La nipote Alessandra: “Fantasia, mio nonno allora non si sarebbe mai sposato in chiesa”

di Francesca Guinand

Il film di Marco Bellocchio, Vincere, racconta una vicenda tutta privata che riguarda il Duce, ma in parte anche la sua famiglia. Secondo delle dichiarazioni di Bellocchio: «non esistono conferme documentali, ma voci insistenti affermano che i due (Ida Dalser e Benito Mussolini, ndr) si sarebbero perfino uniti con matrimonio religioso nel settembre del 1914. Quel che è certo, comunque, è che l'11 novembre 1915 nacque un bambino: Benito Albino Mussolini.

 

Figlio del Duce, che infatti lo riconobbe, salvo anni dopo far falsificare data di nascita e dati anagrafici. Mentre Mussolini ha la relazione con Ida è già amante di Rachele Guidi e padre di Edda, nata nel 1910. Un anno dopo il non documentato matrimonio con Ida, il 17 dicembre 1915, Mussolini convola a nozze, con rito civile, nell'ospedale di Treviglio (Bergamo) dove era ricoverato, con Rachele Guidi, dalla quale aveva già avuto la primogenita Edda, nata quindi illegittima secondo la legislazione dell'epoca. Tanto che fu registrata come figlia di Mussolini e di madre ignota».

Abbiamo raggiunto l'onorevole Alessandra Mussolini - figlia di Anna Maria Scicolone, la sorella minore di Sophia Loren, e Romano Mussolini quarto figlio di Benito Mussolini - e abbiamo chiesto la sua opinione sul film: «È una storia di fantasia, non è vero niente, mio nonno non si sarebbe mai sposato in chiesa come si fa vedere nel film e poi non avrebbe accettato di unirsi in matrimonio davanti ad un prete in quella data, per me questa di Bellocchio è solo una fiction, un'opera a di fantasia, che io non andrò a vedere», spiega Mussolini, dal 2008 presidente della Commissione Infanzia. L'onorevole racconta che il nonno decise poi di sposare sua nonna Rachele in chiesa perché «era nata Edda e per i futuri patti del '29», i Patti lateranensi tra regime fascista e Chiesa cattolica.

Secondo Bellocchio «non c'è bisogno di rispondere» alle affermazioni della Mussolini perché l'onorevole «dice cose insostenibili, ma lo fa per difendere la memoria del nonno». Il regista di Vincere spiega che «io non sono un documentarista, ma ho fatto un film, un'opera d'arte, nel senso che sono partito da fatti realmente accaduti e poi li ho sviluppati». Infatti, racconta Bellocchio, nel suo film la tanto discussa scena del matrimonio in chiesa tra Ida e il giovane Mussolini potrebbe anche essere un sogno, non è dato per certo che ci sia effettivamente stata questa unione, anche per questo Bellocchio avrebbe potuto decidere di dare questa sfumatura ambigua ad un evento incerto.