duecento iscritti - spiega Josephine Leonardelli, presidentessa del Club Trentino of Queens, affiliato all'Associazione Trentini nel Mondo -. Questo è il 46° anno dalla fondazione del circolo che raccoglie una parte di quella massiccia emigrazione verso l'America, avvenuta soprattutto nell'immediato dopoguerra. Tanti se ne andarono a lavorare nelle miniere. A New York la gente trentina contribuì in modo sostanziale alla costruzione della metropolitana. Oltre ad organizzare eventi di questo tipo» aggiunge la presidentessa Leonardelli «il nostro Club organizza ogni anno il Carnevale e la festa della polenta, nel mese di marzo. A ottobre il gruppo donne allestisce un simpatico mercatino. Siamo tutti molto emozionati per l'avere ospite il Coro Sosat. Durante la cena organizzata in loro onore abbiamo già avuto un piccolo saggio della loro bravura».

Il Club Trentino ha sede al 1694 di Gates Avenue, Flushing, segretaria è Joan Tolotti O'Grady. «Sono nata in America - racconta - ma vado spesso in Trentino, dove circa 30 anni fa ho ritrovato una grande famiglia. Mio marito è irlandese e in 50 anni di matrimonio non è mai tornato in Irlanda, ma ha sempre voluto accompagnarmi in Trentino, che come me adora. Stasera, ascoltando questi canti, mi pare quasi di sentire il profumo delle nostre vallate. Non è la prima volta che organizziamo serate con gruppi provenienti dal Trentino» conclude Joan Toltotti «Nel 2006 abbiamo avuto il Coro di San Romedio, dalla Val di Non, e il gruppo folcloristico El Salvanella, della Val di Fiemme».

All'organizzazione della serata ha collaborato il Center for Italian Studies della Stony Brook University.
«La maggioranza degli emigranti, a New York, proviene dal Sud - sottolinea il direttore del Centro Studi, Mario Mignone, accompagnato al concerto dal professore emerito della Stony Brook, Giuseppe Tursi, e dall'assistente Giovanni Misso -. Ma non possiamo dimenticare che l'Italia va dalle Alpi alla Sicilia ed è nostro dovere presentare un quadro completo del mosaico culturale italiano. Inoltre, la comunità trentina di Queens è molto compatta, intraprendente e legata alle sue radici culturali e storiche. Il Middle Village ci è sembrata la sede ideale per ospitare l'iniziativa, proprio per soddisfare la forte presenza trentina nella zona. Il coro credo non abbia bisogno di presentazioni, è il simbolo del canto alpino, nato poco dopo l'annessione del Trentino Alto Adige all'Italia».